ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùVertice sul clima in Egitto

Cop27, Meloni vede Sisi: apre sul gas ma resta il nodo Regeni. Onu chiede tasse sui profitti

A Sharm el-Sheikh per Cop 27 incontri bilaterali del presidente del Consiglio italiano anche con il presidente israeliano Herzog, il premier Sunak e il primo ministro etiope Abiy Ahmed

Aggiornato l’8 novembre 2022, ore 07:45

La foto di famiglia con i capi di Stato e di governo alla Cop27

6' di lettura

Prosegue nella giornata di martedì 8 novembre a Sharm il vertice Cop27 sul clima. Il 7 novembre in Egitto il debutto estero della Meloni, che ha avuto un faccia a faccia di un’ora con il presidente egiziano Al Sisi. La premier ha sottolineato l’attenzione dell’Italia per i casi Regeni e Zaki e ha aperto alla collaborazione sul gas. Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha chiesto che «tutti i governi tassino i profitti inattesi delle compagnie dei combustibili fossili: o siamo solidali sul clima o sarà un suicidio collettivo», ha detto il segretario generale dell’Onu.

«Siamo in un momento decisivo nella lotta contro il cambiamento climatico negli ultimi mesi abbiamo sperimentato drammatici effetti in molte regioni del pianeta siamo chiamati a fare di più e più velocemente per proteggere il clima». Lo afferma la premier Meloni parlando al summit Cop27 in Egitto. «L’Italia farà la sua parte», ha aggiunto, precisando che l’obiettivo è «una giusta transizione sul clima» da raggiungere con «uno sforzo comune» di tutti i Paesi. «L’Italia - ha detto - ha aumentato il contributo dei propri finanziamenti alla lotta al cambiamento climatico, abbiamo triplicato il nostro impegno» su questo fronte con un impegno di 1,4 miliardi di dollari in 5 anni».

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«Transizione giusta, nessuno resti indietro»

«Nell’Ue, prevediamo di ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 e di raggiungere la neutralità climatica al più tardi entro il 2050. In questa prospettiva, l’Italia ha recentemente rafforzato la propria capacità installata di energia rinnovabile e accelererà questo trend in linea con gli obiettivi di RepowerEU. Intendiamo perseguire una transizione giusta per sostenere le comunità colpite e non lasciare indietro nessuno», aggiunge la premier Giorgia Meloni nel suo intervento.

«Sosteniamo Paesi in via di sviluppo»

Rinnovato poi da Meloni l’impegno di 100 miliardi di dollari a sostegno dei Paesi in via di sviluppo fino al 2025 «e a definire un obiettivo ambizioso e sostenibile in seguito». Per farlo, aggiunge la premier, «dobbiamo riunire governi, investitori privati e banche multilaterali di sviluppo per condividere investimenti e rischi, per accelerare una giusta transizione energetica». L’Italia è «orgogliosa di far parte di Just Energy Transition Partnerships, un’ambiziosa iniziativa del G7 che fornirà ingenti risorse finanziarie e assistenza tecnica ai paesi partner».

Bilaterale con Scholz, focus su Ucraina ed energia

Dalla guerra di aggressione russa all’Ucraina alla conseguente crisi energetica e alla gestione dei flussi migratori. Sono i temi discussi dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un incontro bilaterale (definito «cordiale»), a margine dei lavori della CoP 27, con il cancelliere della Repubblica federale di Germania, Olaf Scholz. L’incontro, come spiegato da Palazzo Chigi, ha fatto seguito alla conversazione telefonica che Meloni e Scholz avevano avuto il 28 ottobre. Meloni e Scholz hanno inoltre confermato l’intenzione di consolidare le relazioni bilaterali tra l’Italia e la Germania.

Debutto in un vertice internazionale

All’arrivo a Sharm el-Sheikh per la cerimonia inaugurale degli incontri di alto livello della Cop27 (la conferenza sul clima delle Nazioni Unite), Giorgia Meloni ha trovato ad accoglierla il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il segretario generale dell’Onu António Guterres. La premier italiana, accompagnata dal ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto, ha stretto la mano ad al-Sisi. Al debutto in un vertice internazionale dopo l’approdo a Palazzo Chigi, Meloni è il primo premier italiano in visita in Egitto da quando nel 2016 al Cairo fu trovato morto Giulio Regeni.

Incontro di un’ora Meloni e al-Sisi

«È durato un’ora», ha informato il portavoce di Sisi. Durante l’incontro si è parlato di approvvigionamento energetico, fonti rinnovabili, crisi climatica e immigrazione. In particolare i due, secondo quanto riferito da parte egiziana, «hanno discusso della cooperazione congiunta nel dossier della sicurezza energetica, considerato uno dei più importanti percorsi di collaborazione tra le due parti negli ultimi anni, in particolare grazie ad una partnership con la società Eni nel campo del gas naturale, con la possibilità di prevedere la messa in atto di un collegamento elettrico con l’Italia».

L’incontro ha dato occasione al presidente Meloni di sollevare il tema del rispetto dei diritti umani e di sottolineare la forte attenzione dell’Italia sui casi di Giulio Regeni e Patrick Zaki. «L’incontro ha toccato la questione dello studente italiano Regeni e della cooperazione per raggiungere la verità e ottenere giustizia» ha precisato il portavoce ufficiale della Presidenza egiziana. Da parte sua il presidente egiziano ha espresso la propria «aspirazione» che la visita della premier italiana in Egitto dia un «nuovo impulso» alle relazioni fra Roma e il Cairo.

La premier Meloni «ha affermato la volontà dell’Italia di rafforzare la cooperazione bilaterale con l’Egitto, in un modo che apra orizzonti costruttivi e realizzi gli interessi comuni dei due Paesi e popoli amici» ha riferito ancora il portavoce della presidenza egiziana. Questo, ha aggiunto Radi, «perché l’Egitto considera l’Italia e il continente europeo come un pilastro-cardine di sicurezza e stabilità in Medio Oriente e nel Mediterraneo».

Guterres: tassare extraprofitti delle fonti fossili

Nel suo discorso all’apertura della Cop27 il segretario generale dell’Onu Guterres ha chiesto che «tutti i governi tassino i profitti inattesi delle compagnie dei combustibili fossili» e che questo denaro sia reindirizzato «alle persone che lottano con i prezzi crescenti di cibo ed energia e ai paesi che soffrono perdite e danni per la crisi climatica».

Nell’incontro bilaterale con Guterres la premier italiana c’è stata la collaborazione tra l’Italia e le Nazioni Unite di fronte alle principali sfide globali, inclusa la lotta ai cambiamenti climatici. Meloni ha confermato a Guterres il pieno sostegno italiano alla mediazione dell’Onu in Libia. Sono inoltre state discusse le ripercussioni della guerra di aggressione russa all’Ucraina, in particolare riguardo alla crisi alimentare che colpisce soprattutto i Paesi più vulnerabili e specialmente l’Africa.

Meloni vede Herzog: valori comuni, lotta all’antisemitismo

Il presidente del Consiglio italiano ha poi avuto una serie di altri incontri bilaterali. Faccia a faccia con il presidente israeliano, Isaac Herzog, con il primo ministro del Regno Unito, Rishi Sunak e con il primo ministro della Repubblica federale democratica di Etiopia, Abiy Ahmed. Con Herzog - ha fatto sapere Palazzo Chigi - lo scambio si è concentrato sull’eccellente collaborazione bilaterale e sulla transizione energetica. Il premier si è detta pronta a collaborare con il futuro nuovo Governo israeliano per rafforzare il partenariato italo-israeliano nell’ambito industriale e tecnologico e nel settore delle tecnologie pulite per l’ambiente. È stata condivisa una forte assonanza sulla difesa dei valori comuni a partire dalla lotta all’antisemitismo.

Meloni-Sunak: risposta unitaria aggressione Ucraina

Nel colloquio Meloni e Sunak hanno discusso le principali sfide che la Comunità internazionale deve affrontare, prima fra tutte l’esigenza di una risposta unitaria all’aggressione russa all’Ucraina, e hanno sottolineato l’importanza della cooperazione tra Italia e Regno Unito in ambito G7 e Nato. Insieme l’Italia e il Regno Unito potranno rafforzare il legame transatlantico. Meloni e Sunak hanno inoltre ribadito la volontà di lavorare insieme per sviluppare ulteriormente le relazioni bilaterali tra Roma e Londra.

Il numero 10 di Downing Street ha riferito che nel loro incontro Sunak e Meloni hanno avuto «una discussione positiva su una serie di questioni e priorità condivise, compresa la lotta all’immigrazione illegale e alle gang dedite al traffico di esseri umani».

Incontro con il premier Etiopia: rafforzare legami su energia

Meloni ha avuto un incontro bilaterale anche con il primo ministro etiope, Abiy Ahmed. Palazzo Chigi riferisce che il premier ha espresso soddisfazione per la recente conclusione dell’“accordo per una pace duratura attraverso la cessazione delle ostilità» tra il Governo etiopico e il Fronte di Liberazione del Popolo Tigrino e ha sottolineato l’importanza di una sua efficace attuazione per il bene del popolo etiopico e la stabilità del Corno d’Africa. Meloni e Abiy hanno richiamato gli storici rapporti bilaterali e discusso delle opportunità di rafforzamento dei legami economici soprattutto in campo energetico. Meloni ha sottolineato come la collaborazione con l’Africa sia centrale per la politica estera italiana.

Piano Onu per allarmi meteo in ogni Paese nel 2027

Costerà l’equivalente di 50 centesimi all’anno per persona per i prossimi 5 anni raggiungere tutti gli abitanti della Terra con allarmi tempestivi contro gli eventi meteo estremi, ma ridurrà i danni del 30%. Il progetto “Primo allarme per tutti”, preparato dalla Organizzazione meteorologica mondiale e da altri partner, è stato presentato dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, alla Cop27 di Sharm el-Sheikh. Il progetto, che richiede un investimento di 3,1 miliardi di dollari fra il 2023 e il 2027, ha già il sostegno di 50 Stati e guarda alle conseguenze climatiche: tempeste, ondate di calore, alluvioni e siccità.

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