CONFINDUSTRIA

Coronavirus, Boccia: subito un grande piano italiano ed europeo di infrastrutture da 3mila miliardi

«Mercoledì a Gualtieri diremo che non c’è nulla da aspettare, è necessario è necessario agire subito sia dal punto di vista economico che sanitario».


Clima, Boccia: accelerare su sostenibilità. Grande sfida per Ue

2' di lettura

«C’è una questione economica che è diventata un’emergenza ed è una sfida per tutto il paese non solo per il governo del Paese». In vista dell’incontro di mercoledì a Palazzo Chigi, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ribadisce le sue forti preoccupazioni per l’impatto economico dell’emergenza coronavirus. «Al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri - ha anticipato intervenendo su Rai 3 a “Mezz’Ora in Più” di Lucia Annunziata - diremo che non c’e nulla da aspettare, è necessario agire subito sia dal punto di vista economico che sanitario».

Modello Ponte Morandi per accelerare sulle infrastrutture
Per reagire all’arretramento della domanda privata provocata dal coronavirus è necessario attivare subito tutte le risorse disponibili e liberare subito quelle stanziate. «Il modello usato per ricostruire il Ponte Morandi deve riguardare tutte le infrastrutture del paese, piccole, medie e grandi», ha aggiunto Boccia.

Piano transeuropeo di opere da 3.000 miliardi
In vista della flessibilità che il governo italiano si appresta a chiedere a Bruxelles, il presidente di Confindustria ha invitato a pensare in chiave europea: «In questa situazione è necessario essere protagonisti e non chiedere una piccola flessibilità ma 3.000 miliardi per un grande piano
infrastrutturale transeuropeo». Le infrastrutture potrebbero poi essere date in garanzia per l’emissione di eurobond da parte della Bce.

Landini: agenzia nazionale di sviluppo con Cdp
Presente in trasmissione anche iel segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha propost una agenzia nazionale di sviluppo con la partecipazione di Cassa depositi e prestiti. Landini ha ribadito che per una reazione all'impatto economico del coronavirus «è necessario un intervento di sistema. È lavorando che si sconfigge il virus», perché «non si può continuare a lavorare nelle emergenze: dobbiamo fare un ragionamento di sistema”. Due giorni fa, sindacati e imprese avevano presentato un documento congiunto chiedendo interventi al governo.

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