Le maggiori irregolarità nelle aree di commiato

Coronavirus, blitz dei Nas in 375 obitori: feretri accantonati e riesumazioni senza nuova tumulazione

Deferite alle autorità giudiziarie 23 persone, segnalati alle autorità amministrative altre 78 persone, tra dirigenti di strutture sanitarie e ospedaliere e titolari di imprese funebri

Coronavirus, il blitz dei Nas in 375 obitori

3' di lettura

Feretri accantonati, riesumazioni senza nuova tumulazione, mancanza d’igiene. C’era anche una impresa funebre che gestiva anche il trasporto di infermi. Dalle verifiche del Comando Carabinieri per la Tutela della salute, d’intesa con il ministro della Salute, condotte in 375 tra obitori e camere mortuarie interni alle strutture ospedaliere, nelle aree adibite al commiato, riconducibili ad imprese funebri private e relativi servizi cimiteriali, sono state rilevate 85 irregolarità. I numeri dello scempio arrivano proprio in occasione della Giornata della memoria delle vittime del nuovo coronavirus, quando dovrebbe essere massimo il rispetto per chi ha perso la vita a causa della pandemia e per i loro cari.

Centodue sanzioni penali e amministrative

Irregolarità per le quali sono state deferite alle autorità giudiziarie 23 persone e segnalati alle autorità amministrative altri 78 soggetti, tra dirigenti di strutture sanitarie e ospedaliere e titolari di imprese funebri private per violazioni della disciplina sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, inosservanza degli obblighi della normativa anti-Covid e delle leggi regionali e di polizia mortuaria. Sono state contestate 102 sanzioni penali e amministrative.

Loading...

La maggior parte delle irregolarità nelle aree di commiato

Ventiquattro fra le irregolarità accertate riguardano l’inosservanza delle misure di contenimento epidemico e della sicurezza degli ambienti di lavoro, dovuta alla mancata pulizia e sanificazione dei locali, l’assenza di percorsi separati per il trasporto delle salme e la carente formazione degli operatori circa il rischio da esposizione agli agenti biologici. La maggior parte delle irregolarità - 68 tra quelle complessivamente sanzionate - sono state appurate negli ambienti adibiti alla permanenza delle salme e al commiato in presenza dei familiari, mantenuti in carenti condizioni igienico-sanitarie e strutturali, in presenza di distacco di intonaco, macchie di umidità e muffe, piastrellatura fessurata, mobili vetusti e arrugginiti.In situazioni particolarmente gravi, sono stati riscontrati feretri lasciati per lungo tempo in ambienti promiscui in attesa di sepoltura o cremazione, false attestazioni di sepoltura di resti precedentemente riesumati, bare con perdita di liquidi e presenza di macchie di sangue.

Due provvedimenti di chiusura

Due sono stati i provvedimenti di chiusura di attività nei confronti rispettivamente di una sala settoria all'interno della camera mortuaria del cimitero di Cisterna di Latina, a causa di gravi carenze igieniche, e di una ditta funebre della provincia di Lecce, che esercitava in condizioni di incompatibilità d'impresa. Gli accertamenti hanno consentito di individuare il mancato adempimento agli obblighi contrattuali stipulati da agenzie ed imprese convenzionate con i Comuni e le aziende ospedaliere circa la corretta erogazione dei servizi funebri e cimiteriali. In tale contesto sono stati deferiti due titolari di imprese funebri private per non aver rispettato gli accordi contrattuali stipulati con le Pa fornendo un servizio inferiore rispetto ai capitolati previsti.

La riesumazione senza nuova tumulazione

Terribile e disumana la casistica accertata. I Nas di Torino hanno deferito il titolare e due dipendenti di una società di servizi cimiteriali di un comune del torinese, responsabili dei reati di vilipendio di cadavere e falso per aver abbandonato, in un deposito di attrezzi, i resti umani di una persona deceduta nel 1992, oggetto di riesumazione senza essere stati più nuovamente tumulati, contrariamente a quanto attestato falsamente dagli operatori della ditta.

La perdita di liquidi dalle bare

I Nas di Pescara, in collaborazione con i Carabinieri dell'Ispettorato del Lavoro, nel corso di una ispezione all’obitorio della Asl di Pescara, svolto durante l'aumento di decessi connessi all'emergenza Covid e l’inclusione della provincia di Pescara in zona rossa, hanno accertato gravi carenze igienico – sanitarie e organizzative nella conduzione dell’attività, rilevando macchie di sangue sul pavimento, sporco incrostato e perdita di liquidi dalle bare.

In provincia di Lecce un’impresa funebre gestiva anche il trasporto infermi

I Nas di Lecce hanno disposto dal Comune di Sternatia (Le) l'immediata chiusura dell’attività di un'impresa funebre che gestiva anche un servizio di trasporto infermi incompatibile con quella di impresa funebre. L'attività ispettiva, estesa al servizio di autombulanze in capo al medesimo imprenditore, ha consentito di individuare l'indebito possesso di medicinali “ad uso esclusivo ospedaliero” e di dispositivi medico-chirurgici riconducibili al distretto sanitario pubblico, determinando il deferimento del titolare per peculato e ricettazione. Il valore dell'attività oggetto di chiusura ammonta a € 400.000 circa.


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti