Sunell Italia

Coronavirus, negli aeroporti i termoscanner (dalla Cina) a forma di panda

Già installato all’areoporto di Roma Fiumicino, rileva la temperatura fino a 16 persone contemporaneamente evitando la formazione di code e imbuti

di Andrea Biondi


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(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Erano state pensate per gli asili, per misurare la temperatura ai bimbi giocando sull'effetto curiosità generato dalla forma, del tutto simile a un panda. L'emergenza coronavirus però gli ha offerto un altro palcoscenico: quello degli aeroporti, con richieste su richieste che ora, spiega al Sole 24 Ore Paolo Cardillo, general manager di Sunell Italia, «sono così tante che saranno evase completamente nei primi 10 giorni di marzo».

Ironia della sorte vengono proprio dalla Cina le telecamere termiche di ultima generazione che vari aeroporti italiani hanno richiesto all'azienda hi-tech che ha sede a Shenzhen, filiali in tutto il mondo e propaggine italiana con la Sunell Italia.

Come dichiarato in una nota, fra gli utilizzatori di prodotti Sunell ci sono soggetti come Autostrade per l'Italia, Anas, Polizia di Stato, Atm – Metropolitana Milanese, Porto di Genova, oltre che numerosi comuni per il controllo della sicurezza cittadino.

In questo quadro la scelta del produttore cinese è da sempre quella di mantenersi fuori dai canali online - leggi Amazon ed Ebay - per essere presenti solo con i propri distributori e i prezzi di listino ufficiali, un po' a garanzia dell'intera catena distributiva. «L'azienda - sottolinea Cardillo - vende in 80 Paesi, ha sede a Shenzhen e un fatturato superiore ai 200 milioni».

In fondo, ricavi non da capogiro se consideriamo la stazza di altre realtà hi-tech del Guangdong, ma «è attiva dagli anni Novanta con prodotti ad alta tecnologia, di nicchia». Numeri più contenuti, quindi, rispetto ai leader di mercato della videosorveglianza che, peraltro, sono in particolare aziende cinesi: la Hikvision e la Dahua che fatturano miliardi.

Sunell Shenzhen Technology opera in Italia attraverso un importatore unico - Sunell Italia - che ha sede direzionale a Milano e logistica a Catania. E in Italia, all'ultima fiera Sicurezza dello scorso novembre a Rho, ha portato all'attenzione la Body Temp SN-T5 detta Panda, già installata nel Far East, in Russia e in India in scuole e centri pubblici.

Quella strana telecamera, a forma di panda, non era sfuggita all'attenzione allora ed è tornata immediatamente in mente ora, in piena emergenza coronavirus, con un occhio particolare da parte degli aeroporti italiani «perché ha una caratteristica particolare: la soluzione non opera sulla singola persona ma fino a 16 persone contemporaneament e evitando la formazione di code e imbuti».

La prima installazione aeroportuale è stata ultimata in questi giorni a Roma Fiumicino. Seguiranno Venezia, Firenze, Pisa, Bologna, Catania, Palermo, Verona, Trieste, Treviso, Brescia, Lamezia Terme, Napoli e altri aeroporti.

«La caratteristica che la differenzia - puntualizza il general manager di Sunell Italia - è quella di avere un margine di errore di 0,3 gradi». Il quadratino che diventa rosso indica un passeggero con la febbre. Ed è pressoché impossibile che poi non sia davvero così.

Certo, il capodanno cinese seguito dalla bomba coronavirus sono problemi non da poco per la produzione dei termoscanner. Ma, come detto, Sunell Italia prevede di riuscire a coprire tutte le richieste entro i primi 10 giorni di marzo.

Gli aeroporti non sono comunque rimasti unici committenti visto che a bussare alla porta di Sunell per questi prodotti - il cui costo varia dai 14 ai 20mila euro per termoscanner (fascia alta considerando la media del mercato) - sono anche varie aziende. «Grandi, ma anche meno grandi. L'esigenza ormai è chiara».

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