«VICINI A PICCO, MA NON CI SIAMO ANCORA»

Coronavirus, Brusaferro (Iss): la curva dei contagi dal 20 marzo sembra attenuarsi ma non illudiamoci di allentare le misure

Il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro: «Non abbiamo ancora raggiunto il picco della pandemia. L’età media dei contagiati supera i 60 anni delle persone con infezione»

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Il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro: «Non abbiamo ancora raggiunto il picco della pandemia. L’età media dei contagiati supera i 60 anni delle persone con infezione»


3' di lettura

La curva dei contagi dal 19-20 marzo sembra attenuarsi. Lo ha sottolineato il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro nel presentare a Roma insieme al presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli il primo report epidemiologico realizzato attraverso il sistema di sorveglianza e basato sulle segnalazioni che arrivano dalle Regioni. Brusaferro ha poi aggiunto: «Non illudiamoci di poter allentare le misure».

«La scommessa - ha detto Brusaferro - è fare in modo che nelle aree del Paese dove c’è una circolazione ancora limitata il trend evolutivo non aumenti e quindi non bisogna abbassare la guardia rispetto alle misure di contenimento e distanziamento sociale». L’età media dei contagiati supera i 60 anni delle persone con infezione. «Oltre l’80% dei deceduti sono ultra 70enni - ha detto Locatelli -. L’infezione da Covid-19 per alcuni è stata la causa di morte e per altri ha contribuito in maniera significativa alla letalità».

La curva dei contagi dal 19-20 marzo sembra attenuarsi
«A partire dal 19-20 - ha detto - il numero di nuovi casi segnalati cala, la curva sembra attenuarsi. Ma non dobbiamo illuderci che un rallentamento della diffusione possa indurci a rallentare le misure che abbiamo adottato. Ci sono realtà diverse nel Paese, la Lombardia e aree limitrofe con fortissima circolazione, mentre in altre aree c’è una circolazione ancora limitata, dove la sfida è fare in modo che quelle aree rosa non diventino rosse»

«Non abbiamo ancora raggiunto il picco dei contagi»
«Non abbiamo raggiunto il picco, non l’abbiamo superato. Abbiamo segnali positivi che ci fanno capire che le misure adottate stanno rallentando la crescita, e ci fanno pensare che il picco è vicino», ha chiarito. «La pendenza della discesa sarà costruita sulla base dei nostri comportamenti». «Siamo una fase di contenimento», ha aggiunto Locatelli.

Impossibile effettuare una stima degli asintomatici
Locatelli e Brusaferro hanno chiarito che al momento non è possibile dare una stima di quanti siano in Italia le persone asintomatiche, che pur avendo l’infezione da coronavirus non hanno sintomi o ne hanno molto lievi. In futuro si prevede uno studio per identificarli, da condurre in varie aree del Paese.

Il report
L’1,2% dei casi positivi al Covid-19 fino a questo momento ha meno di 18 anni, mentre la percentuale più alta si vede nella fascia tra 51 e 70. È quanto emerge dall’approfondimento epidemiologico dell’Iss. Il documento ha anche censito 6414 operatori sanitari contagiati, che hanno mostrato un’età media di 49 anni (molto inferiore a quella della popolazione generale che è di 62) e sono per il 35% di sesso maschile. Sempre sul sito Epicentro è stato pubblicato anche il report sui pazienti deceduti e positivi a COVID-19. L’età media di questi pazienti è 78 anni, e le donne sono il 29,6%. Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 2.7. Complessivamente, 15 pazienti (2.1% del campione) presentavano 0 patologie, 151 (21.3%) presentavano 1 patologia, 184 presentavano 2 patologie (25.9%) e 360 (50.7%) presentavano 3 o più patologie. Per quanto riguarda l’età dei deceduti positivi per Covid-19 al 26 marzo sono 84 su 6801 (1.2%) quelli di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 17 di questi avevano meno di 40 ed erano 14 persone di sesso maschile e 3 di sesso femminile con età compresa tra i 30 ed i 39 anni. Di 5 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche, gli altri 8 presentavano gravi patologie pre-esistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 1 non presentava patologie di rilievo.

Coronavirus: Css, non è nato in laboratorio
Quanto infine alle ipotesi circolate negli ultimi giorni su social e whatsapp di un coronavirus creato in un laboratorio cinese Locatelli ha lanciato un messaggio: «non facciamo del fantabioterrosimo. Abbiamo indicazioni chiare che non ci sia stata possibilità di generazione in laboratorio del virus SarsCoV2», quindi ipotesi diverse «non hanno alcuna consistenza scientifica».

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