6-7mila morti nelle Rsa

Coronavirus, Brusaferro: «Test per convivere col virus. Zone rosse in 100 comuni»

I dati sull'epidemia da coronavirus in Italia raccontano la storia di un Paese con livelli di circolazione diversi a seconda delle regioni

di Nicoletta Cottone

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I dati sull'epidemia da coronavirus in Italia raccontano la storia di un Paese con livelli di circolazione diversi a seconda delle regioni


4' di lettura

I test permetteranno di convivere con il coronavirus, in particolare con il livello di contagiosità R sotto 1. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa organizzata dall’Istituto ha spiegato che i dati sull’epidemia da coronavirus in Italia raccontano la «storia di un Paese con livelli di circolazione diversi» a seconda delle regioni. E che l’adozione delle misure di contenimento ha limitato la circolazione in altre aree del paese. Il trend è decrescente anche in Lombardia.

Virus contagioso prima dei sintomi
L’epidemiologo Giovanni Rezza dell’Iss ha spiegato che il nuovo coronavirus tende a essere contagioso prima che compaiano i sintomi. Poi la contagiosità tende a decrescere. Si assiste a una diminuzione della trasmissione, ha spiegato Rezza, ma probabilmente «il virus continuerà a circolare anche se a più bassa intensità».

Dal 1° febbraio 6-7mila morti nelle Rsa
Graziano Onder, del Centro cardiovascolare e dell'invecchiamento dell’Iss, ha detto che sono stati fra 6-7mila i decessi avvenuti nelle Rsa, le strutture di ricovero per anziani, a partire dal primo febbraio. Sintomi sono stati individuati in oltre il 40% dei deceduti, ma «è difficile distinguere fra influenza e Covid-19». I decessi, ha spiegato Onder, rappresentano circa il 7% del numero complessivo degli anziani residenti nelle Rsa, calcolato in oltre 80mila. La maggior parte delle Rsa si trova nel Nord Italia. Fra le criticità finora rilevate nelle Rsa, la carenza di dispositivi di protezione, la carenza nelle somministrazioni di tamponi e la carenza di personale. Come accertato anche dai carabinieri del Nas.

Cautela nella Fase 2 :ripensare trasporti, lavoro e attività quotidiane
Brusaferro ha spiegato come per la Fase 2, quella della riapertura, sarà necessaria « grande cautela». Il presidente dell’Iss ha spiegato che sarà necessario «ripensare e riorganizzare la nostra organizzazione della vita sia nei trasporti che nel lavoro e nelle attività quotidiane». Si dovranno verificare i fattori di rischio nei luoghi di lavoro e puntare su distanziamento sociale, protezioni e ricorso a barriere fisiche. Definire questo scenario, ha sottolineato Brusaferro, «sarà un passaggio fondamentale nelle prossime settimane» perché «passo dopo passo» si tratterà di definire le misure per ridurre al massimo i rischi di infezione. L’attenzione sarà posta sull’isolamento domiciliare e le persone a casa: «è la nuova frontiera. Il sistema si sta muovendo verso questo tipo di
approccio».

Forte reattività contro i focolai
C’è una forte reattività nel segnalare e intervenire precocemente sui nuovi focolai, ha detto Brusaferro, nella conferenza stampa organizzata dall’Istituto, riferendosi a un’analisi promossa dall’Iss sulle zone rosse nel Paese.

Sono 160mila i positivi
«Sono 160mila le persone positive in Italia al 16 aprile, con una curva progressivamente decrescente che dà conto dell'efficacia delle misure di contenimento adottate fino a oggi. Stesso vale per la curva relativa alla Regione Lombardia e per il Veneto, che sono le Regioni più colpite, e a seguire per l'Emilia Romagna», ha detto Brusaferro.

Cento zone rosse
Oltre 60mila i tamponi eseguiti, il che, ha spiegato il presidente dell’Iss, fa già parte della prossima Fase 2 con un monitoraggio puntuale di quanto sta avvenendo. «Dato nuovo - ha spiegato Brusaferro - quello sulle zone rosse: oggi molte Regioni “fermano” comunità e sono 100 i Comuni interessati dove per una forte diffusione del virus c'è stato il lock down. Questo dice che c'è una forte reattività in tutto il Paese nel contenere il virus».

L’età media dei decessi
Dai dati Iss risulta che l’età media dei pazienti deceduti e positivi all’infezione da coronavirus è 79 anni (mediana 80). Le donne sono 6. 935 (34,7%) e hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 83 – uomini 79) . L’età mediana dei pazienti deceduti positivi è più alta di oltre 15 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l'infezione (pazienti deceduti 80 anni, pazienti con infezione 62 anni).

Le diagnosi al ricovero dei deceduti
Nelle 92,7% delle diagnosi di ricovero - è stato esaminato un campione - erano menzionate condizioni (per esempio polmonite, insufficienza respiratoria) o sintomi (per esempio, febbre, dispnea, tosse) compatibili con il coronavirus. In 107 casi (7,3% dei casi) la diagnosi di ricovero non era da correlarsi all'infezione. In 13 casi la diagnosi di ricovero riguardava esclusivamente patologie neoplastiche, in 52 casi patologie cardiovascolari (per esempio infarto miocardico acuto, scompenso cardiaco, ictus), in 18 casi patologie gastrointestinali (per esempio colecistite, perforazione intestinale, occlusione intestinale, cirrosi), in 38 casi altre patologie. I sintomi più comunemente osservati prima del ricovero nei pazienti deceduti positivi sono stati febbre, dispnea e tosse. Meno frequenti diarrea e emottisi. Il 5,9% delle persone non presentava alcun sintomo al momento del ricovero. L'insufficienza respiratoria è stata la complicanza più comunemente osservata in questo campione (96,7% dei casi), seguita da danno renale acuto (22,9%), sovrainfezione (12,4%) e danno miocardico acuto (9,5%).

Decessi sotto i 50 anni
Al 16 aprile sono 227 dei 19.996 (1,1%) pazienti deceduti positivi al coronavirus di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 49 di questi avevano meno di 40 (34 uomini e 15 donne con età compresa tra i 5 e i 39 anni). Di 6 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche, gli altri 35 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 8 non avevano diagnosticate patologie di rilievo.

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