NUOVO VERTICE SULLE MISURE

Governo, due ipotesi allo studio: proroga decreto Natale fino al 15 gennaio, o Italia gialla il 7 e 8 e weekend arancione. Conte: «Scuola riparta dal 7»

Nuovo vertice dell’esecutivo sulle soluzioni da adottare, si lavora a ordinanza. Allo studio una zona bianca, che consentirebbe alle regioni con i dati migliori di riaprire musei, cinema, teatri e palestre

di Celestina Dominelli

Coronavirus: zona gialla rafforzata nei feriali, arancione nei weekend

6' di lettura

Potrebbe essere prorogata con un provvedimento ponte la scadenza del decreto natalizio, al momento prevista alla mezzanotte del 6 gennaio. Le due ipotesi in campo sono quella di mantenere in vigore le misure vigenti fino al 15 gennaio, data di scadenza dell'ultimo Dpcm, oppure di tornare in zona gialla per il 7 e 8 gennaio, per poi passare alle misure della fascia arancione o rossa il weekend del 9 e 10 e, successivamente, sulla base del monitoraggio, assegnare le fasce per la settimana seguente. Allo studio anche una zona bianca, con riapertura di cinema e palestre.

Nuovo vertice Governo su misure, si lavora a ordinanza

È previsto nella giornata di lunedì 4 gennaio un nuovo vertice di governo in vista del nuovo provvedimento sulle restrizioni da adottare dopo il 7 gennaio. Si lavora per chiudere a breve l'ordinanza ponte del ministro della Salute, Roberto Speranza, in vigore fino al 15 gennaio, data di scadenza dell'ultimo Dpcm. Non si esclude che il provvedimento possa essere firmato anche entro stasera.

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Le due ipotesi in campo e lo scontro sulla riapertura delle scuole

Il premier Giuseppe Conte ha convocato nella mattinata di domenica 3 gennaio una riunione con i capidelegazione della maggioranza per fare il punto sull'emergenza Covid in vista della scadenza delle misure restrittive messe in campo per le festività e per ribadire, a quanto si apprende, la sua intenzione di far ripartire dopo il 7 la didattica in presenza al 50% nelle scuole. Sul punto è in atto uno scontro politico, con il Pd che frena e il premier Conte e la ministra dell’istruzione Azzolina che puntano alla riapertura. Preoccupazione anche fra gli esperti, che temono un riacuirsi dei contagi. Dunque potrebbero essere i governatori a dare un giro di vite sulle riaperture.

I ritardi del piano vaccinale

Un confronto serrato nel corso del quale sarebbe stata espressa anche preoccupazione per i ritardi nelle vaccinazioni. E, sul tema dei vaccini, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, presiederà nelle prossime ore il Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica al quale parteciperà anche il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. Sul tavolo, l’esame delle questioni di sicurezza e ordine pubblico relative all’attuazione della campagna di distribuzione delle dosi vaccinali.

Sul tavolo provvedimento ponte 7-15 gennaio. Stretta sul coprifuoco

Sul tavolo dell’esecutivo, tra le ipotesi al vaglio insieme a quella di prorogare il decreto Natale fino al 15 gennaio, ci sarebbe quella di un provvedimento ponte tra il 7 e il 15 gennaio, vale a dire tra la data di scadenza del decreto natalizio (che ha fissato un’unica zona rossa a livello nazionale per tutto il periodo delle festività) e quella dell’ultimo Dpcm (il provvedimento che ha istituito le diverse fasce a seconda della maggiore o minore gravità dell’andamento dei contagi). Non si esclude, quindi, che il nuovo documento contenga misure che saranno applicate a livello nazionale al di là delle differenze fissate dai diversi colori. Ma quali saranno i nuovi interventi? La quadratura del cerchio ancora non c’è, ma l’esecutivo, supportato anche dal parere dei tecnici che spingono per un non allentamento delle restrizioni, starebbe innanzitutto valutando di introdurre, già a partire dal prossimo weekend, nuove misure mantenendo per esempio le restrizioni già applicate durante le feste per bar e ristoranti o le limitazioni agli spostamenti tra Comuni (e, forse, anche tra le Regioni).

Stop a spostamenti tra Regioni. Weekend arancione 9-10 gennaio

Nel dettaglio, nel week-end del 9 e 10 gennaio in tutta Italia rimarrebbero in vigore le misure previste per la zona arancione o rossa: tra queste, le chiusure di bar e ristoranti anche a pranzo, aperti solo per la vendita da asporto. Dal 7 gennaio e fino al 15, data di scadenza dell'ultimo dpcm, verrebbe poi consentito lo spostamento tra le regioni solo per ragioni di necessità. Tra gli scenari possibili, poi, da metà gennaio, l’ipotesi di una zona rossa che scatterebbe in tutti i prefestivi e festivi. Allo studio, ci sarebbe inoltre l’inasprimento del coprifuoco sul modello di quanto avviene in Francia con la possibilità di anticipare l’orario dalle 22 attuali alle 20 (va anche detto che oltreconfine il coprifuoco è stato anticipato ulteriormente e da sabato 2 gennaio scatta alle 18 in 15 dei 101 dipartimenti francesi).

La zona bianca allo studio

Su proposta del ministro alla Cultura Dario Franceschini, si sta esaminando anche l’istituzione di una zona bianca, con riapertura di musei, cinema, teatri, palestre e piscine dal 15 gennaio. La zona riguarderebbe solo le regioni con i 21 parametri migliori e sarebbe comunque legata al rispetto delle misure base di contenimento del coronavirus: mascherina obbligatoria, distanziamento e divieto di assembramento. In queste zone tornerebbero ad aprire con orario normale anche bar e ristoranti.

Toti: Regioni allertate per incontro con il governo

Alla riunione di maggioranza, terminata dopo diverse ore, hanno preso parte anche il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro e il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli. A stretto giro, poi, il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe incontrare il Comitato tecnico-scientifico e i membri della Cabina di regia per il monitoraggio regionale. Nella serata di domenica, potrebbe tenersi inoltre un primo confronto tra governo e Regioni per cominciare a ragionare delle nuove misure. A darne notizia è stato il presidente della Liguria, Giovanni Toti, durante una diretta Facebook per fare il punto sull’epidemia. «Siamo stati preallertati dal Governo, ovvero dal ministro Speranza, dal ministro Boccia e dalla conferenza delle regioni che riunisce noi governatori. È assai probabile che vi sia già questa sera alle 21.30 un primo incontro tra Governo e Regioni per cominciare a ragionare in tempi piuttosto stretti, perché alla Befana, finiranno restrizioni su tutto il territorio nazionale».

Si lavora a rivedere Rt. Ipotesi massimo due ospiti in casa fino al 15/1

Il governo starebbe poi considerando di modificare alcuni degli indicatori adottati per decidere il sistema delle fasce, a cominciare dal “peso” dell’Rt: in sostanza, si andrebbe in zona rossa con l’1,25 rispetto all’attuale 1,5 e in zona arancione con l’1 rispetto all’attuale 1,25. Sarebbe confermata la proroga del divieto di ospitare a casa più di due parenti o amici, minori di 14 anni e disabili conviventi esclusi. La misura, già prevista nel decreto natalizio in scadenza il 6 gennaio, sarebbe prorogata fino al 15 del mese.

Italia Viva in pressing sul piano vaccini

Nel corso della riunione di maggioranza, Italia Viva avrebbe poi sollevato dure critiche all’esecutivo sulla gestione dell’emergenza e sul piano vaccini. A esprimerle sarebbe stata la ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova. «Ancora una volta di più oggi verifichiamo l'insufficienza del sistema sanitario, sancita dalla necessità di far scattare le Regioni arancioni o rosse con soglie di Rt più basse di quanto indicato in precedenza per evitare ulteriori criticità. E si verifica l'insufficienza e la poca chiarezza sul piano vaccinale. Se si vuole uscire da questo stallo dando un messaggio chiaro ai cittadini c'è un solo modo: continuare puntuale tracciamento e far chiarezza sul piano vaccinale», avrebbe detto l’esponente di Iv. «Il solo messaggio restate in casa è evidente che psicologicamente ed economicamente ai cittadini non basta più. A fronte di un sacrificio che chiediamo alle persone, dobbiamo dare certezze. E io per i dati che leggo, ancora ne vedo poche».

Sei regioni a rischio dopo l’Epifania

Ma qual è la situazione delle Regioni al momento? In base ai dati dell’ultimo monitoraggio della cabina di regia ci sono tre Regioni con un Rt maggiore di 1 «anche nel valore inferiore» (Veneto e Liguria sono a 1,07 e la Calabria 1,09), altre 3 (Basilicata, Lombardia e Puglia) «lo superano nel valore medio» mentre Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche «lo sfiorano». Ma è il Veneto in questo momento la Regione più a rischio in Italia. Al punto che non è da escludere che possa tingersi di arancione non appena sarà ripristinato il sistema delle fasce. Se su base nazionale siamo a 167 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana in Veneto ci attestiamo a quota 487 casi ogni 100.000 abitanti negli ultimi sette giorni.

Incognita riapertura di palestre e cinema

Va ricordato inoltre che a metà gennaio scadono le disposizioni del Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri) del 3 dicembre. Servirà un altro Dpcm per regolamentare l’eventuale riapertura delle attività di palestre, piscine, cinema, teatri, centri estetici e di tutte le attività al momento chiuse. La possibilità che si ritorni in palestra è condizionata ad una serie di precauzioni e regole che si stanno mettendo nuovamente a punto. In discussione c'è la possibilità di contingentare ulteriormente il numero degli ingressi, ma anche quello di impedire ai clienti di poter accedere agli spogliatoi. Rischia di slittare ancora anche la ripresa dei cinema e dei teatri. In questo caso il problema sembra rappresentato soprattutto dalle file agli ingressi. Più semplice potrebbe essere la riapertura dei musei, comunque condizionata agli ingressi contingentati e sempre su prenotazione per evitare affollamenti all'interno.


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