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Coronavirus: accordo sui Consigli Ue in videoconferenza. Servirà procedura scritta per formalizzare voto

L’intesa sarà un banco di prova per l’Ecofin di lunedì che dovrà discutere e approvare la proposta della Commissione Ue di attivare la clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità

di Gerardo Pelosi

Coronavirus, Ue: Patto di Stabilità sospeso per gestire la crisi

3' di lettura

Non era affatto una decisione scontata vista l’opposizione di alcuni grandi Paesi come Francia e Germania. Ma, alla fine, le richieste dell’Italia e di molti altri Paesi del Sud Europa che, a causa del blocco dei voli per il Covid-19 hanno grandi difficoltà a raggiungere Bruxelles per partecipare ai vari Consigli Ue, hanno avuto la meglio. Il Coreper, ossia l’organismo che riunisce tutti i rappresentanti permanenti presso le istituzioni europee, ha trovato un accordo per aggirare la norma del regolamento del Consiglio che per dare validità giuridica alle decisioni dei Consigli dei ministri europei richiede la presenza fisica di rappresentanti di almeno 14 Stati membri mentre i risultati delle videoconferenze verrebbero assimilate alle riunioni informali.

La richiesta della Rappresentanza italiana
La Rappresentanza italiana a Bruxelles era stata la prima a chiedere che, a partire da lunedì 16 marzo, tutti i meeting senza distinzione alcuna si tenessero in videoconferenza. Ebbene l’ultimo Coreper ha trovato un accordo per cui i Consigli si potranno tenere in videoconferenza ma per i seguiti operativi e giuridici servirà una successiva procedura scritta nel quale gli Stati membri formalizzeranno le loro posizioni e il loro voto.

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Banco di prova della nuova procedura l’Ecofin di lunedì
Accordo che verrà messo alla prova già lunedì quando si riuniranno in videoconferenza i ministri dell’Economia e delle finanze della Ue per discutere e approvare la proposta della Commissione Ue di attivare la clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità, che di fatto sospende gli aggiustamenti di bilancio.

Saranno poi i Consigli Affari generali e Affari esteri che si riuniranno la prossima settimana a dovere approvare i tre nuovi regolamenti collegati all’emergenza coronavirus.

I tre nuovi regolamenti da approvare
Un primo riguarda il traffico aereo per la deroga alle norme attuali che prevederebbero il ritiro degli attuali slot alle compagnie che non effettuano un numero minimo di voli. Poi c’è il regolamento che propone di inserire anche la risposta alle crisi sanitarie fra i motivi per i quali è possibile attivare il Fondo Ue di solidarietà, finora riservato alle catastrofi naturali. Per il 2020 sono disponibili oltre 800 milioni. Poi c’è da approvare il regolamento per adeguare gli strumenti del Centro europeo di coordinamento di risposta alle emergenze e dotarla di una scorta di ventilatori e mascherine da distribuire tra agli Stati membri.

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Europarlamento in videoplenaria il 26 marzo
Regolamenti che potranno poi essere approvati dal Parlamento europeo. Il presidente dell’Europarlamento David Sassoli ha già previsto che il 26 la riunione della plenaria e le procedure di votazione si potranno svolgere in videoconferenza ma chi lo vorrà potrà partecipare fisicamente sia pure in una sala allestita per l'occasione con un distanziamento adeguato. Del resto da tempo l'Europarlamento ha adottato la formula del lavoro agile con tre giorni a settimana da svolgere in videoconferenza.

Vertice Ue del 26 con conclusioni del solo presidente?
Diverso è il discorso del Consiglio dei capi di Stato e di Governo che si terrà giovedì prossimo 26 marzo. In quel caso sarebbero previste sarebbero delle conclusioni che di norma (tranne alcuni casi specifici) non prevedono riflessi giuridici ma impegni politici ai quali gli Stati membri devono adeguarsi. L’ultimo Consiglio dei capi di Stato e di Governo europei in videoconferenza sull'emergenza pandemia si è riunita il 17 marzo si è concluso con una dichiarazione del presidente del Consiglio Charles Michel. Non è ancora chiaro se servirà una procedura scritta anche per le conclusioni del vertice del 26.

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