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Copasir, Vecchione “interrogato” su Conte: sfida sul Russiagate

Al Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, l'audizione di Gennaro Vecchione, direttore del Dipartimento informazioni e sicurezza (Dis) è il seguito di quella del premier Giuseppe Conte. I commissari pronti a verificare e a contestare tutte le dichiarazioni di Conte.

di Marco Ludovico


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2' di lettura

Una sfida all’ultima parola, detta o contraddetta. I commissari sono dieci, con un presidente leghista, Raffaele Volpi, gentile ma nei modi: in politica le cortesie non esistono. Un vicepresidente di Fratelli d'Italia, Adolfo Urso, considerato il più agguerrito. E teneri non saranno neanche Claudio Fazzone ed Elio Vito di Forza Italia, così come il leghista Paolo Arrigoni. Senza dimenticare che il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in prima linea sul Russiagate, ora ha il suo componente in Copasir, Ernesto Magorno. Il prefetto Vecchione è atteso al varco.

Il controesame al Conte-pensiero
Lo schema dell’audizione, benché vincolata per legge dal segreto, è presto detto. Al direttore del Dis Gennaro Vecchione i commissari chiedono, se vogliono, conto e ragione di quello che Conte ha detto loro il 23 ottobre. Un’interrogazione molto severa? Può darsi, ma non è detto. La seduta con il presidente del Consiglio era stata piuttosto lineare. Poi, però, Conte ha voluto convocare una conferenza stampa a palazzo Chigi. Dichiarare “gli 007 italiani sono estranei” al Russiagate. E poi attaccare il numero uno della Lega, Matteo Salvini: su Moscopoli «non ha chiarito, gli manca sensibilità istituzionale». Salvini ha replicato a brutto muso.

Vecchione sul campo
Il direttore del Dis non può fare dichiarazioni dopo l’audizione e quelle rese durante la seduta sono riservate: stavolta è più complicato, insomma, sollevare un caso politico. Lo stesso presidente del Copasir ha un ruolo delicato, politico ma anche istituzionale, in via ufficiale al massimo può esserci un comunicato. Tutto questo però non significa un dibattito piatto nel chiuso del Copasir. Anche perché il prefetto è stato diretto protagonista dei due incontri in estate con il ministro americano William Barr e John Durham, procuratore speciale dell’indagine sul Russiagate. Nel secondo insieme a Luciano Carta (Aise) e Mario Parente (Aisi). L’occasione di interrogarlo, per il Copasir, è troppo ghiotta.

Rivelazioni dagli Usa: attesa col fiato sospeso
L’indagine del procuratore Durham da preventiva è diventata penale, assume tutt’altra veste e può riservare colpi di scena. La tensione a Roma ora si concentra sulle notizie provenienti da Washington. Non tutto sembra coincidere tra la versione di Conte al Copasir – gli Usa, ha detto in conferenza stampa, ci hanno solo chiesto informazioni sull’operato dei loro agenti in Italia nella vicenda Russiagate – e quella americana, secondo cui in Italia sarebbero state raccolte informazioni preziose per l'inchiesta voluta dal presidente Trump. La vicenda, insomma, preannuncia diversi colpi di scena. Non ci sarà da attendere molto.

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