emergenza covid-19

Coronavirus, 40mila agenti in campo per i controlli

Da stamattina forze di polizia operative su strade, stazioni e aeroporti. A Roma tra Termini, Ostiense e Tiburtina già mille controlli della polizia ferroviaria

di Marco Ludovico

Coronavirus, il vademecum: cosa fare in caso di dubbi

Da stamattina forze di polizia operative su strade, stazioni e aeroporti. A Roma tra Termini, Ostiense e Tiburtina già mille controlli della polizia ferroviaria


3' di lettura

Dalle prime luci dell'alba ci sono oltre 40mila tra carabinieri, poliziotti e finanzieri a controllare gli spostamenti degli italiani. Più gli agenti delle polizie locali in base alle disposizioni dei sindaci. Il ministero dell'Interno ha messo a punto il nuovo modulo aggiornato di autocertificazione da esibire in caso di fermo. Il prefetto Franco Gabrielli (Polizia di Stato) e i generali Giovanni Nistri (Arma dei carabinieri) e Giuseppe Zafarana (Guardia di Finanza) fin da stanotte attraverso i loro uffici operativi hanno allertato le articolazioni centrali e sul territorio delle forze di polizia. L'ordine è stato: mobilitazione totale, non c'è un minuto da perdere. Da stamattina sono scattati i controlli.

Competenze e modalità
La polizia stradale ha competenze su autostrade e vie consolari mentre carabinieri e finanzieri operano nei centri urbani o anche sulle strade più importanti, tranne le autostrade. C'è un'indicazione strategica di sottofondo: l'effetto di deterrenza è il principale obiettivo. Prima ancora degli stessi controlli, comunque accurati. Anche la presenza visibile delle pattuglie, insomma, deve servire allo slogan “rimanete a casa”. In caso di alt, il modulo di autocertificazione viene verificato insieme a un documento di riconoscimento. Dopo il via libera, le forze di polizia decideranno se procedere anche con un controllo ex post.

Attività già sperimentate
La mobilitazione nazionale delle forze dell'ordine ha già avuto una prima fase operativa con il Dpcm (decreto del presidente del consiglio dei ministri) di Giuseppe Conte dell'otto marzo quando è stata “chiusa” la Lombardia e 14 province del Centro Nord. La Polizia stradale su quel fronte ha fatto oltre 200 controlli e due denunce. Da oggi i suoi 6mila agenti su due turni sono tutti operativi a livello nazionale. La modalità si estende ma i protocolli di polizia sono già consolidati. Certo sarà di grande aiuto se anche le polizie locali metteranno in strada tutti i loro mezzi. In alcuni centri del Sud, in effetti, si sono viste auto della municipale munite di megafono dire a più riprese “restate a casa, restate a casa”.

La Ferroviaria in prima linea
Gli oltre 4mila poliziotti della Ferroviaria hanno invaso tutte le principali stazioni: agli ingressi, ai varchi, con gazebo della Ps, ai binari e sui treni. Dalla mattina del 10 marzo fino a ora di pranzo solo negli scali romani (Termini, Tiburtina e Ostiense) erano stati già svolti circa 1.200 controlli. È l'attività a maggior rischio infezione per i poliziotti, vista la maggiore concentrazione e vicinanza di persone sia nelle stazioni sia negli scompartimenti ferroviari. La speranza è che tutti gli strumenti di protezione – mascherine e guanti innanzitutto – ci siano sempre. Ma in alcuni casi stanno già scarseggiando considerata la mole dei controlli.
L'azione capillare dei Carabinieri

Gli interventi dell’Arma
L'Arma ha mobilitato nella giornata odierna 26mila militari e svolto oltre 13mila servizi di controllo, con priorità nelle regioni più colpite dal COVID-19. Interventi con denunce a Casoria (Na), un centro benessere rimasto aperto; Andalo (Tn), un rifugio alpino con i clienti in coda non distanziati a norma; Bareggio e Sesto San Giovanni (Milano) per un ristorante con troppo afflusso e una discoteca aperta. E poi ancora Codogno (Lo) per un ciclista andato oltre la zona rossa; a Bologna, fermati due cittadini di Parma pronti a imbarcarsi su un volo per Madrid. E a Castel Maggiore (Bo) in un bar i carabinieri hanno chiesto di sospendere una festa con 50 invitati: richiesta all'inizio accolta, ma un'ora dopo i militari sono tornati e tutto era come prima. Festa finita, titolare denunciato.

Il contrasto della Gdf
Le Fiamme gialle sono state già protagoniste in Lombardia con un centinaio di baschi verdi dei controlli azionati dopo il primo Dpcm Conte. Da oggi tutti i 1.300 finanzieri Atpi (antiterrorismo-pronto impiego) sono operativi, a disposizione dei prefetti per le attività di ordine pubblico.
Ma la Guardia di Finanza fin da subito sta vigilando anche su crimini odiosi, frutto di sciacallaggio davanti ai bisogni diventati impellenti: pratiche anticoncorrenziali o ingannevoli, pericolo di truffe e rischi di frode, anche via web, a danno dei cittadini e agli effetti distorsivi sulle dinamiche dei prezzi. Le denunce della Gdf sono ormai già numerose decine.

Per approfondire:

Coronavirus, Conte: «Tutta Italia zona protetta, non c'è più tempo». Spostamenti solo per necessità, stop alla serie A

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