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Coronavirus, Brusaferro: «Ok alle mascherine fai da te»

La curva dell’epidemia va decrescendo: è un segnale che prosegue e stiamo andando verso un numero più basso in tutte le regioni

di Nicoletta Cottone

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Silvio Brusaferro. presidente dell'Istituto superiore di sanità (Ansa)

La curva dell’epidemia va decrescendo: è un segnale che prosegue e stiamo andando verso un numero più basso in tutte le regioni


3' di lettura

Nell’affrontare la Fase 2 dell’emergenza coronavirus «serve una grande cautela. E non è solo una questione di buon senso» perché i modelli indicano che è pericoloso «fare troppe cose insieme». Il chiarimento arriva da Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss, l’Istituto Superiore di Sanità, nel corso della conferenza stampa. É importante che il Paese riparta, ma il virus non ha cambiato né identità né caratteristiche, perciò violare le regole di comportamento per la prevenzione del contagio potrebbe facilitarne la circolazione. Una strategia opportuna, ha aggiunto, è riaprire insieme alle regioni con modelli condivisi. Mobilità e spostamenti fra regioni potranno essere valutati soltanto alla luce della situazione epidemiologica, il cui andamento nella Fase 2 potrà essere valutato solo nei prossimi giorni. Incoraggianti comunque i dati: la curva dell’epidemia di nuovo coronavirus «va decrescendo, è un segnale che prosegue» e «stiamo andando verso un numero più basso in tutte le regioni».

Sì alle mascherine fai da te
Il presidente Brusaferro ha chiarito che la popolazione può utilizzare anche mascherine confezionate in proprio, come indicano video diffusi dai Centers for desease controll. I modelli piu sofisticati Ffp2 e Ffp3 sono invece indirizzati a usi più specifici, per personale impegnato in particolari lavori. sarà comunque il medico aziendale a dare le indicazioni di cosa sia meglio utilizzare sul posto di lavoro. Commentando le immagini delle numerose persone ai Navigli a Milano, l’epidemiologo dell’Iss Gianni Rezza ha ricordato che le regole da rispettare restano le stesse: «rispettare la distanza fisica, evitare le aggregazioni, lavarsi frequentemente le mani, usare le mascherine in luoghi chiusi e all’aperto se si parla con qualcuno». Gianni Rezza è stato nominato nuovo direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute. L’annuncio è giunto dal ministro della Salute Roberto Speranza: «É uno scienziato di qualità che mette la sua esperienza al servizio del paese», ha sottolineato il ministro.

Dopo le messe il Cts esamina anche altre istanze
Dall’analisi settimanale della cabina di regia tra ministero e Regioni si potranno fare ragionamenti per decidere misure successive. Intanto nella Fase 2 si stanno valutando forme di partecipazione con numeri limitati di persone in luoghi confinati previo rispetto delle regole e con un percorso di garanzia, dalla fasce orarie agli ingressi. Questo vale per tutti gli eventi che hanno tali caratteriStiche comprese le celebrazioni liturgiche. Infatti, dopo il sì alle messe, il Comitato Tecnico Scientifico (Cts) sta ricevendo istanze da molti settori, dal cinema ai teatri, oltre che da confessioni religiose. E nelle prossime settimane si pronuncerà in merito ha detto il presidente Brusaferro, che ha anche precisato di non essere il portavoce del Cts.

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Difficile immaginare stadi pieni
Nello stato epidemiologico attuale è difficile immaginare di poter riempire gli stadi, ha detto Brusaferro rispondendo a una domanda specifica nel corso della conferenza stampa.Brusaferro ha chiarito che «si stanno valutando forme di partecipazione con numeri limitati di persone in luoghi confinati». E ha ricordato che la prossima settimana sarà possibile avere i dati relativi all’andamento dei casi nei primi giorni di riapertura.

Bimbi hanno la stessa carica virale degli adulti
Diversi studi, ha spiegato Gianni Rezza dell’Iss, mostrano che i bambini possono infettarsi e la carica virale sembra essere la stessa di quella degli adulti. Dunque possono essere ugualmente contagiosi. Al momento però non ci sono evidenze di quanto possano infettare.

Per il 12% dei decessi cause sovrapposte
All’Iss è stato ribdito che la letalità colpisce soprattutto nelle fasce d’età più elevate. Su 2.400 deceduti, la maggioranza ha come prima causa infezione il Covid, mentre per il 12% ha cause che si sono sovrapposte.

Sui test rapidi presto chiarimenti
«I test rapidi hanno un problema di affidabilità che va valutato, e su questo credo che verranno presto fatti dei chiarimenti», ha precisato Gianni Rezza rispondendo a una domanda alla conferenza stampa dell’Iss.

Impegno delle regioni a superare la carenza di reagenti per tamponi
Sul fronte dei tamponi Brusaferro ha ricordato che siamo un paese «che fa tantissimi tamponi, tra quelli che ne fanno di più al mondo, e tra i sanitari vengono oggi ripetuti periodicamente. Ma il numero dei positivi al coronavirus è molto basso». Rispondendo alle domande dei giornalisti presenti ha precisato che c’è un impegno delle Regioni per superare la carenza di reagenti per l’analisi molecolare dei campioni prelevati con i tamponi naso-faringei. Un problema comune, che riguarda tutta l'Europa, considerando il grande utilizzo dei test, che in Italia sono ormai circa 70mila al giorno.

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