«COSTRUIRE INSIEME LA RESILIENZA ITALIANA»

Coronavirus, Bonomi (Assolombarda): «Garantire la libera circolazione delle merci»

Secondo il Presidente dell’associazione «servono trasparenza e chiarezza» «Se lasciamo passare giorni nell'incertezza - ha concluso -, i danni economici e occupazionali diventeranno ancora più gravi»

Il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi (imagoeconomica)

4' di lettura

Più trasparenza e chiarezza nell’assumere provvedimenti per bloccare la diffusione del Coronavirus che hanno un impatto anche sul settore produttivo di intere aree e salvaguardia del principio della libera circolazione delle merci.

«Ci attendono giorni e settimane difficili, in cui tutto il Paese è chiamato a un grande sforzo di cooperazione nazionale per il rispetto di misure straordinarie, che hanno un impatto enorme sulla vita e il lavoro di milioni di italiani. Lo spirito dev’essere quello indicato, con profondo senso dello Stato, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: grande chiarezza e toni appropriati da chi valuta e decide le misure, il minimo delle polemiche da parte di tutti, risposta corale da parte di tutti i cittadini». È quanto ha sottolineato Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda - uno dei due candidati alla presidenza di Confindustria (l’altra è la vicepresidente dell’associazione datoriale Licia Mattioli) - sull’emergenza legata al Coronavirus e alle misure restrittive adottate dal Governo volte a contenerne la diffusione.

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Serve trasparenza nell’assumere i provvedimenti
«Noi imprenditori - ha detto Bonomi - siamo chiamati a grandi sacrifici, insieme a tutti i nostri collaboratori, clienti e fornitori. E come essenziale corpo intermedio della nostra società lo faremo con il massimo della dedizione di cui siamo capaci. Perché la forza di un Paese sono i cittadini e tutte le sue formazioni sociali, non solo la politica e le istituzioni. Con questo spirito, per attrezzarci al meglio davanti a questa sfida - ha aggiunto il Presidente di Assolombarda - chiediamo solo due cose. La prima è una grande trasparenza nell’assumere provvedimenti che appaiono necessari, ma sono molto invasivi. Significa - ha spiegato Bonomi- evitare assolutamente annunci di misure che rimbalzano nel mondo prima di essere adottate e che di fatto vengono assunte prima che i corpi intermedi possano dare il loro contributo alla valutazione sugli effetti economici e sociali che ne conseguono».

Garantire la libera circolazione delle merci
«La seconda - ha continuato il numero uno di Assolombarda - è la necessità urgente di garantire e favorire la libera circolazione delle merci in entrata e in uscita dalle vaste aree interdette in cui si originano quote decisive del Pil, del lavoro e dell’export italiano. Una questione che riguarda anche gli interventi di manutenzione come ogni altro aspetto del ciclo delle imprese di trasformazione». «Se lasciamo passare giorni nell'incertezza - ha concluso -, i danni economici e occupazionali diventeranno ancora più gravi. Abbiamo la piena consapevolezza del colpo che stiamo subendo, e delle ulteriori gravi conseguenze di medio-lungo periodo che la nostra Italia potrebbe subire. Per questo, nell’emergenza, chiediamo alle istituzioni di rafforzare la capacità di valutare ex ante le conseguenze di ciò che esse decidono. Va costruita tutti insieme, la resilienza italiana».

La voce del presidente di Assolombarda non è la sola che proviene dal mondo delle imprese. Decisamente critica nei confronti dell’operato del governo quella di Assindustria Venetocentro - Imprenditori Padova Treviso, una realtà che dopo l’unione delle due territoriali oggi rappresenta oltre 3.300 imprese associate.

Le imprese di Padova e Treviso: Governo inadeguato, si dimetta
«Abbiamo seguito dal principio, con responsabilità ed equilibrio, l'evolversi della situazione e i provvedimenti adottati dal Governo e raccomandato alle imprese di attenersi alle misure e comportamenti indicati e continueremo a farlo - dichiara la presidente Maria Cristina Piovesana -. Ma contestiamo duramente l'improvvisazione e l'imprudenza con cui ieri è stata gestita la definizione del decreto con il rincorrersi di bozze e indiscrezioni che hanno creato disinformazione e allarme». Questo Governo, sottolinea Maria Cristina Piovesana, «ha dimostrato di essere inadeguato a gestire una emergenza di questa portata e di non avere il profilo di autorevolezza indispensabile a garantire la tenuta del nostro Paese e la sua credibilità internazionale. Per il bene di tutti il Governo si dimetta, si dia spazio ad un Governo istituzionale che si assuma la responsabilità di portare il Paese fuori da questa emergenza».

Finco: Tutelare le imprese del Nordest
Sulle stessa linea anche il presidente vicario Massimo Finco: «Stiamo attraversando - dichiara Finco - una situazione senza precedenti che ha determinato gli ultimi drastici provvedimenti del Governo e che richiede a tutti senso di responsabilità, ma anche evitare azioni maldestre e improvvisazioni che generano stati di ansia autolesionisti e controproducenti e che ci stanno isolando. Ascoltare la scienza per tutelare la salute pubblica è senz'altro una priorità. Ma al contempo la politica ha il dovere di fare sintesi e di tutelare anche le ragioni dell'economia senza la quale diventa a rischio anche la tutela della salute. È necessario quindi tutelare anche le nostre straordinarie imprese e i loro collaboratori che, insieme, tengono in piedi il Paese e stanno dando nelle circostanze avverse un esempio di serietà e di resistenza. Non possiamo correre il rischio di distruggere il tessuto socio-economico del Nord produttivo. L'improvvisazione con cui è stata gestita questa emergenza motiva la nostra richiesta di un cambio di passo e di una guida istituzionale salda e sicura che accompagni il Paese fuori dall'emergenza sanitaria ed economica».

Per approfondire:
Il testo del Dpcm
Coronavirus: libero accesso a merci e lavoratori, ecco le regole per i 70mila frontalieri che lavorano in Svizzera

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