ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa conferenza Onu In Egitto

Cop27, primo vertice mondiale per Giorgia Meloni. Tra i possibili incontri bilaterali, il «nodo» Al Sisi  

Il tasso di innalzamento del livello del mare è più del doppio rispetto a quello degli anni ’90, i gas serra sono a livelli record, lo scioglimento dei ghiacci procede velocemente, gli oceani sono sempre più caldi

Al via la Cop27 sul clima, Guterres: azioni ambiziose e credibili

8' di lettura

Due sono i grandi temi emersi nella prima giornata di Cop 27, la conferenza Onu sui cambiamenti climatici che si svolgerà fino al 18 novembre in Egitto, a Sharm el-Sheikh: i finanziamenti ai Paesi del Sud del mondo, prime vittime del riscaldamento climatico provocato dalle emissioni dei Paesi industrializzati, e il rapporto della World Meteorological Organization: otto anni di temperature “bollenti” per il pianeta, i peggiori fra quelli mai registrati.

Anche Giorgia Meloni, dopo aver messo in archivio la prima missione all’estero con il viaggio a Bruxelles di giovedì scorso, si appresta ad esordire al suo primo vertice internazionale da quando è arrivata a Palazzo Chigi. Il suo arrivo al Centro Congressi è previsto per le 9.30, poi alle 12 ci sarà la foto di gruppo con i leader e, subito dopo, partecipazione alla Cerimonia di apertura. Alle 13.30 Meloni prenderà parte alla tavola rotonda “Just Transition”, mentre alle 18 circa - prima di far rientro in Italia - interverrà nel corso della Sessione Plenaria. Ad accompagnare Meloni ci sarà il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto, che tornerà poi a Sharm dal 13 al 14 novembre per l’apertura della sessione ministeriale dei lavori.

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I possibili incontri bilaterali

Dopo aver visto a Bruxelles i vertici delle istituzioni europee (Metsola, von der Leyen, Michel), la nuova trasferta potrebbe rappresentare l’occasione per incontrare di persona alcuni leader attesi al summit come ad esempio il nuovo primo ministro britannico Rishi Sunak, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il premier spagnolo Pedro Sanchez.

Più delicato un possibile incrocio col presidente al-Sisi

L’Egitto, come ricordato dai co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli e Eleonora Evi, «è il luogo della violazione dei diritti umani, il luogo delle torture, il luogo dove Giulio Regeni ha trovato la morte assassinato dal regime egiziano». L’Egitto, però, è anche il paese che ospita l’appuntamento perciò è difficile immaginare che non ci sia alla fine un contatto tra Meloni e il padrone di casa. Al momento, comunque, possibili incontri o eventuali bilaterali non sono stati annunciati nell’agenda ufficiale del premier.

In Egitto i nodi principali sul tavolo della discussione saranno: sicurezza energetica, adattamento al riscaldamento globale, fondo finanziario per i Paesi più deboli che sono rimasti indietro nello sviluppo e hanno subito danni dalla crescita del Pianeta, e impegni sulla riduzione delle emissioni che tradotto significa decarbonizzazione dell’economia.

L’impegno dell’Italia sulla riduzione di emissioni di CO2

L’Italia partecipa all’impegno di riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030, assunto dell’Europa, e del raggiungimento delle emissioni zero entro il 2050. Nei negoziati che si svolgeranno a Sharm El Sheik le posizioni dei 27 paesi membri saranno strettamente coordinate in ambito europeo, sulla base del costante raccordo che ha preceduto e che accompagnerà i negoziati. Non tutti i paesi hanno presentato impegni di riduzione delle emissioni altrettanto ambiziosi: il rapporto pubblicato dal Segretariato della Convenzione il 27 ottobre scorso evidenzia che l’insieme degli impegni non è sufficiente a mantenere l’innalzamento della temperatura al 2100 a 1.5 °C, come sancito dall’Accordo di Glasgow (Cop 26, novembre 2021), dov’è stato ribadito l’impegno di oltrepassare l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari l’anno nella Finanza per il Clima verso i Paesi in via di Sviluppo e altri paesi vulnerabili.

Si apre a Sharm El Sheikh la Cop 27

Le assenze pesanti di Cina, India e Russia

L’assenza alla Cop27 di alcuni tra i principali paesi emettitori di Co2, come Cina, Russia e India, mette tuttavia a rischio il raggiungimento degli obiettivi della Conferenza. Meloni illustrerà la linea del nuovo esecutivo riguardo alla ’transizione giusta’, uno degli elementi chiave riconosciuti dall’Accordo di Parigi per garantire che la transizione verso la decarbonizzazione dell’economia avvenga in modo equo. Linea anticipata già nel corso delle dichiarazioni programmatiche del governo alle Camere in cui il premier aveva spiegato che «non c’è un ecologista più convinto di un conservatore, ma quello che ci distingue da certo ambientalismo ideologico è che noi vogliamo difendere la natura con l’uomo dentro, coniugando sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il nostro approccio sarà accompagnare le imprese e i cittadini verso la transizione verde, senza consegnarci a nuove dipendenze strategiche e rispettando il principio di neutralità tecnologica».

Il padiglione Italia

A Sharm El-Sheikh l’Italia avrà un proprio padiglione che, durante le due settimane del vertice, ospiterà 40 eventi. Ai giovani e al loro ruolo nell’azione contro i cambiamenti climatici sarà dedicato un evento che si svolgerà il 15 novembre. Al Padiglione verrà presentato anche il ’Fondo Italiano per il Clima’. Al Summit G20 presieduto dall’Italia (ottobre 2021), l’allora premier Draghi annunciò l’impegno dell’Italia a mobilitare 1,4 miliardi di dollari l’anno per i successivi 5 anni per il clima, rispetto ad una media di circa 500 milioni registrata negli anni precedenti. Per raggiungere tale traguardo è stato istituito dalla Legge di Bilancio 2022 presso il Ministero della Transizione Ecologica il “Fondo Italiano per il Clima”, con una dotazione di 840 milioni di euro. Scopo del Fondo è finanziare interventi volti al raggiungimento degli obiettivi fissati dagli accordi internazionali ai quali l’Italia ha aderito.

Il rapporto Wmo

I dati scientifici sono, in ogni caso, sempre più preoccupanti: nel rapporto “Stato del clima globale nel 2022” diffuso al vertice dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) la temperatura media nel 2022 è di circa 1,15 gradi Celsius sopra i livelli pre-industriali (cioè la temperatura media del periodo 1850-1900).

Il meccanismo descritto parte dall’ aumento delle concentrazioni dei principali gas serra nell’atmosfera (anidride carbonica, metano, diossido di azoto). Questi gas hanno raggiunto livelli record nel 2021, e continuano a salire nel 2022. Il caldo fa sciogliere le calotte polari e i ghiacciai, e provoca l’innalzamento del livello dei mari, che minaccia stati insulari e territori costieri. Inoltre, causa desertificazione ed eventi meteorologici estremi: migliaia di persone rimangono uccise, milioni sono private dei mezzi di sostentamento, condannate a fame, miseria e migrazioni. Caldo e disastri fanno poi proliferare una serie di malattie.

L’allarme Oms

Secondo l’Oms, peraltro, tra il 2030 e il 2050 si prevede che il cambiamento climatico provocherà circa 250.000 morti in più all’anno per malnutrizione, malaria, diarrea e stress da caldo. Si stima che entro il 2030 i costi dei danni diretti alla salute (esclusi i costi nei settori che determinano la salute come l’agricoltura, l’acqua e i servizi igienici) siano compresi tra 2 e 4 miliardi di dollari all’anno. I cambiamenti colpiscono duro i paesi in via di sviluppo ma non risparmiano nemmeno l’Europa come si è visto in questo 2022 di straordinaria siccità che ha acuito il panorama già nero per la guerra in Ucraina.

Il 2022, si legge nel rapporto, ha battuto il record di scioglimento dei ghiacchiai alpini del 2003, con perdite di spessore dai 3 ai 4 metri. In Svizzera è stato perso il 6% del volume dei ghiacciai. Nel messaggio al vertice il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres ricorda come “mentre la Cop27 è in corso, il nostro pianeta manda un segnale di sofferenza. L’ultimo rapporto sullo Stato del clima globale è la cronaca del caos climatico. Come la Organizzazione meteorologica mondiale mostra chiaramente, il cambiamento sta avvenendo ad una velocità catastrofica, devastando vite e mezzi di sussistenza in ogni continente”.

Clima, a Sharm el-Sheikh via alla Cop27

Il Rapporto Wmo più in dettaglio

Aumenta la velocità del caldo sul Pianeta, tanto che gli ultimi otto anni sono stati quelli con le temperature più alte mai registrate. Questo quanto emerge dal rapporto della World meteorological organization (Wmo), l’Organizzazione mondiale della meteorologia delle Nazioni Unite, che è stato diffuso in occasione della prima giornata di lavori alla Cop27 in Egitto, il vertice mondiale sui cambiamenti climatici a Sharm El-Sheik. Tra gli elementi messi in evidenza dal nuovo rapporto sullo stato del clima globale, il fatto che il tasso di innalzamento del livello del mare è più del doppio rispetto a quello degli anni ’90, i gas serra sono a livelli record, lo scioglimento dei ghiacci procede velocemente, gli oceani sono sempre più caldi.

L’aumento delle temperature è dovuto all’aumento delle concentrazioni dei principali gas serra nell’atmosfera (anidride carbonica, metano, diossido di azoto). Questi gas hanno raggiunto livelli record nel 2021, e continuano a salire nel 2022. Il caldo fa sciogliere le calotte polari e i ghiacciai, e provoca l’innalzamento del livello dei mari, che minaccia stati insulari e territori costieri. Inoltre, causa desertificazione ed eventi meteorologici estremi: migliaia di persone rimangono uccise, milioni sono private dei mezzi di sostentamento, condannate a fame, miseria e migrazioni. Caldo e disastri fanno poi proliferare una serie di malattie.

“Maggiore il riscaldamento, peggiore l’impatto - ha commentato il segretario generale della Wmo, Petteri Taalas -. Abbiamo livelli così alti di anidride carbonica nell’atmosfera oggi che l’obbiettivo di 1,5 gradi (di riscaldamento rispetto ai livelli pre-industriali, n.d.r.) dell’Accordo di Parigi è a malapena raggiungibile”. Per Talaas “è già troppo tardi per molti ghiacciai, e lo scioglimento continuerà per centinaia se non migliaia di anni, con enormi conseguenze sulla sicurezza idrica”. L’aumento di alcuni millimetri all’anno del livello dei mari significa “un aumento da mezzo metro a un metro in un secolo, e questa è una minaccia per milioni di abitati delle zone costiere e delle isole”. “Quelli meno responsabili del cambiamento climatico sofrrono di più - ha concluso Talaas -, come abbiamo visto con le terribili alluvioni in Pakistan e la lunga e mortale siccità nel Corno d’Africa. Ma anche società ben preparate quest’anno sono state colpite dagli eventi estremi, come abbiamo visto per le ondate di calore e la siccità in larga parte d’Europa e della Cina meridionale”.

In Africa 19 milioni alla fame per la siccità

La siccità nel 2022 ha ridotto alla fame 19 milioni di persone nell’Africa orientale, mentre le alluvioni hanno ucciso 1.700 persone in Pakistan e hanno costretto quasi 8 milioni a lasciare i loro villaggi. Sono queste le conseguenze più gravi del riscaldamento globale quest’anno. Nell’Africa orientale, le piogge sono state sotto la media per quattro stagioni consecutive, il periodo più lungo in 40 anni, e ci sono indicazioni che anche l’attuale stagione sarà secca. Fra 18,4 e 19,3 milioni di persone erano in situazione di crisi alimentare prima di giugno 2022 in Kenya, Somalia ed Etiopia. Piogge da record a luglio e agosto hanno portato a vaste alluvioni in Pakistan. Ci sono stati almeno 1.700 morti e 33 milioni di persone colpite. Gli sfollati sono stati 7,9 milioni. L’Africa meridionale, e in particolare il Madagascar, è stata colpita da una serie di cicloni all’inizio dell’anno. L’uragano Ian a settembre ha causato morte e distruzione a Cuba e in Florida.

Larga parte dell’emisfero settentrionale è stata eccezionalmente calda e secca quest’anno. La Cina ha avuto la più estesa e lunga ondata di calore da quando ci sono rilevazioni, e la seconda estate più secca mai registrata. Il fiume Yangtze a Wuhan ad agosto ha raggiunto il suo livello più basso mai registrato. Larghe zone d’Europa hanno sofferto ripetuti episodi di caldo estremo. Il Regno Unito il 19 luglio ha registrato il suo record nazionale, con oltre 40 gradi per la prima volta. Il caldo è stato accompagnato da siccità e incendi. I fiumi europei, fra i quali il Reno, la Loira e il Danubio sono scesi a livelli critici.

Nel 2022 record di scioglimento ghiacciai alpini

Il 2022 ha battuto il record di scioglimento dei ghiacchiai alpini del 2003, con perdite di spessore dai 3 ai 4 metri. In Svizzera è stato perso il 6% del volume dei ghiacciai. L’estensione dei ghiacci dell’Artico è stata sotto la media 1981-2010 per la maggior parte dell’anno. In Antartide il 25 febbraio è stata registrata la minor estensione dei ghiacci da quando ci sono le rilevazioni: solo 1,92 milioni di km quadrati, 1 milione di km quadrati sotto la media di lungo periodo.

Cop27: velocità innalzamento mari radoppiata dal 1993 a oggi

Il livello medio dei mari è aumentato di circa 3,4 millimetri all’anno nei trent’anni dal 1993 al 2022, e il tasso di aumento è raddoppiato dal 1993 ad oggi. L’accelerazione è dovuta allo scioglimento dei ghiacci. In due anni e mezzo, dal gennaio 2020 all’agosto 2022, il livello medio dei mari è salito di ben 10 millimetri: si tratta del 10% dell’innalzamento complessivo negli ultimi 30 anni, da quando sono partite le misurazioni satellitari.


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