le misure contro l’emergenza

Coronavirus, attese per oggi un milione di mascherine

Ora che l’emergenza è soprattutto italiana, la Cina risponde al nostro appello mettendo a disposizione della Protezione civile e della Croce rossa mascherine e tute di protezione

di Gerardo Pelosi

Coronavirus, code a supermercati, mascherine introvabili a Milano

Ora che l’emergenza è soprattutto italiana, la Cina risponde al nostro appello mettendo a disposizione della Protezione civile e della Croce rossa mascherine e tute di protezione


3' di lettura

L’Italia era stato uno dei primi Paesi a venire incontro alle esigenze delle strutture cinesi di Wuhan alla prima esplosione del virus Codiv 19 inviando mascherine e tute di protezione che si trovavano in Italia un mese fa. Ora che l’emergenza è soprattutto italiana, la Cina risponde al nostro appello mettendo a disposizione della Protezione civile e della Croce rossa mascherine e tute di protezione.

Nelle prossime ore i primi aerei cargo
Una spedizione concordata dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio con il suo omologo cinese e confermata dal commissario Angelo Borrelli che ha annunciato per oggi la disponibilità di un milione di mascherine che saranno acquistate dalla Protezione civile e distribuite alle strutture sanitarie regionali. Nelle prossime ore sono attesi in Italia i primi aerei cargo dalla Cina con mascherine, mille respiratori polmonari e medici specializzati che in Cina hanno maturato l'esperienza nel combattere l'epidemia.

M5s: abbiamo le regole più ferree d’Europa
«Non che ai nostri medici serva qualcuno che gli insegni il lavoro – ha spiegato Di Maio - ma i medici cinesi sono stati i primi e potranno portare la loro esperienza». In una nota i parlamentari del Movimento cinque stelle ricordano che «nella fase più critica noi abbiamo dimostrato vicinanza alla Cina e ora loro ricambiano con la stessa solidarietà. A loro va il nostro ringraziamento. Abbiamo le regole più ferree d'Europa per limitare il contagio, in linea con quanto indicato dagli esperti. Come sottolineato dal ministro Di Maio, il patrimonio di informazioni raccolte in questa fase complicata dal nostro sistema sanitario sarà a disposizione di tutti i Paesi europei nei quali purtroppo si sta registrando un aumento dei casi di positività al virus».

Ambasciatore Massari: manca solidarietà europea
La solidarietà cinese sta mettendo in evidenza la criticità della risposta europea. Tema affrontato in un intervento dell'ambasciatore italiano presso l'Unione europea Maurizio Massari. «La crisi del Coronavirus non è nazionale ma europea, Roma non deve essere lasciata da sola a gestirla» scrive Massari su Politico sollecitando «una risposta europea». Massari ha ricordato che «nessun Paese Ue» ha risposto alla richiesta italiana di attivare la protezione civile Ue per la fornitura di mascherine. «Solo la Cina ha risposto bilateralmente. Questo non è un buon segnale di solidarietà Ue».

Misure eccezionali contro mercato nero delle mascherine
Misure eccezionali con sanzioni pesanti a chi specula sulla carenza di mascherine e nessuno sconto a chi ha rubato mascherine e guanti per rivenderli in proprio. Sembra essere questa la risposta del Governo al diffondersi di un mercato nero degli strumenti di protezione (da 50 centesimi il costo delle mascherine è schizzato a 20 euro e in certi casi fino a 36 euro) In Emilia a Parma una dipendente dell'azienda sanitaria è stata denunciata. Condanna unanime delle autorità sanitarie e del governatore, Stefano Bonaccini, che ricordano «la fatica che si fa in questi giorni a rifornire di materiale gli operatori. Non manca qualche polemica tra regioni e autorità centrali . L'assessore al Bilancio della regione Lombardia Davide Caparini ha messo in evidenza come «siano state ricevute più mascherine in donazione di quelle ricevute dalla Protezione civile».

La Difesa in campo anche per produzione respiratori
Anche la Difesa sta contribuendo alla gestione dell’emergenza. Mentre non si esclude (ma solo se il Viminale lo richiederà) il dispiegamento di alcuni militari attualmente impegnati nell’operazione Strade sicure per il controllo degli spostamenti nelle città il personale civile della Difesa sta collaborando con le aziende che producono respiratori. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha annunciato che «sotto il coordinamento del Dipartimento della Protezione Civile, 25 dipendenti dell’Azienda Industrie Difesa verranno messi a disposizione dell'azienda italiana del settore(la Siare Enginereering di Valsamoggia in provincia di Bologna), a partire dalla prossima settimana e per un periodo di circa 4mesi, allo scopo di potenziarne la capacità produttive».

6.600 posti letto messi a disposizione dalla Difesa
Sempre per fare fronte all’emergenza Coronavirus la Difesa ha reso inoltre disponibile in caso di necessità circa 2.200 stanze e circa 6.600 posti letto, distribuiti su tutto il territorio nazionale, a favore dei cittadini che dovessero avere la necessità di sottoporsi al periodo di sorveglianza. Il ministero, su indicazione del ministro Guerini, ha messo adisposizione anche il proprio personale medico. Le forze armate hanno disposto l'invio di 7 medici e 6 infermieri dell'Esercito, 4 medici e 6 infermieri della Marina, 4 medici e 6 infermieri dell'Aeronautica e 3 medici e 4 infermieri dell'Arma dei Carabinieri, che si sono affiancati ai colleghi civili.

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