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Copyright, dal mondo del libro appello agli europarlamentari

di Andrea Biondi

2' di lettura

«È l’intero mondo del libro, anche superando storiche divisioni su questi temi, a chiederle di sostenere con un voto positivo questo importante risultato». L’intero mondo del libro italiano si schiera a favore della riforma Ue sul copyright giunta ora veramente a un passo dal fatidico via libera dopo che il Parlamento, la Commissione e il Consiglio hanno trovato nella tarda serata del 13 febbraio a Strasburgo un accordo definitivo sulla nuova direttiva che dovrà regolamentare il diritto d'autore in Europa ai tempi del digitale.

Il pacchetto legislativo deve ora essere approvato entro aprile dai Paesi della Ue e dalla stessa assemblea parlamentare in plenaria. Da qui l’appello del mondo del libro con una lettera inviata agli europarlamentari italiani perché «sostengano con un voto positivo questo importante risultato». Nella lettera-appello si fa riferimento a «l’intero mondo del libro» anche oltre le antiche divisioni perché a firmare questo appello sono Rosa Maiello, presidente di Aib (Associazione italiana biblioteche); Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione italiana editori (Aie) e Paolo Ambrosini, presidente dell'Associazione italiana librai (Ali).

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«Editori, librai e biblioteche – si legge nell’appello – condividono da sempre un obiettivo comune: quello di adoperarsi affinché nuovi libri raggiungano i propri lettori». Il presupposto fondamentale «della nostra attività, e nodo cruciale dell'attuale riforma del diritto europeo – recita la lettera aperta – è che vi sia un quadro normativo definito che riconosca in un diritto d'autore equilibrato dalla presenza di eccezioni e nella libertà di espressione assoluta e responsabile, gli elementi fondamentali per continuare a promuovere la creatività, l’accesso più ampio possibile, gli investimenti e l'innovazione nella filiera del libro e più in generale in tutte le industrie creative».

La lettera degli editori

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Il testo all’esame del parlamento europeo viene definito «di compromesso» e rappresenta «un risultato importante» e «introduce nuove eccezioni a favore della ricerca, della didattica e delle biblioteche promuove nuove forme per rendere accessibili le opere fuori commercio e aggiorna gli strumenti per valorizzare il diritto d'autore come motore della crescita e innovazione culturale, preservandone al tempo stesso l'indispensabile funzione di libertà e di contrasto dei monopoli». Parole queste che si scontrano però con la posizione del Governo italiano che insieme con Olanda, Polonia, Lussemburgo e Finlandia si è espresso con voto contrario al testo che ha passato l’esame del “Trilogo”.

«Giacché è un compromesso, nel significato più nobile che questo termine può avere in politica – concludono i presidenti di Aib, Aie e Ali – non riflette la voce di una sola parte e non recepisce tutte le indicazioni che ciascuna parte ha espresso e continuerà ad esprimere, ma pone le basi per un sistema concorrenziale più aperto ed equilibrato, che tenga conto dei mutamenti occorsi nell'industria dei contenuti nell’era digitale».

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