A Glasgow

Cop26, dal Papa a Greta, al principe Carlo, gli appelli ai leader mondiali per il clima

Combattere la crescente crisi ambientale dovuta al cambiamento climatico è una corsa contro il tempo. Una corsa finora troppo lenta e piena di tortuosità, rallentamenti e fermate

di N.Co.

G20, le decisioni dei leader su clima, global minimum tax, aiuti e vaccini ai paesi poveri

4' di lettura

Il tempo sta scadendo, «manca un minuto a mezzanotte e dobbiamo agire ora». Il premier britannico Boris Johnson inaugurando la Cop 26 di Glasgow, sfodera la metafora dei film di 007, dove c’è a volte una forza da neutralizzare per evitare la fine del mondo. «La tragedia è che questo non è un film e il dispositivo del giorno del giudizio è reale». Nel discorso con cui apre la Cop 26 di Glasgow, Johnson ha avvertito che un aumento di due gradi delle temperature globali metterebbe a rischio le scorte di cibo, tre gradi in più porterebbero più incendi e cicloni, mentre con quattro gradi in più «diciamo addio a intere città».

Johnson; «Agire subito o sarà troppo tardi per i nostri bambini»

Quella per combattere la crescente crisi ambientale dovuta al cambiamento climatico è una corsa contro il tempo. Una corsa che finora è stata troppo lenta e piena di tortuosità, rallentamenti e fermate. Johnson ha dedicato un passaggio del suo intervento alle nuove generazioni e ha citato a sorpresa, come aveva già fatto il premier Mario Draghi alla conferenza che ha chiuso il G20, la giovane attivista svedese Greta Thunberg: «Se non agiamo seriamente contro il cambiamento climatico, sarà troppo tardi domani per i nostri bambini». Quanto agli esiti apparentemente di successo delle conferenze di Copenaghen (2009) e Parigi (2015), Johnson ha ammesso: «Tutte queste promesse rischiano di diventare nient’altro che un ’bla bla bla’».

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Il passaggio del testimone dal G20 alla Cop26

Il testimone del G20 di Roma è passato alla Cop26, la conferenza dell’Onu sul clima che il governo britannico ha co-organizzato con l’Italia, che ha aperto i battenti a Glasgow, portando in eredità i frutti del vertice romano. Con i risultati del G20, ha detto il premier Mario Draghi, «Cop26 può ora contare su fondamenta solide». Anche il padrone di casa di Cop26 Boris Johnson, ha riconosciuto i «progressi ragionevoli» del G20 a Roma, ma ha sottolineato che «c’è ancora strada da fare». Draghi non ha dubbi: anche sul clima il summit romano dei Grandi ha registrato un “successo”, un cambio di passo senza precedenti. «Molti dicono che sono stanchi del bla bla bla, io credo che questo summit sia stato pieno di sostanza. Abbiamo riempito di sostanza le parole», ha detto Draghi richiamando le parole di Greta Thunberg che dal Youth4Climate di Milano avevano fatto il giro del mondo.

Papa Francesco: «Ascoltare il grido della terra»

All’Angelus dell’ultima domenica del mese di ottobre anche Papa Francesco ha lanciato un netto appello: «ascoltare il grido della terra», un messaggio che risuona nella grande sala dove il presidente del Consiglio italiano stava tenendo la conferenza stampa di chiusura del G20. Papa Francesco «è un alleato non solo del G20, ma per tutto ciò che concerne il clima e la conservazione della Terra».

Principe Carlo: «Glasgow è l’ultima opportunità»

Un appello a congiungere gli sforzi alla vigilia della Cop26 è stato anche lanciato dal Principe Carlo durante il suo intervento al vertice del G20 a Roma: la Cop26 di Glasgow «è l’ultima opportunità. Ora dobbiamo tradurre le belle parole in azioni ancora più belle». Un invito al G20 di Carlo che è stato un riconoscimento del lavoro pluridecennale di Sua Altezza Reale in favore dell’ambiente. Una crisi ambientale sul tavolo dei grandi, che si scontra con difficoltà, resistenze, pur essendo in cima all’agenda. Ora è necessario agire. Il principe di Galles da Roma ha lanciato un ponte fino a Glasgow che ospita la Cop26. «Sto finalmente percependo un cambiamento negli atteggiamenti e la costruzione di uno slancio positivo», ha detto il principe, sottolineando che i leader mondiali hanno una «responsabilità schiacciante verso le generazioni future» e ricordando che «è impossibile non sentire le voci disperate dei giovani che vedono voi (i leader del G20, ndr) come gli amministratori del pianeta, tenendo il loro futuro nelle vostre mani». Un appello che non lascia spazio a dubbi: è una corsa contro il tempo, da cui non si torna indietro.

L’appello di Greta, Vanessa, Dominika e Mitzi

Hanno parlato di «tradimento» Greta Thunberg, Vanessa Nakate, Dominika Lasota e Mitzi Tan nell’appello inviati ai leader mondiali «perché finalmente rispondano all’emergenza climatica». Tradimento è la parola con la quale «i giovani in tutto il mondo definiscono l’incapacità dei nostri governi di ridurre le emissioni. E non c’è da sorprendersi», si legge nell’ appello urgente, pubblicato sul sito dell’ong Avaaz e diventato subito virale. «Come cittadini di tutto il Pianeta, vi chiediamo con urgenza di contrastare l’emergenza climatica. Non l’anno prossimo. Non il mese prossimo. Adesso» si legge. «Possiamo ancora farcela. Possiamo ancora evitare le conseguenze peggiori, se siamo pronti a cambiare. Ci vuole una politica determinata, lungimirante e un enorme coraggio, ma vi ripagherà, perché il vostro impegno sarà sostenuto da miliardi di persone». Nell’appello si legge che «siamo disastrosamente lontani dall’obiettivo cruciale di 1,5 gradi, mentre i governi di tutto il mondo addirittura accelerano la crisi, continuando a spendere miliardi per i combustibili fossili. Questa non è un’esercitazione. È codice rosso per la Terra. Milioni di persone soffriranno per la devastazione del nostro Pianeta. Le vostre decisioni causeranno o eviteranno questo scenario terrificante. Sta a voi scegliere».

Save the children: aumentare i finanziamenti per il clima nei Paesi più poveri

Save the children ha sottolineato come sulla crisi climatica, «nonostante le posizioni divergenti dei paesi del G20 su come affrontarla, si è giunti all'importante accordo di proseguire gli sforzi per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C sopra il livello preindustriale e si è inoltre riaffermato l’impegno assunto dai paesi sviluppati per raggiungere l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno a supporto dei paesi in via di sviluppo». Un «messaggio incoraggiante» dai paesi del G20, responsabili di quasi l’80% delle emissioni globali, «soprattutto in vista della COP26 che si apre oggi. A Glasgow dovranno infatti essere intraprese azioni rapide, ambiziose e concrete per raggiungere questo obiettivo e aumentare i finanziamenti per il clima a sostegno dei Paesi più poveri. Aspetteremo che queste parole diventino concrete realtà».

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