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Coop Italia, giro d’affari in lieve calo a 14 miliardi. Quota di mercato al 12,5%

di Enrico Netti

(Antonella Di Girolamo / AGF)

2' di lettura

Coop Italia chiude il 2021 con ricavi per 14,3 miliardi (in lieve calo rispetto ai 14,4 del 2020), di cui 13,2 sviluppati con l’attività retail. La quota di mercato delle cooperative dei consumatori è del 12,5%, in leggera ripresa rispetto al 12,4% dell’anno precedente. Le vendite dei prodotti con il proprio marchio hanno raggiunto i 3 miliardi con un market share del 30% sul totale delle vendite. Riconfermato il consiglio di amministrazione con Marco Pedroni presidente, Antonio Bomarsi vicepresidente e Maura Latini ad.

Dopo 4 anni l’insegna ritorna a un utile aggregato positivo dello 0,5% sulle vendite mentre l’Ebitda complessivo è intorno al 5%. Il patrimonio netto sale a quasi 6,6 miliardi mentre il prestito sociale si attesta poco sotto gli 7,9 miliardi con oltre un milione di soci prestatori a cui le cooperative hanno distribuito 22 milioni di interessi.

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Dal punto di vista delle performance economiche il 2021 viene considerato un anno all’insegna della stabilità in cui le grandi e medie cooperative hanno raggiunto il pareggio o si sono avvicinate significativamente.

«In un anno tutto è cambiato. Avevamo chiuso il 2020 contrassegnato dalla pandemia e dal lockdown e fino a prima dell’estate guardavamo con speranza al futuro. Poi – commenta Marco Pedroni, presidente di Coop Italia e di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) – le difficoltà ulteriormente acuite oggi da una guerra poco lontano da noi di cui non conosciamo gli esiti. Già l’anno scorso Coop ha deciso di investire sul proprio prodotto a marchio volendo estendere l’offerta e così garantendo accessibilità di prezzo e al tempo stesso qualità e trasparenza ai propri soci e consumatori, elementi tanto più necessari in una congiuntura così avversa con un’inflazione che rischia di toccare il 10% nel 2022. Coop ha contenuto fino ad ora gli aumenti, ma è prevedibile che l’inflazione aumenterà e il prodotto a marchio rappresenta anche da questo punto di vista un presidio di garanzia».

Coop ha varato un riposizionamento strategico con al centro la private label che porterà sugli scaffali circa 5mila nuovi prodotti che rinnoveranno in modo radicale l’offerta. Un progetto che si svilupperà nell’arco dei prossimi 20 mesi. Tra le attività collaterali ci sono CoopVoce, l’operatore di telefonia mobile che sfiora i 2 milioni di clienti, ed Enercoop, i distributori di carburanti sorti vicino agli Ipercoop.

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