conseguenze economiche

Coronavirus, Fca e Gm riprendono le attività in Cina. Adidas, crollano le vendite (-85%)

Settore per settore, come stanno reagendo le aziende di tutto il mondo all’avanzata dell’epidemia scoppiata in Cina


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Il logo Apple (Afp)

6' di lettura

L’epidemia di coronavirus iniziata alla fine del 2019 in Cina nella città industriale di Wuhan, nella centrale provincia dell’Hubei, sta avendo pesanti ripercussioni sull’economia globale e sulle aziende di tutto il mondo, sia dal punto di vista dei risultati finanziari, che della manifattura vera e propria. Ecco tutte le conseguenze, settore per settore, tra annunci di sospensione delle attività e tentativi di ritorno alla normalità.

Automotive
Fiat Chrysler
: Dopo la festività del Capodanno lunare estesa eccezionalmente per l’epidemia di coronavirus, Fca ha riattivato la fabbrica di Guangzhou, mentre un secondo impianto riprenderà «le operazioni a breve». Lo riferisce Cnbc. La conglomerata italo-statunitense dell’auto aveva in programma la sospensione delle attività nello stabilimento in Serbia per la mancanza di componenti made in China, in particolare sistemi audio e altre parti elettroniche. Nella fabbrica serba viene prodotta la 500L. Lo scorso 6 febbraio Fca aveva annunciato che avrebbe sospeso temporaneamente le attività in uno stabilimento europeo a causa del coronavirus.

Gm: il colosso dell’auto «ha avviato il processo di ripresa della produzione», parte di un percorso di due settimane che interessa i suoi 15 impianti». Lo riporta Cnbc.

Suzuki: sta prendendo in considerazione di rifornirsi di componenti per i veicoli al di fuori della Cina.

Pirelli: l’impatto previsto del Coronavirus sui conti di Pirelli «al momento a livello di Ebit Adjusted nel primo trimestre 2020 è pari a circa 30 milioni di euro che si prevede sarà riassorbito nel corso dell’anno. Qualora la crisi dovesse protrarsi, aggiornerà le stime» alla «presentazione dei dati del primo trimestre 2020, a maggio». Lo si legge in una nota. Il gruppo ha «sospeso l’operatività in 2 delle 3 fabbriche che conta in Cina, dove al momento opera a ritmo ridotto unicamente la fabbrica Car/Moto di Yanzhou. La Cina contribuisce per circa il 12% alle vendite totali Pirelli.

Volkswagen e Audi: Wv sta lavorando perché le sue joint venture in Cina tornino a produrre secondo la normale pianificazione: SAIC Volkswagen, partnership con SAIC Motor, ha rinviato l'avvio delle attività al 24 febbraio; FAW-Volkswagen, jv con FAW Group, ha ripreso i lavori in alcuni impianti e stima la piena operatività per i prossimi giorni. Secondo la Cnbc, ci sono ritardi su supply chain e logistica, oltre che per i limiti agli spostamenti dei lavoratori. Audi ha riaperto il suo stabilimento cinese il 17 febbario.

Tesla: lo stabilimento a Shanghai, chiuso a partire dalle festività per il Capodanno cinese, ha ripreso la produzione il 10 febbraio.
Renault: la sua filiale sudcoreana Rsm ha sospeso la produzione nello stabilimento di Busan per quattro giorni a partire dall’11 febbraio a causa di interruzioni della catena di approvvigionamento in Cina.
Toyota e Honda
: le due case hanno parzialmente ripreso la produzione in alcune fabbriche cinesi. Toyota ha parzialmente ripreso negli impianti di Guangzhou e Changchun, dove opera assieme ai partner locali, Guangzhou Automobile Group e FAW e martedì, anche lo stabilimento Toyota di Tianjin dovrebbe riavviare parzialmente la produzione. Honda ha ripreso parzialmente la produzione nei suoi stabilimenti di Guangzhou. La casa automobilistica stima inoltre la riapertura dell'impianto di Wuhan, focolaio del coronavirus, il prossimo 21 febbraio. La produzione di auto è programmata per la settimana a partire dal 24 febbraio.
Hyundai
: ha sospeso la produzione in Corea del Sud a causa dell’interruzione nella fornitura delle parti.
Kia
: ha sospeso parte della propria produzione in Corea del Sud a causa del mancato rifornimento di pezzi da parte dei fornitori cinesi.

Elettronica
Apple: il 14 febbraio riapre alcuni dei negozi chiusi in Cina, insieme uffici e contact center. Il 17 febbraio l’azienda ha avvisato gli investitori che a causa del coronavirus non rispetterà le previsioni di ricavi del primo trimestre. La società di Cupertino ha spiegato che i suoi impianti in Cina sono fuori dalla provincia di Hubei, al centro dell'epidemia, e che hanno tutti riaperto ma
che la produzione sta risalendo lentamente. La domanda di iPhone sta inoltre calando in Cina perché i negozi al dettaglio sono chiusi del tutto o parzialmente.
Foxconn
: il fornitore di Apple ha riaperto gli impianti e spera di riprendere metà della sua produzione in Cina entro la fine del mese. Ha riadattato parte della sua linea per produrre maschere e abbigliamento medico.
Samsung
: ha esteso la chiusura delle ferie per alcune fabbriche in linea con gli orientamenti del governo cinese.
Sony
: ha aumentato le prospettive di profitto annuali, dichiarando che l’impatto del virus potrebbe controbilanciare l’upgrade.

Lusso
Burberry: ha chiuso 24 dei suoi 64 negozi in Cina, quelli rimasti aperti hanno orario ridotto perché l’afflusso dei clienti è diminuito dell’80%.
Ralph Lauren
:ha chiuso quasi metà dei suoi 110 negozi.
Tiffany
: ha chiuso molti negozi in Cina.
Capri Holdings: l’azienda che detiene i marchi Versace, Jimmy Choo e Michael Kors ha annunciato la chiusura di 150 negozi in Cina. Ha annunciato agli investitori che si aspetta che il coronavirus riduca le entrate di 100 milioni di dollari in questo trimestre.
Kering
: il proprietario di Gucci ha temporaneamente chiuso metà dei suoi negozi in Cina e ha sospeso nuove aperture e campagne pubblicitarie.
Pvh
: ha chiuso la maggior parte dei negozi Calvin Klein e Tommy Hilfiger in Cina.

Abbigliamento
H&M: ha chiuso 334 dei suoi 520 negozi.
Nike
: ha chiuso metà dei negozi in Cina, quelli rimasti aperti operano a orario ridotto. Per l’azienda americana è cinese il 18% dei ricavi.
Adidas: lscoppio del coronavirus a fine gennaio e la conseguente chiusura dei negozi ha portato a un crollo dell’85% delle vendite dell’Adidas nella «Grande Cina», una delle aree geografiche più profittevoli per il gruppo. Lo ha annunciato il marchio di abbigliamento sportivo in una nota. Nel comunicato Adidas spiega di aver affrontato «un numero significativo di chiusure di negozi» tra i 500 di proprietà e gli 11.500 in franchising in Cina. Ma anche in quelli rimasti aperti il numero di clienti si è drasticamente ridotto. La regione «Greater China» del gruppo, che comprende Taiwan e Hong Kong, è stata per anni una delle aree in più rapida crescita del mondo per le vendite di Adidas. E la regione Asia-Pacifico nel suo insieme ha rappresentato circa un terzo dei ricavi di Adidas, pari a 6,4 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2019. Guardando al futuro, Adidas sottolinea di non poter prevedere l’entità dell’impatto del virus sui suoi risultati annuali.

Social network: Facebook annulla San Francisco
Dopo il Mobile World Congress di Barcellona, annullato nei giorni scorsi, il coronavirus miete un’altra “vittima”. Facebook ha annunciato venerdì sera l’annullamento del proprio summit sui mercati globali in programma a San Francisco dal 9 al 12 marzo prossimi. All’evento annuale erano attesi più di 4mila partecipanti. «Abbiamo deciso di annullare l’appuntamento per prudenza – fa sapere l’azienda di Mark Zuckerberg – in relazione ai rischi e ai timori legati all’evoluzione del coronavirus». Facebook, Cisco e At&T avevano nei giorni scorsi rinunciato alla partecipazione al Mobile World Congress di Barcellona.

Ristorazione
McDonald’s: ha chiuso 300 punti vendita in Cina.
Starbucks
: ha chiuso metà dei suoi quasi 4.300 negozi in Cina.

Arredamento
Ikea: ha chiuso tutti i 30negozi in Cina.

Acciaio
Voestalpine: l’acciaieria ha temporaneamente chiuso i suoi nove stabilimenti produttivi in Cina.

Energia
Total: l’azienda francese ha respinto un avviso di forza maggiore ricevuto da un acquirente di gas naturale liquefatto in Cina.
ConocoPhillips
: si aspetta che quest’anno la crescita della domanda di petrolio perda tra i 100.000 e i 200.000 barili al giorno.

Servizi /intrattenimento
Airbnb: ha prolungato la sospensione delle prenotazioni a Pechino fino a maggio. Chi ha prenotato un alloggio a Pechino tra il 7 febbraio e il 30 aprile avrà diritto a un rimborso. Le prenotazioni a Wuhan, l'epicentro dell'epidemia, sono invece sospese fino al 31 marzo.
Tencent: ha chiesto ai propri dipendenti di continuare a lavorare da casa fino al 21 febbraio
Walt Disney: ha dichiarato che la chiusura del suo parco di Shanghai, se si prolungasse per due mesi, potrebbe danneggiare il reddito operativo nel secondo trimestre per 135 milioni di dollari.
Macao: i casino riapriranno giovedì 20 febbraio dopo una chiusura di due settimane

Per approfondire:
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Articolo in aggiornamento

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