la forzatura è un caso politico

Coronavirus, Abruzzo arancione per ordinanza: la sfida di Marsilio, arriva la diffida del governo

Il provvedimento del presidente abruzzese riporta anzitempo l’unica regione rossa d’Italia nella fascia inferiore. «Non sono un irresponsabile», dice in risposta alla diffida di Boccia e Speranza

di Nicoletta Cottone

Covid, Abruzzo unica regione in zona rossa: protesta dei commercianti

4' di lettura

É rossa per l’esecutivo, arancione per il governatore. L’Abruzzo sfida il governo con l’ordinanza n. 106 del presidente Marco Marsilio - esponente di Fdi, eletto con i voti del centrodestra - in vigore da oggi, lunedì 7 dicembre, che riporta anzitempo la regione da zona rossa ad arancione. Una ordinanza “fai-da-te” che trasferisce in fascia arancione l’unica regione rimasta rossa nel Paese. Rossa per ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza in vigore dal 22 novembre, anticipata al 18 novembre dallo stesso governatore Marsilio. Una corsa in avanti, quella di Marsilio, che è subito diventata un caso politico, con accuse incrociate. Per il passaggio alla zona arancione, in base alle regole vigenti, bisogna rispettare le tempistiche per le fasce di rischio a colori previste per le regioni per arginare il contagio da nuovo coronavirus.

L'ordinanza di Marsilio che porta l'Abruzzo in zona arancione

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La diffida di Boccia e Speranza per chiedere la revoca

É già stata inviata la lettera-diffida congiunta dei ministri alle Autonomia regionali Francesco Boccia e alla Salute Roberto Speranza al governatore dell’Abruzzo per invitarlo a sospendere l'ordinanza con la quale ha decretato il passaggio della Regione da zona rossa a quella arancione. «La invitiamo e la diffidiamo - si legge - a revocare ad horas l'ordinanza regionale ricordandole le gravi responsabilità che potrebbero derivare dalle misure da lei introdotte riguardo alla salute dei cittadini», si legge. I due ministri ricordano a Marsilio che, «ai sensi della normativa vigente, l'applicazione delle misure relative a uno scenario inferiore (“zona arancione”) consegue all'accertamento della permanenza per quattordici giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive (“zona rossa”), come verificato dalla Cabina di regia». Nessun avallo, dunque, dal governo alla forzatura del governatore. Marsilio, si legge in una nota dello staff, ha «ritenuto di doversi assumere la responsabilità di evitare che un’applicazione letterale delle norme vigenti provocasse all’Abruzzo un trattamento sproporzionato e dannoso». Nella diffida i due ministri hanno scritto: «Ci riserviamo, in mancanza, di intraprendere ogni iniziativa, anche giudiziaria, per garantire l'uniforme applicazione delle misure volte alla gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 e salvaguardare, in particolare, il bene primario della salute delle persone».

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Marsilio:«Risibile l’intimidazione sulla responsabilità dei contagi»

«Ho ricevuto intorno a ora di pranzo la lettera di diffida firmata dai ministri Boccia e Speranza: io non voglio drammatizzare il conflitto con il governo, ma francamente considero eccessivo se non risibile il tono intimidatorio e la minaccia di responsabilità penale rispetto ai contagi che deriverebbero da questo evento», ha detto il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio in risposta alla diffida spedita dal Governo dopo la sua ordinanza regionale che ha ripristinato in anticipo la zona arancione in Abruzzo. Poco prima su Rai Radio 1, nel corso del programma “Che giorno è”, aveva detto di non cercare «lo scontro istituzionale: collaboro e continuerò a collaborare con correttezza con il governo». Anche se è chiarop che azioni di questo tipo hanno delle conseguenze.

«Non sono un irresponsabile»

«Penso che il governo abbia fatto una interpretazione sbagliata delle norme e delle tempistiche che non tengono conto dei dati reali. Non sono un irresponsabile. Ho anticipato la zona rossa. Penso che bisogna essere seri: quando c'è pericolo si adottano soluzioni di salvaguardia, anche le più drastiche. Quando però i dati ci dimostrano che la situazione è sotto controllo torniamo ad aprire in sicurezza». Marsilio inizialmente aveva tentato la carta della moral suasion, chiedendo al governo «di non applicare in maniera fredda e burocratica» le tempistiche. Poi aveva optato per il braccio di ferro con il governo, firmando l’ordinanza in vigore dal 7 dicembre che riporta subito la regione in zona arancione, tranne per gli effetti sulla scuola secondaria di primo grado che decorrono dal 9 dicembre. Dunque negozi aperti dal 7 dicembre e dal 9 torneranno in presenza le lezioni in seconda e terza media.

Negozi aperti fra i messaggi contrastanti di governo e regione

L’ordinanza di Marsilio, con il passaggio fai da te della regione da rossa ad arancione, ha consentito la riapertura dei negozi di abbigliamento, calzature e articoli di gioielleria che avevano dovuto abbassare le saracinesche all’avvio della zona rossa. «Con l’ordinanza in vigore - ha spiegato il direttore regionale di Confesercenti Lido Legnini - chi vuole oggi ha potuto riaprire. Auspicavamo una riapertura in accordo fra Regione e Governo, ma va bene lo stesso perché si può tornare a una apertura completa del commercio fisso. Abbiamo anche però chiesto alla prefetture che in caso di cambiamenti di ordinanze ci sia una comunicazione tempestiva alle associazioni di categoria e ai commercianti».

Non ci sono i tempi tecnici per applicare la sospensiva

«Avverso la presente ordinanza - chiosa l’ordinanza firmata da Marsilio - è ammesso ricorso giurisdizionale dinanzi al Tar nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione, ovvero ricorso straordinario al capo dello Stato entro il termine di giorni centoventi». Il governatore conta sul fatto che non ci sono i tempi tecnici per applicare l’eventuale sospensiva del Tar, che arriverebbe comunque almeno il 9 dicembre, quando la regione sarebbe arancione anche per il governo. «Non è una forzatura dell’esecutivo nazionale, come Marsilio cerca di far passare - fa sapere il centrosinistra in Consiglio regionale d'Abruzzo - ma il regalo di Natale che lui ha fatto all’Abruzzo: quando ha forzato per portare la regione in zona rossa, conosceva bene i termini temporali della questione. Così sotto l’albero di famiglie e imprese c’è un danno enorme, nel periodo più proficuo dell’anno, divenuto tanto nero da far scendere la gente in piazza e mobilitare le forze sociali».

Contro Marsilio accanimento eccessivo

Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Francesco Lollobrigida scende in campo a fianco di Marsilio: «Il ministro Boccia, che voleva diffidare Gesù imponendogli di nascere prima, ora si accanisce in modo ingiustificato contro il governatore Marsilio reo di essersi assunto la responsabilità di cambiare colore con qualche ora di anticipo». E sottolinea il «grande senso della misura» di Marsilio, che «aveva scelto di decretare autonomamente l’Abruzzo zona rossa giorni prima rispetto al governo. Il governatore Marsilio ha inteso salvaguardare anche l’economia della propria regione e delle attività commerciali, permettendo di attivarsi in uno dei giorni nei quali la popolazione fa acquisti natalizi».

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