prevenzione in fase due

Controllo termico e biometria, come gestire gli ingressi sicuri in azienda

Misura della temperature e identificazione a distanza: una tecnologia sperimentata all’aeroporto milanese di Linate pronta anche per le imprese

di Gianni Rusconi

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Misura della temperature e identificazione a distanza: una tecnologia sperimentata all’aeroporto milanese di Linate pronta anche per le imprese


3' di lettura

È una soluzione concepita per l'entrata in vigore “ufficiale” della Fase 2 dell'emergenza Coronavirus ma guarda anche avanti, a quello che potrebbe essere un modello, replicabile in diversi settori e rispetto a diverse applicazioni, per la gestione degli accessi sicuri delle persone in determinati ambienti.

La soluzione in questione porta la firma di everis Ads (Aerospace, Defence e Security), una divisione della società di consulenza che fa parte del gruppo Ntt Data, e prevede l'integrazione di avanzati sistemi di controllo della temperatura corporea in modalità “contactless” nei dispositivi di identificazione biometrica (chioschi, facepod e totem) già esistenti.

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Due sono nello specifico gli “add on” pensati per migliorare il rilevamento e il monitoraggio di possibili fonti di contagio.

Il primo controlla la temperatura senza richiedere la collaborazione dell'individuo durante il processo di riconoscimento e può essere impiegato presso le aree check-in degli aeroporti o le porte automatiche di controllo delle frontiere per effettuare una rapida valutazione dei passeggeri. L'esempio più vicino è quello dello scalo di Milano Linate, dove le postazioni self-boarding attivate in via sperimentale lo scorso febbraio utilizzano per l'appunto la tecnologia di riconoscimento facciale di everis.

Il secondo rileva tramite apposito sensore, in modo semplice e preciso, la temperatura del polso di ciascun passeggero in transito da terminal o stazioni ferroviarie.

Una terza tecnologia, infine, permette di generare un certificato sanitario mediante codice QR ad alta densità in grado di poter dialogare con le banche dati di enti sanitari o governativi. Lo scopo? Facilitare il rilascio di attestati sanitari sicuri e a prova di furti e frodi che garantiscano l'origine e la riservatezza dei dati da una parte e l'identità della persona dall'altra utilizzando la biometria facciale. In questo modo si evitano possibili furti di identità o frodi.

Se quest'ultima è una possibilità ancora tutta da esplorare con le autorità competenti (i colloqui sono già in corso sia in Spagna che in Italia), secondo il country manager di everis Italia, Paolo Cederle, ex Ceo di UniCredit Business Integrated Solutions, le possibilità che una soluzione di questo genere possa trovare spazio anche in altri ambiti, e quindi le aziende o gli uffici pubblici, per il monitoraggio degli ingressi dei dipendenti e dei visitatori, sono molte.

«La tecnologia che utilizziamo – spiega il manager – è in sostanza la stessa di altre soluzioni che offrono funzionalità simili di riconoscimento visivo, ma la nostra ha il grande pregio di essere una soluzione, protetta da brevetti, veramente completa e aperta all'integrazione di applicazioni di terze parti. Ed in questo senso si può anche definire unica».

L'opportunità di farla diventare una sorta di “standard” in campo aziendale, secondo Cederle, si basa su precisi presupposti e il primo, di fatto obbligatorio nell'ambito delle misure da seguire per contrastare il rischio di nuovi contagi, è la rilevazione della temperatura corporea.

Il controllo dell'identità biometrica è una strada da poter percorrere senza problemi dal punto di vista tecnologico (nel rispetto della normativa Gdpr per la tutela della privacy) e un'ulteriore possibilità è l'attivazione del sistema di certificazione medica tramite codice a barre. E a tendere, secondo everis, il pacchetto completo potrebbe sostituire del tutto il classico badge, replicando procedure già diffuse e consolidate in alcuni Paesi (in Cina per esempio, per il controllo degli accessi alle università).

Costi accessibili e maggiore sicurezza rispetto all'impronta digitale
“Non è una soluzione complessa da implementare, sebbene sia conforme agli standard aerospaziali, e soprattutto non richiede investimenti particolarmente onerosi, perché parliamo di poche decine migliaia di euro, hardware compreso”.

Anche in termini di usabilità nel mondo aziendale secondo Cederle, non ci sono evidenti limiti alla sua adozione, anche in organizzazioni di medie dimensioni. Dipende dalla tipologia dell'impresa e dei processi che si vogliono gestire e tracciare, senza dimenticare il vantaggio di poterla configurare su misura ai fini dell'accessibilità delle persone a specifiche aree o ambienti.

Il modello di fondo è il progetto pilota di self-boarding installato a Linate: l'utente si registra al sistema, in autonomia tramite un'applicazione mobile o un chiosco presente in aeroporto, e può accedere sia al controllo di sicurezza sia al gate di imbarco senza la necessità di presentare alcun documento. L'idea che la biometria possa trovare più spazio, anche “grazie” al Coronavirus, nelle imprese (anche pubbliche) è supportata anche da un'ultima considerazione. «I sistemi di identificazione visiva – conclude Cederle – hanno prestazioni superiori a quella del pollice e quindi offrono maggiore certezza dell'identità della persona».

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