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Coronavirus, dagli alimenti ai disinfettanti: il decalogo per evitare l’aumento dei prezzi

L’Antitrust ha avviato un’indagine preistruttoria inviando richieste di informazioni a numerosi operatori della grande distribuzione

di Andrea Carli

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L’Antitrust ha avviato un’indagine preistruttoria inviando richieste di informazioni a numerosi operatori della grande distribuzione


5' di lettura

Un vademecum per gli acquisti. Una bussola per orientarsi (e districarsi) nel labirinto del caro-prezzi ai tempi del Covid-19. Un decalogo di mosse suggerito da associazioni dei consumatori (e non solo) per evitare che in questi giorni in cui le persone tornano a respirare l’odore di una routine quasi normale, pur nel contesto di un corpo a corpo continuo con la crisi che minaccia famiglie e lavoratori, il portafoglio si alleggerisca ulteriormente.

Gli spunti che vengono fuori sono più di uno. Da quelli che possono risultare più “banali” a quelli che non sarebbero facilmente emersi, nemmeno dopo un’attenta e ponderata riflessione. Dal confrontare i prezzi al litro o al chilo, spesso scritti in carattere più piccolo, alla strategia di acquistare quantità limitate, casomai in più occasioni, così da evitare sprechi. Dall’andare a fare la spesa con una lista già pronta di prodotti da riporre nel carrello, così da ridurre al minimo il rischio di tornare a casa con prodotti al momento non necessari, alla “frequentazione”, quando possibile, di produttori e spacci aziendali. Spunti e riflessioni che possono aiutare a risparmiare qualche euro.

L’indagine dell’Antitrust
Che alcuni prezzi siano aumentati in questi due mesi di lockdown lo conferma l’Autorità garante della concorrenza e del mercato: ha avviato un’indagine preistruttoria inviando richieste di informazioni a numerosi operatori della grande distribuzione per acquisire dati sull’andamento dei prezzi di vendita al dettaglio e dei prezzi di acquisto all’ingrosso di generi alimentari di prima necessità, detergenti, disinfettanti e guanti. Le richieste di informazioni riguardano oltre 3.800 punti vendita, soprattutto dell’Italia centrale e meridionale, pari a circa l’85% del totale censito da Nielsen nelle province interessate. Di qui la necessità di mettere in campo uno o più decaloghi, che sappiano orientare il consumatore se non all’“acquisto perfetto”, almeno alla soluzione più conveniente per il portafoglio. A delineare un vademecum sintetico, Altroconsumo, Codacons e Coldiretti.

Il decalogo di Altroconsumo
1) Non è il prezzo che dice la qualità del prodotto: spesso prodotti di bassissimo prezzo hanno qualità paragonabile o anche superiore rispetto a prodotti più blasonati. I prodotti più economici si trovano tipicamente ai piedi dello scaffale, cioè negli scaffali più bassi.
2) Il discount è dove si risparmia di più: la spesa al discount costa mediamente il 60% in meno rispetto alla spesa al supermercato. Anche in questo caso, i prodotti discount non sono a priori peggiori dei prodotti dei supermercati, anzi spesso risultano essere il miglior acquisto dei nostri test comparativi, quando non, addirittura, il prodotto migliore.
3) Confrontare sempre i prezzi al litro o al chilo (scritti spesso in carattere più piccolo) e non i prezzi per confezione (sempre in grande evidenza).
4) Controllare le scadenze: in questo periodo di scaffali vuoti, il rischio di acquistare, soprattutto dal banco frigo (ma non solo), una confezione in scadenza è più elevato del solito, quindi l’attenzione alle scadenze è particolarmente indicata in questo periodo.
5) I prodotti in offerta non sono necessariamente a prezzo vantaggioso, perché la promozione è anzitutto un messaggio pubblicitario: si confronti sempre il prezzo al litro o al chilo del prodotto in offerta, con il prezzo che comunemente si paga per il prodotto che si acquista abitualmente.
6) Per evitare di fare spese compulsive, conviene compilare a casa con calma una lista della spesa e ad essa attenersi il più possibile.
7) Si verifichi in quali orari il proprio supermercato è meno frequentato e si tenda a recarvisi in quegli orari (tipicamente intorno a ora di pranzo, dopo mezzogiorno). A questo riguardo, ultimamente sono disponibili per i telefonini alcune applicazioni che possono essere di aiuto.
8) È preferibile non recarsi nei supermercati in orari serali, perché è più alta la probabilità di trovare scaffali vuoti e dunque di non poter acquistare ciò che si desidera.
9) Si eviti di fare incetta di prodotti: si acquisti con misura in base alle proprie esigenze, prevedendo scorte con ragionevolezza. La scarsità di prodotti sul mercato e la crescita eccessiva della domanda inducono un aumento dei prezzi.
10) Prediligere le materie prime o prodotti con più materie prime e meno trasformati, i quali richiedono meno additivi (si vedano le etichette) e costano molto meno; ovviamente, ciò significa dover magari dedicare più tempo a casa alla preparazione, ma forse di questi tempi abbiamo più tempo disponibile in casa ed è una eccellente occasione per attenersi a questa regola.

Il decalogo del Codacons
1) Andare a fare la spesa con una lista già pronta di prodotti da acquistare, in modo da limitare i tempi di permanenza negli esercizi e non dimenticare beni necessari.
2) Meglio recarsi al supermercato a stomaco pieno, per evitare scelte “di pancia” dettate dalla gola e non da reale necessità.
3) Controllate i prezzi, e se per alcuni prodotti notate scostamenti dei listini rispetto ai giorni precedenti, evitateli, dirottando le vostre scelti su beni alternativi.
4) Per i prodotti freschi è meglio andare a fare la spesa di mattina, quando gli esercizi vengono riforniti, ma è bene ricordare che in prossimità dell’orario di chiusura numerosissime catene “svendono” prodotti deperibili come pane, dolci, prodotti precotti, eccetera, con offerte 2x1 e sconti fortissimi.
5) Non farsi cogliere dal panico e non acquistare più del reale fabbisogno, perché il rischio è che parte di ciò che si compra finirà in pattumiera.
6) Evitate frutta e verdura non di stagione, che hanno prezzi sensibilmente più alti.
7) Cambiare marca: modificando le proprie abitudini e provando marchi alternativi è possibile risparmiare sensibilmente sullo scontrino.
8) Attenti all’ortofrutta già inscatolata: generalmente il costo al kg è più elevato di quello sfuso, perché si paga il packaging.
9) Per i beni dedicati alla pulizia della casa, confrontate i prezzi con i prodotti che hanno il marchio del supermercato: è possibile risparmiare fino al 50% e i prodotti hanno le medesime funzioni e caratteristiche.
10) Guanti, mascherine e altri Dpi consentono risparmi se acquistati in grandi quantità: maggiore è il numero delle unità comprate, minore sarà il prezzo per singolo prodotto. In tal senso, se al supermercato guanti e mascherine costano troppo, o se i rifornimenti scarseggiano, è possibile ricorrere al web, confrontando con attenzione i prezzi e leggendo le recensioni dei clienti per evitare acquisti incauti.

Il decalogo di Coldiretti
1) Lista della spesa “aperta”, ovvero con possibilità di scegliere i prodotti in base a prezzo/qualità. Di solito andiamo a memoria e non facciamo una lista. Di ogni prodotto esiste un succedaneo. Occorre fare una lista per categorie e valutare caso per caso, così da non essere troppo rigidi: esiste sempre un’alternativa.
2) Frequentare e confrontare tra diversi punti vendita. Con l’allentamento del lockdown è possibile recuperare questa buona abitudine. Avendo il tempo, si possono confrontare due o tre punti vendita, così da superare la logica delle rendite di posizione, che è alla base dell’aumento dei prezzi.
3) Quando possibile acquistare direttamente da produttori o spacci aziendali.
4) Occhio alle scadenze e collocare ciò che si è acquistato bene in casa. Spesso capita di dimenticare dei prodotti in fondo a qualche dispensa o in frigorifero.
5) Occhio alle etichette con informazioni complete. Così possiamo effettuare confronti, anche sulla base di una lista elastica.
6) Scegliere prodotti italiani. Sono più vicini a noi, hanno viaggiato di meno (non è detto che i prezzi siano più contenuti) ma il confronto prezzo-qualità su categoria merceologica è determinante.
7) Acquisti di quantità limitate ripetuti nel tempo per evitare sprechi.
8) Attenzione monodose/formato famiglia/incidenza imballaggi sul prezzo al kg del prodotto.
9) Scegliere in base alla stagionalità. Se ora vado a comprare le ciliege, è un salasso. Se le vado a comprare tra 15 giorni, le trovo altrettanto buone, con una convenienza maggiore.
10) Esaminare l’aspetto generale prodotto (surgelati a rischio no mantenimento catena del freddo, liquidi percolanti, imballaggi danneggiati, ruggine, odori sgradevoli eccetera). Analisi di massima del prodotto.

Per approfondire:
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