allerta

Coronavirus, caccia ai clienti di una escort in mezza Italia

La 52enne peruviana, ricoverata a Foligno e poi a Perugia, avrebbe soggiornato 15 giorni a Modica, nel ragusano, ricevendo clienti

Coronavirus, in media Rt sopra 1 in Italia: ma solo sei regioni sono oltre

La 52enne peruviana, ricoverata a Foligno e poi a Perugia, avrebbe soggiornato 15 giorni a Modica, nel ragusano, ricevendo clienti


4' di lettura

«Non è allarme, ma allerta». Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità in una intervista al Corriere della Sera getta acqua sul fuoco generato dalla preoccupazione per le sei regioni italiane che hanno registrato l’Rt superiore a 1 nella settimana fra il 6 e il 12 luglio, i cui dati sono stati resi noti da ministero della Salute e Iss il 17 luglio 2020. Indici regionali che indicano il numero di contagi generati da un individuo positivo, che hanno portato l’Italia a segnare un indice di contagio medio a 1,01.

Il virus continua a circolare

Intanto nel Paese è nuovamente in crescita, per quanto contenuto, il numero dei contagiati (249 nuovi casi), concentrati in Lombardia (88), Emilia Romagna (40) e Veneto (34). Un segnale, comunque, che il virus circola in Italia, sia pur a livelli meno forti rispetto al passato. Solo in Molise, Basilicata e Valle d’Aosta non sono stati registrati nuovi casi positivi. Fondamentale quindi il rispetto delle tre linee guida confermate dal decreto 15 luglio 2020: mascherina obligatoria nei luoghi chiusi, distanziamento e divieto di assembramento.

La caccia ai clienti di una escort

Ed è caccia ai clienti di una escortrt positiva ricoverata prima a Foligno e ora all’ospedale di Perugia. Secondo le autorità sanitarie e le forze di polizia la 54enne di origini peruviane si sarebbe spostata fra Spagna e Italia, da Barcellona, passando per Ciampino, Modica, Roma e Foligno, incontrando una trentina di clienti solo nella città siciliana. La escort ha viaggiato in aereo, treno e autobus, tanto che sono stati sanificati una decina di treni sulla quale ha viaggiato. L’azienda ospedaliera di Perugia ha invittato chi sospetta di essere stato a contatto con la donna a sottoporsi ai controlli. A Modica, nel ragusano, paese Covid free fino ad aprile, dove la escort avrebbe soggiornato per 15 giorni in un monolocale in affitto per incontrare clienti, si stanno cercando le persone che potrebbe averla frequentata. Il sindaco Ignazio Abbate ha chiesto ai clienti della peruviana di recarsi a fare l’esame sierologico o il test, «anche a rischio di farsi mettere alla porta dalla moglie».

In Alto Adige famiglia denunciata

Un’intera famiglia è stata denunciata in Alto Adige. Padre, madre e figlio di 24 anni sono stati denunciati per aver violato la quarantena. Il giovane nonostante fosse positivo ha partecipato a feste e aperitivi, provonado l’isolamento per 40 persone che hanno avuto contatti con lui.

Nel Lazio il 62% dei contagi da casi di importazione

Alti i casi di contagio nella comunità bengalese della Capitale, generati da importazione del virus nel viaggi di ritorno dal Bangladesh. Dai dati risulta che nell’ultimo mese il 62% degli infettati di Roma e della regione Lazio è stato causato da contagi provenienti dall’estero o da loro contatti, in gran parte legati alla comunità bengalese. tanto che la regione Lazio ha deciso di sottoporre a controlli tutta la comunità.

Chiusi 4 ristoranti nella Capitale, irreperibile un bengalese infetto

Nella Capitale sono stati chiusi negli ultimi 30 giorni quattro ristoranti, tutti legati a contagi di bengalesi. Due a Fiumicino, dove il caso indice è stato un dipendente bengalese che ha contagiato altri colleghi, dando vita a un piccolo focolaio locale. Due i clienti risultati positivi dopo i fitti controlli effettuati. Chiuso anche il ristorante dello stabilimento di Ostia per il contagio del lavapiatti bengalese e un quarto a Dragona, dove lavorava un bengalese coinquilino del contagiato di Ostia. Il 18 luglio è risultato positivo un lavapiatti dello stabilimento balneare “La vela” di Ostia e sei suoi coinquilini che vivevano stipati in un piccolissimo appartamento. In questo cluster il caso indice sarebbe un altro coinquilino che ha fatto perdere le proprie tracce scappando a Milano. Attualmente risulta irreperibile, ma le autorità sanitarie lo stanno facendo cercare in tutta Italia. Un altro coinquilino positivo lavorava come aiutante in cucina al ristorante Old White West di Dragona. Anche se i due non avevano contatti diretti con la clientela, subito sono partiti i controlli incrociati messi subito in atto dalla regione Lazio, che stanno coinvolgendo molti giovani della Capitale che frequentano i locali, oltre alla comunità bengalese che è sotto osservazione.

Chiuso per tre giorni il mercato Esquilino

Intanto nella Capitale il mercato dell' Esquilino è stato chiusoper tre giorni dalla Polizia locale, per il mancato rispetto delle prescrizioni anti Covid-19. Nei controlli a tappeto effettuatu sia nell'area alimentare che in quella dell'abbigliamento, sono stati scoperti operatori che non portavano le mascherine o le tenevano abbassate, senza nessun rispetto del distanziamento sociale previsto per i 400 avventori trovati fra i 187 i banchi del mercato e i 370 operatori presenti tra proprietari e dipendenti. Elevati verbali per oltre un migliaio di euro, per mancato rispetto delle normative anti-contagio e per inosservanza delle disposizioni igienico-sanitarie legate alla presenza a terra di scarti alimentari e acquitrini maleodoranti. Dopo una prima vana diffida al ripristino dello stato dei luoghi e delle condizioni di sicurezza, gli agenti hanno provveduto a eseguire la chiusura per 3 giorni.

Chi controlla le spiagge libere?

Altro problema è costituito dalle spiagge libere, dove non funziona il tracciamento imposto agli stabilimenti balneari. Fatto che rende assolutamente impossibile effettuare controlli su chi pottebbe aver avuto contatti con i positivi.

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti