La strategia tra frenate e strappi

Coprifuoco verso graduale eliminazione: allentamento delle restrizioni a tappe

Il rientro a casa alle 22 infiamma le categorie e la politica. Le soluzioni allo studio passano per uno slittamento dell’orario passo dopo passo

di N.Co.

Grida il pavone sul coprifuoco, Draghi a giornalista "Lo sente?"

5' di lettura

Il coprifuoco verrà “sbianchettato”? Il rientro obbligatorio a casa alle 22 ormai sta stretto alle categorie, ristoratori in testa, alla politica, alla gente comune. Da una parte si assiste al pressing delle Regioni e della politica per abolirlo subito, dall’altra il governo che vuole consentire le riaperture e l’allentamento del coprifuoco, «ma con la testa». E in sicurezza, per evitare una ripresa dei contagi, come ha spiegato il premier Mario Draghi dal Social Summit Ue di Porto, dove ha chiesto di non vanificare i sacrifici fatti. Per il premier sarebbe un errore imperdonabile. Per evitare che accada come in Spagna dove l’addio al coprifuoco è stato salutato fra brindisi, assembramenti e arresti nella prima notte «in libertà».

Al primo Cdm proposta la cancellazione

Dal canto suo Matteo Salvini ha fatto dell’abolizione del coprifuoco un cavallo di battaglia e ha annunciato che al primo Cdm utile la Lega chiederà di cancellarlo. In un’Italia gialla, tranne tre regioni arancioni (Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta), i governatori premono perchè il coprifuoco alle 22 strema il mondo della ristorazione e mette a rischio il turismo, mentre Paesi europei nostri competitori come la Grecia, li attraggono. La politica in generale è per un allentamento del coprifuoco, ma che non sia un “liberi tutti”. Si dicono pronti a rivedere il coprifuoco deputate e deputati pentastellati componenti della commissione Affari Sociali e Sanità, ma “no al libera tutti”. «Questo virus - spiegano - ci ha insegnato a non abbassare la guardia e le varianti che colpiscono i più giovani sono un ulteriore elemento di cui tenere conto. Perciò - proseguono - ogni strumentalizzazione politica su questo argomento è utile forse per uno ‘zero-virgola' in più nei sondaggi, ma non per il bene comune». La linea è: graduali riaperture e avanzamento del piano vaccinale.

Loading...

Slittamento passo dopo passo

Si procederà passo dopo passo, spostando avanti le lancette di due ore, verso metà maggio. Insomma si va verso la revisione del coprifuoco, come confermano i sottosegretari di Interni e Salute. «Resistiamo ancora qualche settimana e riapriremo anche i locali la sera, anche al chiuso. Se continuiamo con questi numeri sui vaccinati, tra 15 giorni si potrà spostare il coprifuoco in avanti. Ora si può, possiamo allargare le maglie, prima i numeri non lo permettevano. Eravamo nel pieno della terza ondata», ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, ospite a Domenica In, su Raiuno. «Sì va verso la revisione del coprifuoco - conferma il sottosegretario all'Interno, Ivan Scalfarotto - il governo ha preso l'impegno a rivederlo e lo farà già nei prossimi giorni. Grazie alla campagna vaccinale che avanza ed alle migliori condizioni climatiche, è necessario porsi quanto prima nell'ottica di un suo superamento».

La chiave di volta potrebbe essere il green pass

La chiave di volta potrebbe essere il green pass, il lasciapassare per gli spostamenti concesso a vaccinati e guariti, che potrebbe facilitare gli spostamenti di chi lo possiede anche la notte. Si punta anche sulla maratona del piano vaccinazioni, anche se le scorte delle fiale Pfizer scarseggiano e in alcune regioni le dosi di Astrazeneca giacciono nei frigoriferi.

Chi può spostarsi fra le 22 e le 5 del mattino

Nell’orario del coprifuoco ci si può spostare solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Questo significa, per esempio, che il personale di un ristorante può fare ritorno a casa anche oltre le 22, come qualsiasi persona lavori in orari notturni. L’avventore, invece, è tenuto al rientro alle 22 nella propria abitazione.

L’effetto Cenerentola per evitare sanzioni fino a mille euro

Nei ristoranti all’aperto delle zone gialle ogni sera va in scena l’effetto Cenerentola, con gli avventori che corrono via poco prima delle 22 - e accelerano sulle strade - per rientrare a casa senza essere sanzionati. Per chi invece decide di trasgredire restando fuori casa oltre le 22 le multe sono salate. Chiunque è fuori dalla propria abitazione tra le 22 e le 5 del mattino senza una delle motivazioni che lo consentono - lavoro, necessità o salute - rischia una contravvenzione da 400 euro (nella misura minima) e fino a mille euro, elevabili fino alla metà in caso di più violazioni. Sull’importo totale si può avere lo sconto del 30% pagando entro 5 giorni dalla notifica. In questo modo si perde la possibilità di pagare a rate o di fare ricorso.

L’infettivologo Bassetti: portarlo alle 24 e abolirlo da giugno

Abolire ora il coprifuoco? «Sarei più per farlo, ma facendolo rispettare. Portandolo a mezzanotte magari per questo periodo di maggio, fino a che non avremo una riduzione significativa» dei numeri di Covid-19, «e poi a giugno, a metà mese, eliminarlo del tutto», è la strada suggerita da Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria. «Il coprifuoco fatto così non solo non serve - spiega all'Adnkronos Salute - ma serve al contrario», nel senso che «è controproducente fisiologicamente. Perché così, fissato alle 22 e con i ristoranti aperti, non fai altro che concentrare in un periodo di tempo più breve lo stesso numero di persone. Il coprifuoco ha come obiettivo primario quello di disincentivare le persone a uscire, ad andare in giro, ma in questo modo non le disincentivi anzi le concentri in un periodo più breve».

Coldiretti: con la nuova mappa aperti 170mila esercizi

Con la nuova mappa dei colori salgono a 170mila i bar, i ristoranti, le pizzerie e gli agriturismi con attività di ristorazione all’aperto in zona gialla, ma i fatturati sono praticamente dimezzati per effetto del coprifuoco, dell’impossibilità di lavorare al coperto e delle chiusure nelle regioni arancioni. L’analisi condotta da Coldiretti evidenzia che quasi nove italiani su dieci (89%) si ritrovano in zona gialla per un totale di 53 milioni di persone che hanno meno restrizioni e possono mangiare fuori. «A preoccupare gli imprenditori è il limite fissato per il coprifuoco alle 22 poiché gli agriturismi sono situati nelle aree rurali e ci vuole tempo per raggiungerli dalle città».

L’aspettativa, spiega Coldiretti, è il superamento del coprifuoco e la possibilità di apertura all’interno dei locali, passo necessario per le imprese agroalimentari «stremate da lunghi periodi di chiusura che hanno determinato un effetto a valanga sulla filiera con 1,1 milioni di tonnellate di cibi e di vini invenduti dall'inizio della pandemia». Coldiretti sottolinea che complessivamente nell’attività di ristorazione sono coinvolte 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro. «Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che - conclude Coldiretti - vale 538 miliardi». Forte la protesta dei ristoratori del Movimento imprese ospitalità (Mio), indignati dopo gli assembramenti di Milano per i festeggiamenti dell'Inter campione d'Italia e l'invasione del centro storico dei tifosi del Perugia per la promozione in serie B. Che avevano minacciato di riaprire dal 7 maggio a pranzo e a cena, anche al chiuso.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti