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Coronavirus: Viminale, linea dura per i furbetti dei controlli

Circolare ai prefetti del ministero dell'Interno: verifiche “ex post” sui dati dichiarati. Da oggi monitoraggio centrale delle denunce delle forze di polizia sul territorio.

di Marco Ludovico

Coronavirus, ecco tutte le regole per spostarsi

Circolare ai prefetti del ministero dell'Interno: verifiche “ex post” sui dati dichiarati. Da oggi monitoraggio centrale delle denunce delle forze di polizia sul territorio.


3' di lettura

Nessuno si illuda di fare il furbetto ai blocchi stradali delle forze di polizia. Le norme sul coronavirus per gli spostamenti vanno rispettate e non ci potranno essere elusioni. La raccomandazione è contenuta in una circolare del ministero dell'Interno, guidato da Luciana Lamorgese, inviata ieri a tutti i prefetti. Il testo della circolare, firmata dal capo di gabinetto Matteo Piantedosi, sottolinea ai prefetti «la necessità di limitare al massimo gli spostamenti sul territorio che risultano consentiti unicamente per ragioni lavorative, di salute o per altre necessità (quali ad esempio l'acquisto di beni essenziali), che dovranno essere comprovate da idonei elementi documentali da fornire anche mediante dichiarazione».
I moduli prestampati, ricorda la nota ministeriale, «sono già in dotazione alle Forze di Polizia». Se ci si sposta, dunque, non è indispensabile – ma è meglio – portare con sé l’autodichiarazione oltre, è indiscusso, un documento di riconoscimento.

Stop ai furbetti
Ai prefetti, soprattutto, il Viminale rende noto un aspetto non così scontato. Una volta acquisiti i moduli sottoscritti delle persone in movimento dagli agenti ai posti di controllo «la veridicità delle suddette autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi». E il documento ricorda: «La non veridicità costituisce reato».
Diventa così molto rischioso tentare scorciatoie o elusioni delle norme sugli spostamenti per l’emergenza COVID-19: la verifica delle forze dell'ordine può essere molto rapida e molto facile. Le conseguenze molto gravi. Magari subìte per un tentativo di inganno fondato su motivazioni risibili.

Il monitoraggio sulle denunce
L’indicazione sui controlli ex post era già nel programma implicito delle forze di polizia attivate fin da ieri mattina: Stradale e Ferroviaria della Polizia di Stato, i comandi territoriali dell’Arma dei Carabinieri, i baschi verdi della Guardia di Finanza: circa 40mila agenti anche oggi su strada insieme a quelli della polizia locale indicati dai rispettivi comandi comunali. Ieri una circolare del capo del dipartimento Ps, Franco Gabrielli, a tutti i prefetti, ha chiesto di «far pervenire quotidianamente alla Segreteria del Dipartimento, entro le 9 un prospetto riepilogativo dei risultati relativi ai controlli effettuati il giorno precedente».

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Le regole sulle trasferte
Il Viminale ricorda: «È consentito lo spostamento da un comune all'altro per esigenze lavorative, di salute o situazioni di necessità adeguatamente comprovate; chiunque ha diritto a rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza». Ma una volta rientrati «ci si potrà spostare solo per le citate motivazioni». Inoltre «non sono previste limitazioni per il transito delle merci né per la circolazione dei corrieri merci».
L’Interno poi rileva come «il limite orario dalle 6 alle 18 in cui sono consentite le attività di ristorazione e bar è riferito solo all'apertura al pubblico. L’attività potrà comunque proseguire negli orari di chiusura al pubblico mediante consegne a domicilio da effettuarsi – dice il Viminale – secondo modalità che non prevedano contatti personali».

Prefetture sotto stress, chiesta la turnazione
Antonio Giannelli, presidente del Sinpref, fa notare che «l'attuazione delle misure dei Dpcm Conte chiama in causa l’intero spettro delle funzioni e delle prerogative riservate dalla legge ai prefetti. Tutti i funzionari sono in prima linea in una delle più drammatiche emergenze degli ultimi anni». Ma ci sono ormai «criticità estreme: colleghi che sono risultati contagiati non smettono di servire il Paese anche dai letti di ospedale o lavorando da remoto o in isolamento».
Secondo Giannelli «diventa più che mai urgente la pronta attuazione di misure organizzative nuove. Per assicurare la turnazione dei colleghi più direttamente esposti, anche sospendendo l’erogazione dei servizi non strategici». Un tema esplosivo soprattutto nelle prefetture più piccole: lì il personale si conta sulle dita di una mano.

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