intervista a radio 24

Coronavirus, Boccia: agire su infrastrutture e credito per superare emergenza

Il leader di Confindustria sottoline come l'epidemia creerà un calo della domanda privata che deve essere compensata da una domanda pubblica in settori come le grandi opere

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Il leader di Confindustria sottoline come l'epidemia creerà un calo della domanda privata che deve essere compensata da una domanda pubblica in settori come le grandi opere


2' di lettura

Sblocco delle infrastrutture in chiave italiana ed europea finanziandole con eurobond e attivazione di una ”questione credito” in modo da accompagnare le imprese in questa fase di transizione potenziando il Fondo di garanzia. Sono queste le misure di cui l'Italia ha bisogno nell'immediato secondo il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, per fare fronte all'emergenza economica creata dal coronavirus.

Azione immediata e in chiave straordinaria
Intervistato a “24Mattino” (Radio 24), Boccia ha sottolineato come l'epidemia creerà un calo della domanda privata che deve essere compensata da una domanda pubblica in settori come le infrastrutture. «Bisogna agire in chiave straordinaria - ha detto Boccia - e questa compensazione deve essere immediata». Riferendosi alle misure messe in campo dall’esecutivo per fronteggiare l'impatto economico del coronavirus Boccia ha spiegato che i 3,6 miliardi di euro di sforamento del deficit previsti «non bastano», «né basta una operazione sicuramente positiva di flessibilità, serve un'operazione straordinaria e choc nel mondo dell'economia».

Il Paese - ha insistito Boccia - ha bisogno di quella che era una priorità e ora è un'emergenza: bisogna attivare immediatamente gli investimenti in infrastrutture, abbiamo le risorse, vanno accelerate. Poi dobbiamo aprire il fronte sulla questione credito per le imprese che avranno un calo del fatturato».

Sì a piano Ue da 3mila mld finanziato con Eurobond
Per Boccia «c’è una questione italiana e una questione europea che convergono, bisogna attivare la domanda pubblica per compensare la domanda privata». Quindi ha rilanciato l'idea di un «piano straordinario» a livello europeo da 3mila miliardi di euro di investimenti in 10 anni, «finanziabili con Eurobond». La risposta, ha insistito, deve essere «quantitativamente rilevante e temporalmente immediata. Il Paese deve difendere la sua dignità e la sua capacità di reazione».

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