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Coronavirus, 27mila denunce - Carabinieri: «Priorità informare i cittadini»

Il nuovo bilancio del Viminale: 670mila controlli dall'11 marzo. Oltre mille gli esercizi commerciali denunciati

di Marco Ludovico

Coronavirus: ecco tutte le regole nei luoghi di lavoro

Il nuovo bilancio del Viminale: 670mila controlli dall'11 marzo. Oltre mille gli esercizi commerciali denunciati


2' di lettura

Controlli a tutto campo delle forze di polizia per le nuove norme sul coronavirus. Sul sito del ministero dell'Interno ci sono i dati del consuntivo dei primi cinque giorni, dall'11 al 15 marzo, dall'entrata in vigore del Dpcm (decreto del presidente del Consiglio) di Giuseppe Conte con le nuove norme sulla mobilità dei cittadini ristretta al minimo indispensabile.

Oltre 100mila controlli al giorno
Solo nella giornata di domenica, rende noto il dicastero guidato da Luciana Lamorgese, le persone controllate da Polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Guardia di Finanza e polizie locali sono state 114.891 e le denunce 7.120. Sempre ieri sono state fatte verifiche su 64.114 esercizi commerciali, con 120 denunce e 12 sospensioni dell'attività.

Attività commerciali al setaccio
In cinque giorni le persone controllate sono state 665.480, quelle denunciate 27.616, ma molto alto è anche il numero delle verifiche sulle attività commerciali: 317.951, con un totale di 1.102 esposti da parte delle forze dell'ordine.
Numerosi, tuttora, sono infatti i casi di speculazione commerciale sui prodotti più richiesti come le mascherine o i liquidi disinfettanti. Le segnalazioni da parte degli agenti di polizia fioccano ogni giorno.

Cosa sappiamo finora del Coronavirus

L’Arma: priorità aiutare i cittadini.
In una nota recente del Comando generale, guidato da Giovanni Nistri, a tutti i comandi sul territorio di venerdì scorso – l'Arma può vantare oltre 4mila500 stazioni – il capo di stato maggiore dei Carabinieri, Teo Luzi, sottolinea come “i servizi di prevenzione generale dovranno essere indirizzati alla verifica del rispetto delle misure sollecitando, con equilibrio e sensibilità, la responsabile adesione della popolazione, anche attraverso l'esercizio di un'assidua attività di informazione”.
Indiscutibile, dunque, il rigore nella verifica delle irregolarità, ma senza eccessi: “In questo momento l'impegno dell'Arma non trova la propria misura nella quantità dei risultati operativi”, sottolinea il capo di Stato maggiore, ma “nella qualità di quell'azione di rassicurazione, solidarietà e protezione che può concretamente contribuire al rafforzamento della coesione sociale”.

Il Coronavirus entra nella banca dati degli agenti
Il dipartimento di Pubblica sicurezza, al comando del prefetto Franco Gabrielli, da alcuni giorni ha dato nuove disposizioni a tutto il sistema delle forze dell'ordine per aggiornare le segnalazioni allo Sdi, la banca dati per l'attività operativa di poliziotti, carabinieri e finanzieri.
La circolare, firmata dal vicecapo del dipartimento Vittorio Rizzi, ricorda come il mancato rispetto del Dpcm dell'11 marzo, che fa seguito a quello di due giorni prima, “integra gli estremi della fattispecie prevista dall'art. 650 del codice penale”, vale a dire inosservanza del provvedimento dell'Autorità. Se dopo il controllo l'agente di polizia intende fare una segnalazione nello Sdi, dovrà indicarlo con una dicitura specifica descritta nella circolare, comincia con “Covid19”. Un'indicazione mai comparsa prima, ovviamente.

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