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Coronavirus, Arcuri: «Anche Moderna taglia il 20% delle dosi. Ci mancano almeno 300mila vaccini. Avviate le procedure per far valere le nostre ragioni»

In Italia sono state somministrate 1.713.362 dosi di vaccino, ne sono state consegnate 2.319.135 dosi di vaccino, che servono anche per la seconda dose

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, i vaccinati alla data del 28 gennaio 2021

4' di lettura

«Indipendentemente dalla nostra volontà siamo costretti a dare ogni minuto risposte diverse». Quante persone vaccineremo? «Vaccineremo gli italiani quando avremo i vaccini, ma i ritardi non dipendono da noi, nonostante qualcuno prosegua con la propaganda». La campagna vaccinale e le difficoltà di reperimento delle dosi sono al centro della conferenza stampa del Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 Domenico Arcuri. Dall’Auditorium di via Calabria Arcuri fa il punto sulle attività per il contrasto e il contenimento dell'epidemia.

Anche Moderna ha annunciato un taglio del 20% delle dosi

É degli ultimi minuti la notizia del taglio di Moderna. Dopo Pfizer e Astrazeneca, anche Moderna ha annunciato un taglio nelle consegne di vaccino. «Moderna ci ha appena informato che per la settimana dell'9 febbraio delle previste 166mila dosi ne consegnerà 132mila, il 20% in meno», ha annunciato Arcuri. «Il nostro stupore, la nostra preoccupazione e il nostro sconforto aumentano, ormai quasi ogni giorno le previsioni subiscono una rettifica».

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Il vaccino è l’unico antidoto alla pandemia, non è una bibita o una merendina

«Sono stati unilateralmente diminuiti i vaccini che dovevamo ricevere», ha detto il commissario. Le aziende produttrici, ricorda Arcuri, «non stanno rispettando le dosi da consegnare e i contratti firmati». In questa situazione, ha sottolineato il commissario, è «molto difficile iniziare una campagna di vaccinazione di massa, se non ci sono i vaccini». Arcuri ha sottolineato che «il vaccino non è una bibita e neanche una merendina, il vaccino è l’unico antidoto per uscire da una notte che dura un anno, non si può scherzare né voltarsi dall’altra parte quando si tratta della salute delle persone». Il commissario, tornando a chiedere alle case farmaceutiche di rispettare gli accordi, ha detto: «Non si devono fare propaganda, annunci e promesse, si devono consegnare i vaccini che i contratti prevedono debbano essere consegnati».

Mancano 300mila vaccini

«Ci mancano almeno 300mila dosi di vaccino», per questo sono state avviate le procedure per far valere le nostre ragioni. «Il vaccino è l’unico antidoto per uscire da un notte che dura da un anno», ha detto Arcuri, sottolineando che «si devono consegnare i vaccini che devono essere consegnati».

I numeri

In Italia sono state somministrate 1.713.362 dosi di vaccino, ne sono state consegnate 2.319.135 dosi di vaccino, che servono anche per la somministrazione della seconda dose. Si tratta di 2.272.335 di dosi di Pfizer/BioNTech e 46.800 di Moderna. «Dall'inizio di questa 'notte' gli italiani che si sono contagiati sono 2.515.507, uno ogni 23 - ha affermato Arcuri -. Grazie alle misure di contenimento che sono state introdotte la curva nel nostro Paese viene tenuta dentro ambiti di non esplosività».

Obiettivo farmaci e vaccini autoctoni per combattere il Covid

Arcuri ha sottolineato come l’obiettivo strategico sia quello di dare all’Italia una «rete di ricerca e sviluppo» migliore di quella precedente, in grado anche di arrivare a produrre «un livello accettabile di vaccini e farmaci idonei a contrastare il Covid». La scelta “autoctona”, ha spiegato, non significa che l’Italia non continuerà a sostenere un’azione comune europea. Quanto al vaccino di ReiThera, Arcuri ha ribadito che si tratta di un farmaco «molto promettente» e che sarà fatto «ogni sforzo affinché possa presentare il prima possibile l'autorizzazione in commercio».

Necessario che aumenti numero produttori

Arcuri ha auspicato aumenti il numero dei produttori di vaccini. «Confidiamo che i ritardi nella consegna delle dosi di vaccino - ha detto - finiscano e che cresca il numero dei produttori. Il mercato funziona quando c’è non solo tanta domanda, ma anche tanta offerta. É necessario che ci siano tanti produttori non in possesso di un candidato vaccino, ma di un vaccino».

Bando per i sostenitori dei padiglioni Primule

Intanto Arcuri ha indetto un bando «per la ricerca di sostenitori economici per la realizzazione dei padiglioni temporanei destinati alla somministrazione dei vaccini», le Primule ideate dall'architetto Stefano Boeri. «Persone fisiche e giuridiche», i cosiddetti “sostenitori”, che vogliano contribuire con donazioni - si legge sul sito del governo - alle strutture per la vaccinazione, per aumentarne il numero, potranno fare un bonifico su un conto indicato nell’avviso. Chi donerà più di 400 euro avrà «una nota ufficiale di ringraziamento» da Arcuri. Chi invece pagherà la costruzione di un’intera Primula - costo stimato 400 mila euro - avrà una targa dedicata nello stesso padiglione o in un altro, come “sostenitore unico”. «Con la proposta di sostegno, i sostenitori unici si impegnano a versare il contributo economico da loro offerto nel termine di 7 (sette) giorni naturali e consecutivi decorrenti dalla sottoscrizione del contratto», si legge nel testo. «Il Commissario straordinario garantisce la massima forma di riservatezza al fine di tutelare eventuali diritti dei proponenti, in base alle disposizioni vigenti in materia di privacy». Il bando è aperto e non ha scadenza, resterà in vigore fino a quando sarà necessario realizzare i padiglioni temporanei.

Attivi i primi medici reclutati con bando

«Oggi arrivano sul territorio i primi medici e infermieri selezionati a seguito della nostra 'call'. Sono passati 29 giorni da quando il Parlamento ha emanato la norma che ci ha permesso di farlo, un tempo sideralmente inferiore a quello a cui eravamo abituati in Italia», ha sottolineato il commissario Arcuri in conferenza stampa. «Su 26.690 domande pervenute continuiamo la selezione, stiamo contrattualizzando altre centinaia di oltre 2mila medici selezionati - ha aggiunto -. Cerchiamo di arrivare a 12 mila tra medici e infermieri per rafforzare le strutture impegnate di giorno e di notte in questa emergenza».


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