ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùfamiglie

Convivenza? No, grazie. Quanto costa essere una coppia “Lat” (living apart together)

Sempre più coppie scelgono di non convivere, per mantenere vivo l’amore e non farlo fagocitare dalla routine domestica. Ma questa scelta ha un prezzo. Salato

di Francesca Milano


Rapporto Istat: famiglie sempre piu' piccole, 33% single

3' di lettura

«Vieni a vivere con me, sai quante cose potremmo fare», cantava Luca Carboni nel 1987, nella canzone-inno di tutte le convivenze giovanili, quelle in cui si passa un’ora a parlare del «colore per ridipingere il soffitto». Da adulti, però, le cose si complicano e gli entusiasmi delle sere passate a suonare il piano o decidere per chi votare si affievoliscono. Si cercano spazi propri, e ci s’imbatte nel quesito amletico: essere (una coppia) o non essere (una coppia)?

La risposta l’hanno trovata quelli che professano la “fede” Lat: living apart together. Alcune ricerche - come quelle della psicoterapeuta Lucy Beresford citate dal Guardian - dimostrano infatti che le coppie hanno più possibilità di sopravvivere in case separate perché in questo modo i due partner riescono a mantenere i propri spazi e i propri interessi. Ma a che prezzo?

Il prezzo è alto: la vita da single è costosa e una coppia che scegliere di non convivere deve accettare di far fronte a una lunga serie di spese doppie. Due affitti (o due mutui), due bollette dell’elettricità e del gas, due canoni tv, due rate condominiali. E poi ancora: due televisori, due letti, due set di biancheria, due servizi di piatti, due auto, due assicurazioni. E l’elenco è ancora lungo.

Non sarà allora che la proposta del cantante Luca Carboni alla sua fidanzata fosse in realtà un modo per risparmiare?

Secondo una indagine di Adiconsum, una coppia spende 110 euro in meno al mese rispetto a un single. Va da sé che due single spendono molto di più rispetto a una coppia. L’associazione dei consumatori ha stimato che per un bilocale in periferia una coppia spenda 700 euro al mese. Se i due partner però scelgono la formula del “living apart together”, però, la spesa per l’abitazione raddoppia: ognuno nel suo bilocale da 700 euro al mese.

Si passa poi al capitolo bollette: se una coppia che convive spende in media 185 euro, i due partner non conviventi spenderanno a testa 155 euro (ossia 310 euro a coppia). Idem per la spesa: se due persone che abitano sotto lo stesso tetto spendono al mese 340 euro, le coppie “Lat” spendono 520 euro (260 euro a testa).

Eppure, nonostante l’antieconomicità evidente, sempre più italiani scelgono di non convivere: secondo l’Istat il numero di nuclei familiari composti da una sola persona sono in aumento costante. Dal 30,6% del 2014 siamo passati al 31,1% nel 2015, poi al 31,6 del 2016, al 31,9 del 2017 per poi balzare al 33% nel 2018.

In pratica, una casa su 3 è abitata da una sola persona. L’Istat non ci dice se si tratta di un single “puro” o di un “Lat”, ma la tendenza proveniente dall’estero ci mostra che anche in Italia sono in aumento le coppie di eterni fidanzati che scelgono di non andare mai a convivere.

Lo fanno perché non vogliono rinunciare ai propri spazi («I love you but I love my place, too», si legge nell’introduzione del libro “Living apart together - A new possibility for living couples” di Linda Breault e Dianne Gillespie); lo fanno perché non vogliono perdere il gusto di vedersi solo quando se ne ha voglia (per scelta e non per dovere, dunque); lo fanno per dare all’altro senza la versione migliore di sé.

Quanto vale, dunque, il preservare la coppia dalla noia della routine quotidiana? Come recita un noto spot, “non ha prezzo”.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...