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Contro l’allarme fertilizzanti scende in campo anche l’Onu

L’operazione «salvataggio raccolti» ha l’obiettivo di scongiurare una crisi dagli effetti potenzialmente drammatici, che affida a Fao e Wto il compito di definire i fabbisogni di fertilizzanti

di Alessio Romeo

 I prezzi dei fertilizzanti sono alle stelle a causa dei prezzi di gas e materie prime

2' di lettura

Alla vigilia delle semine invernali, i rincari e le difficoltà di reperire fertilizzanti sono tra le principali preoccupazioni degli agricoltori. Entro la fine di ottobre è attesa la decisione europea sulla soppressione dei dazi all’import, dopo che nei giorni scorsi il gruppo norvegese Yara, tra i principali produttori mondiali, ha annunciato che la capacità produttiva in Europa è utilizzata solo al 30% a causa dei rincari dell’energia, con le quotazioni del gas naturale salite del 340% e l’elettricità del 500% in un anno. A fine agosto il primo produttore polacco di ammoniaca, “Grupa Azoty”, ha tagliato del 90% la produzione mentre in Lituania il gruppo Achema ha deciso di sospendere l’attività all'inizio di settembre.

La cancellazione dei dazi Ue non riguarderebbe comunque la Russia (che è il primo produttore mondiale) e la Bielorussia, mentre si punta a un accordo con il Canada per l’aumento delle forniture di ammoniaca. Intanto questa settimana l’amministrazione Usa ha annunciato uno stanziamento di 500 milioni di dollari di aiuti per aumentare la produzione interna.

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Contro la carenza globale di fertilizzanti si è mobilitata anche l’Onu che, in occasione dell’assemblea generale che si è svolta a New York, ha lanciato l’operazione “salvataggio raccolti”, un piano per scongiurare una crisi dagli effetti potenzialmente drammatici, che affida a Fao e Wto il compito di definire i fabbisogni di fertilizzanti, le restrizioni all’export in vigore e le difficoltà esistenti a livello produttivo e sul fronte della logistica.
All’iniziativa, promossa dalla Francia nella veste di presidente del Consiglio di Sicurezza, hanno aderito la Commissione europea, l’Unione africana e le principali organizzazioni internazionali, dalla Fao alla Banca Mondiale, al Fondo monetario internazionale, al Wto. Alla luce dei dati, saranno avanzate una serie di proposte da sottoporre al G-20 in programma il 15 e 16 novembre, in Indonesia.

Il piano prevede anche l’assistenza finanziaria per l’acquisto di fertilizzanti a favore dei paesi più vulnerabili che sarà finanziata «con la riallocazione dei diritti speciali di prelievo» da parte dell'Fmi. Al Programma alimentare mondiale della Fao è stato affidato il compito di «studiare soluzioni logistiche a basso costo» per limitare il costo dei trasporti. Anche le industrie produttrici di fertilizzanti sono state chiamate in causa, con la richiesta di «intensificare la produzione il più rapidamente possibile». I rappresentanti dei principali gruppi saranno invitati a Parigi, per avere «risposte concrete» prima della riunione del G-20.

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