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Cordata Marcegaglia ed Exor per la prima acciaieria green in Europa

Finanza per 105 milioni di dollari a sostegno della svedese H2 Green steel. Cordata italiana e investitori esteri nel polo dell’acciaio alimentato a idrogeno verde

di Matteo Meneghello

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3' di lettura

Ci sono anche il gruppo Marcegaglia ed Exor tra le realtà che hanno partecipato al round di finanziamento Series A da 105 milioni di dollari a sostegno di H2 Green steel, start up svedese che punta a mettere in funzione, nel 2024, un’acciaieria interamente alimentata ad idrogeno verde.
L’obiettivo è arrivare a produrre fino a 5 milioni di tonnellate di acciaio - vale a dire all’incirca le stesse dimensioni dell’output dell’ex Ilva, una volta riavviati gli impianti a regime - entro il 2030.
«Il Gruppo Marcegaglia - si legge in una nota - comparteciperà all’iniziativa non solo come partner finanziario, ma anche in qualità di partner industriale strategico sia in ambito produttivo sia in ambito commerciale».

Big in campo

Tra i sottoscrittori, oltre ai due soggetti italiani, anche big dell’automotive come Mercedes-Benz e Scania (il ceo di H2gs, Henrik Henriksson, proviene proprio dal big svedese dei veicoli commerciali), la Ikea foundation, Vargas holding, ma anche capitali famigliari come quelli dei Wallenberg e dei Maersk.
H2gs punta a raccogliere altri 2,5 miliardi in un Series B nei prossimi dodici mesi: di questi 1,8 miliardi dovrebbero arrivare da debito e le risorse rimanenti dall’equity (Morgan Stanley, Societe Generale and KfW IPEX-Bank sono i financial advisor dell’operazione).

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Impianti in funzione nel 2024

Gli impianti siderurgici di H2gs entreranno in funzione già nel 2024, anticipando gli obiettivi di compatibilità ecologica fissati dalla Unione europea per il 2050, e produrranno inizialmente 2,5 milioni di tonnellate di acciaio verde l’anno, con l’obiettivo di arrivare a 5 milioni, come detto, già nel 2030.

H2gs - che vede tra i soci della prima ora anche Daniel Ek, ceo di Spotify, insieme con l’imprenditrice Cristina Stenbek, alla guida di Investment Ab Kinnevik e già al vertice di Zalando - alimenterà a idrogeno verde il suo stabilimento utilizzando solo fonti energetiche rinnovabili locali (come energia eolica e idroelettrica) e minerale di ferro di qualità, di cui il cluster svedese di Boden, leader mondiale nella metallurgia e nella siderurgia, è particolarmente ricco.

Soluzioni per la decarbonizzazione

Secondo gli analisti le recenti scelte finalizzate alla decarbonizzazione dei cicli produttivi promossa dalla Commissione europea costringeranno nel futuro molti cicli integrali a ricercare soluzioni produttive meno impattanti. Per questa ragione l’obiettivo di produrre acciaio «verde» è entrato da tempo nell’agenda di molti player europei del settore siderurgico, come il leader globale ArcelorMittal e l’austriaca Voestalpine; ma l’iniziativa svedese sembra senza dubbio essere partita con il piede giusto.

Un’importante fonte di ispirazione, spiega la compagnia, è stato il progetto Hybrit, promosso dal gruppo siderurgico svedese Ssab, dalla compagnia mineraria (sempre svedese) Lkab e dal player nordico dell'energia Vattenfall: il gruppo si attende una futura collaborazione con i tre fondatori del progetto, visto l’obiettivo comune di posizionare la Svezia come leader della produzione d’acciaio fossil-free.

Svezia all’avanguardia

Gli impianti di H2gs saranno collocati nella regione di Boden-Luleå, che già oggi ospita un buon numero di realtà leader e istituti di ricerca nell’ambito della metallurgia e del mining. Nell’opinione dei promotori dell’iniziativa, la regione offre condizioni uniche per avviare una produzione fossil-free, grazie all’accesso ad abbondanti fondi di energia rinnovabile, alta qualità del minerale di ferro e accesso alla logistica rapppresentata dal porto di Luleå. L’obiettivo è creare un vero cluster nella provincia di Norrbotten. H2gs punta a creare 1.500 posti di lavoro con la sua iniziativa, contribuendo ad aumentare il valore delle esportazioni della Svezia di almeno 30 miliardi di corone svedesi.

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