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Coronavirus, Bce a banche: stop a cedole e buy-back

Il Supervisory board della Bce presieduto da Andrea Enria ha pubblicato una raccomandazione che non lascia spazio a interpretazioni. La Bce chiede alle banche vigilate di non pagare dividendi o riacquistare azioni proprie «durante la pandemia» di coronavirus

di Luca Davi

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Il Supervisory board della Bce presieduto da Andrea Enria ha pubblicato una raccomandazione che non lascia spazio a interpretazioni. La Bce chiede alle banche vigilate di non pagare dividendi o riacquistare azioni proprie «durante la pandemia» di coronavirus


1' di lettura

Stop alla distribuzione dei dividendi delle banche europee relativi al 2019 e al 2020. Almeno fino al primo ottobre 2020. Il Supervisory board della Bce presieduto da Andrea Enria ha pubblicato una raccomandazione che non lascia spazio a interpretazioni. La Bce chiede alle banche vigilate di non pagare dividendi o riacquistare azioni proprie “durante la pandemia” di coronavirus. «La raccomandazione - si legge in una nota del Supervisory Board - riguarda i dividendi relativi al 2019 e al 2020, almeno fino all'1 ottobre 2020. La Bce si aspetta che le banche continuino a finanziare le famiglie, le piccole imprese e le grandi aziende».

Come anticipato oggi dal Sole 24Ore, la Bce interviene così sul tema della distribuzione delle cedole. Lo fa con una mossa eccezionale ma volta a superare le incertezze di un comparto che sembrava volersi muovere in ordine sparso sul tema.

La decisione arriva a valle di una lettera inviata dalla Federazione bancaria europea che auspicava la necessità di frenare i dividendi relativi al 2020 (da pagare nel 2021). E punta così ad armonizzare la questione su scala europea. Dalla Bafin tedesca alla svedese Finansinspektionen, alla autorità finanziaria norvegese, nei giorni scorsi diverse Authority europee si sono espresse chiedendo prudenza sul tema delle cedole.

La mossa della Vigilanza Bce guidata da Andrea Enria è del resto coerente con l'allentamento delle maglie della regolamentazione che è in atto. E che è stato studiato per garantire alle banche di liberare capitale prezioso per assorbire le perdite su crediti generate dal Coronavirus.

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