partito IN DIFFICOLTÀ

Corbyn scaricato dal suo stratega: guerra intestina nel Labour

Andrew Fisher, stratega del partito e autore dell'ultimo manifesto, ha annunciato che lascerà il Labour alla fine dell'anno


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Il leader laburista Jeremy Corbyn (Reuters)

2' di lettura

Acque sempre più agitate tra i laburisti britannici. Andrew Fisher, stratega del partito e autore dell'ultimo manifesto, ha annunciato che lascerà il Labour alla fine dell'anno. Ufficialmente per «trascorrere più tempo con sua moglie e suo figlio» ma secondo il Sunday Times dietro la decisione ci sarebbe la convinzione che Jeremy Corbyn sia destinato a perdere le prossime elezioni. La versione domenicale del quotidiano conservatore rivela inoltre che Fisher avrebbe attaccato i fedelissimi del leader laburista per «le loro bugie» e «mancanza di professionalità».

Nella nota ufficiale di cui la Bbc ha preso visione, Fisher scrive di «aver scelto di dare la priorità alla sua famiglia» dicendosi «immensamente orgoglioso per ciò che abbiamo conquistato tutti insieme». «Le giornate infinite, lo stress e la tensione che deriva dal lavorare sotto una pressione così forte hanno fatto sì che io non riuscissi a trovare un equilibrio rispetto a mia moglie e mio figlio piccolo», ha spiegato Fisher concludendo che «dopo quattro anni ha deciso di dare la priorità a loro». Lo stratega del Labour conclude dando la sua disponibilità a restare al suo posto per un'eventuale elezione in autunno ferma restando l'intenzione di andarsene alla fine dell'anno.

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Le dimissioni di Fisher giungono nei giorni in cui si svolge la conferenza del partito laburista a Brighton, in un clima di forte tensione acuito dai sondaggi non favorevoli per il Labour, nettamente distanziato dai Conservatori e tallonato dai Liberaldemocratici. Mentre la maggior parte degli elettori laburisti è contrario alla Brexit, Corbyn ha tenuto una linea più ambigua, affermando che bisogna comprendere le ragioni di chi ha votato per l’uscita dalla Ue. Solo negli ultimi mesi Corbyn si è schierato a favore di un nuovo referendum, senza però schierarsi apertamente con il fronte pro-Ue.

Venerdì scorso gli alleati di Corbyn hanno tentato senza successo di defenestrare Tom Watson, il vice del partito appartenente all’ala moderata.

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