aumentano i casi fra le donne

Coronavirus, Brusaferro: «Situazione migliore, ma ci sono ancora 106 zone rosse»

La maggiore concentrazione dei casi «si ha nelle Rsa, a livello familiare e al lavoro». L’indice di contagio in Italia è tra 0,2 e 0,7

di Nicoletta Cottone

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3' di lettura

La maggiore concentrazione dei casi «si ha nelle Rsa, a livello familiare e al lavoro». Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa dell’Istituto sull’andamento epidemiologico del Covid-19 in Italia. Ad aprile «sono aumentati i casi tra le donne». Brusaferro ha confermato che la mortalità riguarda per il 36,7% le donne mentre l'età media dei pazienti è di 84 anni per gli uomini e 79 per le donne. La concentrazione dei casi è per il 44% nelle case di riposo, per il 24% nelle famiglie e per il 4,2% nei luoghi di lavoro.

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Fonte: Istituto superiore di sanità e Fondazione Bruno Kessler

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(L’indice calcolato in tabella da Iss e Fondazione Bruno Kessler si chiama più correttamente Rt, è ovvero l'Ro quando sono in atto misure di lockdown. Mancano i dati di alcune regioni italiane in quanto non é stato ancora possibile calcolarli perché i dati a disposizione non sono sufficienti).

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In 9 regioni ancora 106 zone rosse
«Si riducono i contagi e i pazienti critici mentre aumenta la quota di guariti e sintomatici lievi, è una situazione nettamente migliore», ha detto Brusaferro, ricordando che «il virus continua a circolare tanto che esistono ancora oggi 106 zone rosse in altrettanti Comuni in 9 Regioni e occorre procedere con cautela, passo dopo passo».

Il 29 sarà scelto il test immunità
«Il 29 aprile ci sarà la graduatoria dei test sierologici e l'aggiudicazione rispetto a quello selezionato per lo studio di prevalenza sul territorio nazionale», ha reso noto il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli.

L’indice del contagio tra 0,3 e 0,7
«L’indice R0 che misura la contagiosità del coronavirus in Italia è compreso in media tra lo 0,3 e lo 0,7», ha detto Stefano Merler della Fondazione Bruno Kessler nel corso della conferenza stampa. E ha precisato che «ci vuole poco a tornare sopra quota 1». L’indice più basso si registra in Sicilia (0,34) mentre il più alto in Emilia Romagna (0,71). In Lombardia «che ha fatto un lavoro enorme» l'indice R0 è pari a 0,4, in Friuli e nelle Marche 0,6 e 0,59 nel Lazio.

Il calcio non a rischio zero, scelta difficile
Poi l’ eventuale ripresa del calcio: «credo sia una decisione difficile da prendere, ma per questo sport non ci sono condizioni di rischio 'zero' e in questo caso c'è anche un contatto fisico. Il rischio non è zero», ha
affermato Gianni Rezza dell'Istituto superiore di sanità alla conferenza stampa all'istituto sull'andamento epidemiologico dell'epidemia di Covid-19.

Prudenza per le riaperture
Il numero dei casi di Covid-19 «si sta riducendo dappertutto, ma è ancora necessaria prudenza rispetto alle misure di riapertura perché la situazione è diversificata nel Paese», ha spiegato Brusaferro.Brusaferro ha ricordato che al Nord e in Lombardia l’epidemia «è partita molto prima, di sicuro a gennaio e forse anche prima». Ora «il miglioramento è netto, ma serve cautela», ha detto Brusaferro, sottolineando che si sono aree «a bassa, media e alta circolazione del virus», ha spiegato Brusaferro. E «ci sono focolai anche in aree a bassa circolazione».

Aumenta la richiesta di aiuto dei giocatori d’azzardo
Intanto aumenta il numero di telefonate da parte dei giocatori d'azzardo in preda a crisi di astinenza al numero verde dell'Istituto Superiore di Sanità. «E chiamate che prima duravano in media 15 minuti, oggi durano almeno 40», ha spiegato Roberta Pacifici, direttore del Centro dipendenze e doping dell'Iss. «La presa di coscienza di avere un problema è aumentata con il lockdown», ha spiegato la ricercatrice.

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