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Contributi Via per 14 milioni, alla commissione ne arrivano 4,7

Atelli: opportuno sapere dove finiscono le tariffe pagate da chi propone progetti

di G.Sa.

(Photobeps - stock.adobe.com)

2' di lettura

Massimiliano Atelli, presidente delle due commissioni del Mite per la valutazione di impatto ambientale, quella ordinaria e quella straordinaria per esaminare in tempi ristretti le opere del Pnrr e del Pniec, torna all’attacco sulla questione dei finanziamenti necessari per garantire il funzionamento delle due commissioni.

Fabbisogno minimo stimato in 8-9 miliardi

Il miliardo e mezzo stanziato dall’articolo 12 del decreto legge 68, attualmente all’esame del Senato, porta infatti il finanziamento complessivo poco sopra i 6 miliardi, a fronte di un fabbisogno minimo stimato da Atelli in 8-9 miliardi per garantire le coperture delle spese di funzionamento della commissione (per esempio i rimborsi ai commissari delle spese di trasferta necessari per i sopralluoghi che vengono anticipate dagli stessi commissari) e il finanziamento del progetto di digitalizzazione dell’archivio dei documenti progettuali esaminati. «Stiamo vivendo una fase di impegno e di lavoro straordinario - ha detto Atelli al convegno dell’Oice sulla centralità del progetto - e abbiamo raddoppiato le commissioni e i commissari, inoltre continuiamo ad aggiungere lavoro come quello sul Giubileo 2025, ma lo stanziamento non è sufficiente neanche per una sola commissione».

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Valutazione di impatto ambientale snodo per le opere infrastrutturali del Pnrr

Atelli ha ricordato come la valutazione di impatto ambientale sia oggi uno snodo fondamentale sia per le opere infrastrutturali del Pnrr che per gli impianti chiamati a innalzare rapidamente la nostra autonomia energetica. Ha poi spiegato che i tempi per la valutazione dei progetti sono stati notevolmente ridotti e che il 95% dei progetti esaminati si conclude con una valutazione positiva, sia pure spesso con prescrizioni.

Ma Atelli è tornato a porre la questione del finanziamento in termini più radicali e ha auspicato che il Parlamento intervenga. Ha chiesto, in particolare, maggiore trasparenza sulla destinazione delle somme che vengono pagate dai proponenti dei progetti in forma di contributo. «Nel 2021 - ha detto Atelli - sappiamo che sono state pagate tariffe dai proponenti dei progetti per un totale di 14 milioni, ma alla commissione sono arrivati soltanto 4,7 milioni. Sarebbe opportuno anzitutto sapere come vengono utilizzati. Inoltre quelle somme, che sono pagate a fronte di un servizio pubblico, dovrebbero essere destinate allo svolgimento del servizio pubblico e al suo miglioramento».

Della questione si tornerà a discutere ora al Senato. Numerosi gli emendamenti presentati dai vari gruppi nella direzione auspicata da Atelli.

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