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Cop 27, stretta di mano tra Meloni e al-Sisi: i dossier del primo vertice internazionale di Meloni

La diplomazia del Cairo, riferiscono fonti egiziane di alto livello, sta lavorando per organizzare un incontro vis a vis con il presidente Abdel Fattah al-Sisi che non sarebbe ancora in agenda.

di Andrea Marini

Clima, a Sharm el-Sheikh via alla Cop27

3' di lettura

Tra clima e diritti umani, Giorgia Meloni è sbarcata ieri in tarda serata a Sharm el-Sheikh per la Cop27 dell’Onu. Al debutto in un vertice internazionale dopo l’approdo a Palazzo Chigi, è il primo premier italiano in visita in Egitto da quando nel 2016 al Cairo fu trovato morto Giulio Regeni. La diplomazia del Cairo, riferiscono fonti egiziane di alto livello, sta lavorando per organizzare un incontro vis a vis con il presidente Abdel Fattah al-Sisi che non sarebbe ancora in agenda. Intanto però questa mattina Meloni, al suo arrivo all’International Convention Center di Sharm el-Sheikh per l’apertura della Cop27 è stata accolta da al-Sisi con una stretta di mano.

Per Meloni incontri con i premier israeliano e etiope

Meloni ha avuto un bilaterale con il Presidente dello Stato di Israele Isaac Herzog. Lo scambio si è concentrato sull'eccellente collaborazione bilaterale e sulla transizione energetica. Il Presidente del Consiglio si è detta pronta a collaborare con il futuro nuovo Governo israeliano per rafforzare ulteriormente il partenariato italo-israeliano nell'ambito industriale e tecnologico, in particolare nel settore delle tecnologie pulite per l'ambiente. Nel corso del colloquio è stata condivisa una forte assonanza sulla difesa dei valori comuni a partire dalla lotta all'antisemitismo. Meloni ha poi incontrato il Primo Ministro della Repubblica Federale Democratica d'Etiopia, Abiy Ahmed. Il presidente del Consiglio ha espresso soddisfazione per la recente conclusione dell'”Accordo per una pace duratura attraverso la cessazione delle ostilità” tra il Governo etiopico e il Fronte di Liberazione del Popolo Tigrino ed ha sottolineato l'importanza di una sua efficace attuazione per il bene del popolo etiopico e la stabilità del Corno d'Africa. Meloni e Abiy hanno richiamato gli storici rapporti bilaterali e discusso delle opportunità di rafforzamento dei legami economici soprattutto in campo energetico. Meloni ha infine sottolineato come la collaborazione con l'Africa sia centrale per la politica estera italiana.

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L’incontro con Sunak

Altro bilaterale molto cordiale a margine dei lavori della CoP 27 con il Primo Ministro del Regno Unito, Rishi Sunak. Nel colloquio Meloni e Sunak hanno discusso le principali sfide che la Comunità internazionale deve affrontare, prima fra tutte l'esigenza di una risposta unitaria all'aggressione russa all'Ucraina, e hanno sottolineato l'importanza della cooperazione tra Italia e Regno Unito in ambito G7 e NATO. Insieme l'Italia e il Regno Unito potranno rafforzare il legame transatlantico. Meloni e Sunak hanno inoltre ribadito la volontà di lavorare insieme per sviluppare ulteriormente le relazioni bilaterali tra Roma e Londra.

Al-Sisi, Scholz, Macron

All’indomani dell’insediamento del governo, al-Sisi aveva inviato a Meloni le congratulazioni augurandosi di sviluppare presto «le relazioni bilaterali» tra i due Paesi, complicate dai casi Giulio Regeni (il governo italiano un anno fa si è costituito parte civile a Roma nel processo a carico degli agenti dei servizi egiziani) e poi quello di Patrik Zaki. Nella missione di ventiquattro ore circa, Meloni, accompagnata dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, potrebbe avere bilaterali con il premier tedesco Olaf Scholz, e fra i capi di Stato c’è anche il francese Emmanuel Macron.

L’impegno dell’Italia sul clima

Intervenendo in plenaria oggi pomeriggio ribadirà che l’Italia partecipa all’impegno comune di riduzione dei gas serra preso dalla Ue: taglio del 55% delle emissioni entro il 2030 e zero emissioni nette entro il 2050. Nei negoziati a Sharm le posizioni dei 27 Paesi membri saranno strettamente coordinate in ambito europeo. Già alla vigilia, però, l’assenza di Cina, Russia e India, fra i primi per emissioni di C02, fa temere per il raggiungimento degli obiettivi della Conferenza.

I casi Regeni e Zaki

Non mancano polemiche politiche legate ai diritti umani, meno marcate di quando durante il governo Draghi l’Eni siglò un contratto da 3 miliardi di metri cubi in più di Gnl con l’Egitto, o di quelle sulla vendita di due navi al Cairo durante quello Conte. Per Elly Schlein (Pd), «è una vergogna che Cop27 si tenga in un Paese che viola i diritti fondamentali delle persone, Regeni prima e Zaki oggi». Nei giorni scorsi la madre di Regeni, Paola Deffendi, ha postato senza ulteriori commenti, un articolo di Repubblica del giornalista Nicolas Lozito dal titolo «Perché non andrò alla Cop27 in Egitto: senza libertà non c’è ambientalismo».

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