vela

Coppa America, varata a Cagliari la nuova Luna Rossa

Terza fra le barche di classe AC75 sinora “lanciate”, la Luna Rossa costruita a Nembro e vista scendere in acqua a Cagliari si mostra molto diversa da Emirates Team New Zealand e da American Magic

di Alex D'Agosta


Vela: A Cagliari varata la nuova Luna Rossa

4' di lettura

Da oltre vent'anni il sogno di Patrizio Bertelli e Miuccia Prada è ancora lì, intatto e inossidabile: portare la Coppa America in Italia. Infatti, dopo aver assaggiato da vicino la finalissima del 2000 ad Auckland, che aveva tenuto la nazione con il fiato sospeso a lungo e, soprattutto, dopo aver costruito sei scafi IACC (la classe di scafi nati per questa competizione che ha avuto più successo e lungimiranza), più i catamarani AC45 e AC72 visti a San Francisco, oggi il team inizia una nuova era, quella della generazione di monoscafi “volanti”, celebrando un nuovo gioiello di una generazione senza precedenti.

Cerimonia classica al porto di Cagliari - Partecipata da alcune centinaia di persone, la cerimonia ha preso vita nella base del team dentro il porto di Cagliari. Sul trabattello necessariamente pochi personaggi di spicco. L'arcivescovo Arrigo Miglio per la benedizione, la madrina Miuccia Prada, Patrizio Bertelli, presidente di Luna Rossa Prada Pirelli team, Agostino Randazzo, presidente del Circolo della Vela Sicilia e Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato Pirelli e lo skipper, Max Sirena, presto cittadino onorario di Cagliari. Nonostante un po' di maestrale fastidioso per i partecipanti e per la stabilità dell'imbarcazione sulla gru, il battesimo è proceduto senza intoppi, con la bottiglia rotta al primo colpo.

La nuova Luna: un gioiello da scoprire - Terza fra le “monokitten” di classe AC75 sinora “lanciate”, la Luna Rossa costruita a Nembro (BG) e vista scendere in acqua a Cagliari si mostra molto diversa da Emirates Team New Zealand e da American Magic. Un colpo d'occhio evidente nelle linee di carena più essenziali, per non parlare di tanti più o meno visibili dettagli. Una terza “mistura” di forme, quindi, segno di una classe molto libera che non consente di far intuire chi possa o meno essere sulla strada giusta. La prua è più netta, dritta, quasi come le “vecchie” monocarena viste dal 1992 al 2007. A un terzo della lunghezza le linee iniziano a essere quasi irriconoscibili rispetto alle due concorrenti già viste e rispetto alla maggior parte delle altre barche da regata: non dimentichiamoci che sono scafi nati per “volare” a distanza dall’acqua, quindi la carena deve performare al meglio con il solo fluido “aria” sopra e sotto.

LEGGI ANCHE / America's Cup di Auckland, Luna Rossa si affida ancora una volta a Technogym per preparare la sfida del 2021

Al di là di infiniti giudizi e supposizioni già apparsi nei siti nautici più tecnici, l’aspetto in concreto più seducente è la sua verniciatura opaca. Caratteristica insolita per un oggetto nautico, molto bella e utile anche per avere migliori risultati fotografici. Che sia un aspetto pagante anche dal punto di vista funzionale è presto per dirlo: in Formula 1 ad esempio è stata adottata da alcuni team per tutt'altra ragione, cioè quella di non far attaccare i detriti persi dalle gomme durante la marcia. Ma sull'utilità di una diversa rugosità della vernice rispetto alle altre, quando l'aria è ovviamente molto meno viscosa dell'acqua, bisognerebbe chiederlo ai tecnici.

LEGGI ANCHE / Panerai sale a bordo di Luna Rossa. Per New Zealand tre nuovi sfidanti

L'avventura numero sei: la volta buona? - La sesta sfida di Luna Rossa nella cornice della 36ma edizione dell'America's Cup rappresenta infatti la speranza italiana per contrastare un dominio di questo particolare sport da parte di americani e neozelandesi, inframezzato solo in tre occasioni da equipaggi australiani e svizzeri. Giunta a minimi storici di popolarità e interesse a causa di una politica “prepotente” di Oracle nell'ultimo decennio, quella che è la competizione sportiva più antica del mondo può auspicabilmente rinascere sotto l’impulso di un forte gruppo come Prada, che dal 1997 ha creato il team Luna Rossa e da un paio d'anni ha preso il posto di Louis Vuitton come main sponsor.

Coppa America, il varo di Luna Rossa a Cagliari

Coppa America, il varo di Luna Rossa a Cagliari

Photogallery16 foto

Visualizza

In quanto a quello che una volta veniva chiamato “sindacato” italiano, è ancora tutto da scoprire il ruolo e i benefici che porterà Pirelli, main sponsor dal punto di vista economico ma anche dichiaratamente portatore di tecnologie avanzate per la ricerca delle migliori prestazioni possibili. L’obiettivo vittoria per il 2021 è infatti chiaro e atteso come non mai. C'è la speranza di un gruppo di persone che si conoscono da una vita, molte delle quali già lì da vent'anni o quasi: c'è chi aveva iniziato con il Moro di Venezia o altri team tricolori, ma si tratta comunque di una squadra con una grande maggioranza di expertise italiano, a bordo e fra i tecnici. C'è l'opportunità di dare l'impulso a un movimento che in generale si è rivelato pigro di risultati specie negli ultimi appuntamenti olimpici. E c'è infine una grande occasione di valorizzazione territoriale per portare gli eventi firmati dalla vecchia brocca: chi ha memoria dell'affetto e della partecipazioni visti a Trapani e Napoli sa bene che l'Italia è pronta e degna a ospitare l'America's Cup forse meglio di qualunque altro Paese.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...