TRA LE PRIME AZIENDE VITIVINICOLE

Coop Caviro, il fatturato tocca quota 329 milioni (export +17,6% )

Grazie ai 22 milioni di nuovi investimenti realizzati, la capacità produttiva ha raggiunto i 12mila pezzi/ora (+14%)

di Giorgio dell'Orefice


default onloading pic

3' di lettura

La coop Caviro, tra le prime tre aziende vitivinicole d'Italia, chiude un anno definito senza mezzi termini “straordinario”. Il fatturato del gruppo ha toccato quota 329 milioni di euro, l'export è cresciuto del 17,6%, e grazie ai 22 milioni di nuovi investimenti realizzati i volumi confezionati sono aumentati del 7,5% a quota 213,5 milioni di pezzi e la capacità produttiva ha raggiunto i 12mila pezzi/ora (+14%). Il tutto a fronte di un sostanziale incremento della quota di mercato: «In Gdo Italia nel 2019 – ha spiegato il direttore generale di Caviro, SimonPietro Felice - il segmento vetro ha registrato una crescita a volume del 2,3% e il segmento brik dell'1%, contestualmente Caviro ha avuto un incremento, rispettivamente, del 26,3% e del 3,7%.

Vola anche l’export
Per quanto riguarda l'estero, in un trend generale che vede le esportazioni di vino made in Italy crescere del 3,4% Caviro ha registrato un incremento delle spedizioni del 17,6%». Sono i numeri, presentati oggi all'assemblea dei soci che ha approvato il bilancio, e che avrebbero potuto essere ancora migliori. «Quello approvato, a differenza dei precedenti – ha spiegato il presidente di Caviro, Carlo Dalmonte - è un bilancio che interessa solo 8 mesi di attività perché abbiamo deciso di adeguare la scadenza degli esercizi alle annualità vendemmiali. Ciò ha comportato la decurtazione dell'ultimo quadrimestre che, di solito, è anche il periodo più profittevole nei 12 mesi. Siamo soddisfatti per i numeri e in particolare dal dato sulle esportazioni, dove iniziano a vedersi i frutti di uno sforzo importante nella diversificazione e nell'innovazione, sia per quanto riguarda i formati che le proposte».


Ma la cifra del 2019 sono stati senza dubbio gli ingenti investimenti che hanno riguardato l'intero gruppo. «Le nuove linee di confezionamento di Caviro – ha aggiunto il direttore Felice - avviate nei primi giorni del 2019, ci hanno permesso di aumentare capacità produttiva e referenze e, ad oggi, possiamo dire che i risultati raggiunti sono stati superiori alle migliori aspettative».


Primo bilancio sostenibile
Investimenti sono stati effettuati anche da Caviro Extra (che ha inaugurato un impianto per la produzione di biometano da sottoprodotti della filiera agroindustriale), dalla Leonardo da Vinci spa che ha affrontato nel 500mo della scomparsa di Leonardo un incremento della notorietà del marchio, mentre la cantina veneta Gerardo Cesari ha completato la parte più importante dei lavori della nuova cantina di Fumane con un investimento nell'ordine di decine di milioni di euro. Infine il 2019, infine, è stato l'anno del primo Bilancio di Sostenibilità presentato dal Gruppo: uno sbocco naturale per una coop che da decenni promuove la sostenibilità e l'economia circolare. «Col Bilancio di sostenibilità – ha concluso il presidente Dalmonte – abbiamo ora a disposizione un importante strumento di rendicontazione e trasparenza. Nella nostra attività resta centrale la nostra vocazione cooperativa che è la nostra forza. Un aspetto che incide in particolare nel rapporto con i soci. Parlando di vendemmia e di vino ci tengo a sottolineare che quella che andiamo a liquidare in queste settimane è la vendemmia da record del 2018. Di fronte agli ingenti quantitativi di prodotto da gestire il nostro sistema cooperativo ha fatto un lavoro di squadra eccellente, con le varie associate e in particolare le cooperative romagnole che hanno operato con pazienza e razionalità, portando a casa un risultato che ritengo apprezzabile».

Per approfondire
Vino italiano, cresce l'export (+3,6%). Stati Uniti primo mercato

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...