situazione epidemiologica

Coronavirus, Brusaferro: «La stima del rischio non è una pagella»

Sono indicatori per individuare il rischio che l’epidemia possa correre priva di controllo. Il sistema consente di intervenire in base agli alert

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, Rt elevato in Lombardia, Basilicata e Piemonte. Ecco i dati

2' di lettura

«Non è una pagella. Ma quando si gestisce un’epidemia la stima di rischio è uno strumento che mettendo insieme indicatori dell’epidemia, ci accompagna per individuare il rischio che l’epidemia possa correre priva di controllo». Lo ha spiegato Silvi Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, nel corso di una conferenza stampa al ministero della Salute sull’andamento dell’epidemia. «Il sistema - ha spiegato Brusaferro - ci chiede di intervenire in base agli alert. Lo adottiamo in funzione di una collaborazione internazionale». Un lavoro immane i dati raccolti ed elaborati. Brusaferro ha spiegato che gli indicatori «sono un mix tra indicatori tempestivi e altri che richiedono piu tempo per la raccolta, come il tempo di incubazione. L'insieme di elementi che si raccolgono tiene conto di questa variabilità». Poi ha preso la parola Stefano Merler della Fondazione Kessler di Trento, per spiegare i parametri che regolano la trasmissione, a partire dall’Rt e dal suo calcolo.

Rezza: «L’epidemia decresce con Rt sotto 1»

Gianni Rezza ha spiegato che l’Rt «è un parametro fondamentale per predire come sta andando l’epidemia, perché è il primo indicatore per capire se l’epidemia accelera o no. A volte però facciamo un errore: se Rt scende a 1,2 non è bene perchè l’epidemia comunque cresce. La scorsa settimana era 1,4 ma prima era una 1,7, ma ancora non possiamo vedere una diminuzione dei casi e delle terapie intensive. Quando andiamo a Rt sotto 1 allora epidemia decresce».

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Brusaferro: «Cosa succederà a Natale dipende da noi»

Cosa succederà a Natale? «Rt oltre a tracciare il trend - ha ricordato Brusaferro - ci dice anche dove stiamo andando, ma piu andiamo avanti nel tempo, piu le proiezioni rischiano di essere instabili. Quindi cosa succederà a Natale dipenderà molto da come ci comportiamo. Ci auguriamo che misure adottate e comportamenti facciano in modo che in tutte le parti del paese saremo a Rt sotto 1».

Iss: «Rt affidabile anche se non tiene conto degli asintomatici»

«Il sistema di valutazione del rischio epidemico del nuovo coronavirus non è troppo complesso e tiene conto di tutti gli aspetti legati all’epidemia e alla risposta dei sistemi sanitari». Con alcune slide l’Istituto superiore di sanità spiega sul sito il calcolo dei dati epidemici pubblicati ogni settimana nel report della Cabina di regia.I dati del monitoraggio «sono aggiornati», si legge. Dati costruiti tenendo conto dei tempi di incubazione del virus. Gli indicatori utilizzati, si legge, sono quelli più recenti di cui è possibile garantire l'affidabilità del dato. Ci sono poi calcoli che permettono di stimarne l'andamento e ragionare sulla proiezione al periodo attuale.

Rt affidabile anche se non tiene conto asintomatici

L’indice di trasmissibilità Rt è affidabile anche se non tiene conto degli asintomatici, spiega l’Iss. Rt è calcolato sui casi sintomatici e su quelli ospedalizzati. E questo permette di utilizzare un criterio «stabile e costante». L’Istituto spiega che, al contrario, basare l’Rt sugli asintomatici «farebbe dipendere la sua stima da quanti screening o contact tracing è capace di effettuare ogni singolo territorio». Il sistema infatti dall’inizio dell'epidemia a oggi ha indicato «correttamente - rileva l'Iss - dove e quando aumentava la trasmissione e quindi il numero di nuove infezioni e la pressione sul sistema sanitario».

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