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Controlli Gdf più semplici sui crediti ceduti

Nuove funzionalità per Prisma: il motore di ricerca consentirà di seguire i passaggi compiuti dalle rate dei bonus grazie a codici identificativi

di Giuseppe Latour e Giovanni Parente

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3' di lettura

Un motore di ricerca con un sistema di tracking, in grado di ricostruire, di cessione in cessione, i passaggi compiuti dalle singole rate di un credito fiscale oggetto di trasferimento. Si può descrivere così oggi Prisma, l’applicativo della Gdf, attivato a fine 2021, che nelle settimane estive è stato dotato di una nuova funzionalità, descritta da una circolare che il III Reparto operazioni del Comando generale della Guardia di Finanza ha da poco diramato al Corpo.

Una novità che si inserisce nel solco del contrasto alle frodi sulle cessioni dei bonus edilizi portato avanti dalla Guardia di Finanza e dall’agenzia delle Entrate. Con un forte coordinamento, come emerso anche durante il 248° anniversario delle Fiamme gialle (si veda «Il Sole 24 Ore» del 23 giugno), in grado di operare anche sotto il profilo della prevenzione degli illeciti e della loro potenziale estensione.

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La Guardia di Finanza, con il suo intervento, sfrutta le potenzialità dei codici identificativi, introdotti per le comunicazioni di cessione e sconto in fattura effettuate a partire dal 1° maggio scorso. La circolazione di questi crediti sconta un regime più restrittivo rispetto ai mesi precedenti: le rate che li compongono non possono essere oggetto di cessione parziale e, soprattutto, al momento della prima comunicazione gli viene attribuito un codice identificativo.

Come funziona il codice identificativo

Si tratta di un bollino che contiene il numero di protocollo (17 caratteri), un numero progressivo della comunicazione di opzione (sei caratteri) e un ulteriore progressivo di sei caratteri che consente di distinguere, nella singola comunicazione, le diverse rate e i titolari originari della detrazione. Insomma, questo meccanismo, introdotto dalle Entrate, è servito a rendere il credito più facilmente tracciabile in tutte le sue parti.

Per utilizzare questo codice, i tecnici della Gdf hanno potenziato Prisma (acronimo che sta per «Portale riscossioni monitoraggi e applicazioni»), l’applicativo antifrodi varato alla fine del 2021 (insieme a Monic, per il monitoraggio della compensazioni), che serve proprio a consultare i crediti di imposta di cui sono titolari i contribuenti, insieme alle operazioni di cessione.

In cosa consiste la «Cessione crediti con tracking» di Prisma

All’interno del software è stata inserita una nuova funzionalità, chiamata «Cessione crediti con tracking». Utilizzandola, è possibile analizzare le cessioni dei crediti dotate di identificativo: si può ad esempio monitorare il percorso effettuato dalle singole rate. È possibile inserire il codice fiscale di un soggetto e il periodo che si vuole analizzare, ottenendo informazioni sulla strada che hanno fatto i bonus.

Come avviene per un pacco postale, i diversi passaggi lasciano adesso tracce che vengono registrate in tempo reale e che, a valle, è possibile ricostruire in modo rapido. Per le cessioni comunicate dal 1° maggio, allora, diventa molto più semplice l’attività di verifica su eventuali frodi. Per le comunicazioni precedenti (da aprile ad andare indietro) continuano a esserci le vecchie funzionalità di Prisma. Un’innovazione che consente di sfruttare a pieno le potenzialità della dorsale informatica delle Fiamme gialle, con la possibilità di incroci con le altre informazioni disponibili, per concentrare attenzioni ed energie sulle situazioni che possono presentare un maggior rischio di frode e di evasione.

Controlli ancora più rafforzati

In pratica, si potrebbe parlare di un’ipotetica chiusura del cerchio del rafforzamento dei controlli, considerando che l’applicativo Prisma contiene tutti i dati di tutti i crediti agevolativi per i quali l’agenzia delle Entrate effettua un riscontro preventivo in fase di ricezione dei modelli F24 in cui vengono portati in compensazione. Riscontri preventivi che, nel caso specifico delle cessioni dei bonus edilizi e degli sconti in fattura, l’Agenzia articola lungo una direttrice, che contempla tre fasi: coerenza della comunicazione, verifica in base agli indicatori di rischio ed eventuale sospensione, verifica approfondita sulle pratiche sospese.

L’importanza di questo processo, anche alla luce dei successivi sviluppi, è testimoniata dai target della convenzione tra ministero dell’Economia e agenzia delle Entrate, che fissa per il 2022 un indicatore di verifiche preventive sul 60% del valore complessivo degli importi ceduti, per arrivare al 70% nel 2023 e all’80% nel 2024.

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