in una lettera ufficializzata la data

Coronavirus, Bourla (Pfizer): «Pronti a chiedere il via libera al vaccino la terza settimana di novembre»

La ricerca di un vaccino per combattere il coronavirus viaggia a una velocità che non ha precedenti

di Nicoletta Cottone

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La ricerca di un vaccino per combattere il coronavirus viaggia a una velocità che non ha precedenti


2' di lettura

La ricerca di un vaccino per combattere il coronavirus viaggia a una velocità che non ha precedenti. Pfizer, la casa farmaceutica americana che fattura oltre 51 miliardi di dollari, prevede di chiedere l'autorizzazione per il suo vaccino anti-Covid all'agenzia americana Fda nella terza settimana di novembre. Lo ha ufficializzato l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, in una lettera pubblicata sul sito internet della società e rilanciata dal professor Roberto Burioni. «Abbiamo una data. Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer, scrive che se tutto andrà bene presenterà una richiesta per una autorizzazione di emergenza del vaccino contro Covid 19 nella terza settimana di novembre 2020. Forza!», ha scritto su twitter il virologo Roberto Burioni.

Il tweet del virologo Roberto Burioni

La promessa: «Un vaccino efficace, sicuro, prodotto con elevati standard di qualità»

«Ci sono tre aree in cui, come per tutti i vaccini, dobbiamo dimostrare di avere successo per ottenere prima l’approvazione per l'uso pubblico», si legge nella lettera di Bourla. «Innanzitutto il vaccino deve essere efficace, il che significa che può aiutare a prevenire il Covid 19 nella maggior parte dei pazienti vaccinati. In secondo luogo bisogna dimostrare che il vaccino sia sicuro, con dati affidabili generati da migliaia di pazienti. Infine, dobbiamo dimostrare che il vaccino può essere costantemente prodotto secondo i più elevati standard di qualità».

La fornitura del vaccino

Pfizer e BioNTech hanno siglato in settembre un accordo per la fornitura potenziale all’Unione europea di 200 milioni di dosi del candidato vaccino a base di mRNA anti Sars-Co-2. L'accordo ha l’obiettivo di garantire la fornitura di 200 milioni di dosi e contiene anche un’opzione di acquisto di ulteriori 100 milioni di dosi, con inizio delle forniture entro la fine del 2020, previa approvazione delle autorità regolatorie.La fornitura di vaccini per l'Unione europea verrebbe prodotta dai siti di produzione di BioNTech in Germania e dal sito di produzione di Pfizer in Belgio. Dopo il via libera al vaccino l’accordo prevede la fornitura di 100 milioni di dosi in tutto il mondo entro la fine del 2020 e di circa 1,3 miliardi di dosi entro la fine del 2021.

Lettera aperta dal presidente della Pfizer al Ceo Albert Bourla

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I vaccini candidati nel mondo sono 250, di cui 51 in fase clinica

Il report della direzione scientifica dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, curato da Salvatore Curiale, ricorda che attualmente non esistono vaccini commercialmente disponibili contro il Sars-Cov-2, anche se il 25 giugno «la Commissione militare centrale cinese ha approvato, soltanto per un anno e per il personale militare, l'utilizzo del vaccino realizzato dalla CansinoBiological. In Russia il candidato vaccino del Gamaleya Institute di Mosca, prima di completare tutte le fasi della sperimentazione umana, ha ricevuto l'approvazione dell'ente regolatorio russo». Al momento, secondo i rilevamenti effettuati dall'Oms, dalla LondonSchool of Hygiene and Tropical Medicine e dal NIH54, i candidati vaccini sono in totale 250: 19 basati su Dna, 32 su Rna, 53 su vettore virale, 18 su virus attenuato o inattivato, 76 su proteine, 15 su particelle simil-virus (Vlc), e 37 che utilizzano altre piattaforme o per i quali non si hanno dettagli.

I 51 candidati vaccini in fase clinica

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Lo Spallanzani collabora con le società italiane Rei-Thera e Takis, che stanno lavorando su due diverse piattaforme alla realizzazione di altrettanti vaccini. Cinquantuno vaccini risultano in fase clinica.

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