Il report ministero Salute - Iss

Coronavirus, in calo i contagi: l’Rt scende a 0,81

I dati dell’ultimo monitoraggio sull’andamento dell’epidemia nel periodo 12-18 aprile. L’indagine segnala un’ampia diffusione delle varianti più trasmissibili. Brusaferro (Iss): curva in decrescita lenta, ma progressiva

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, Rt nazionale in calo a 0.81: Molise a 1.49, Friuli Venezia Giulia a 0.61

4' di lettura

Rt nazionale ancora in calo. L’indice di contagio del nuovo coronavirus in Italia scende anche questa settimana e raggiunge quota 0,81, rispetto allo 0,85 della scorsa settimana. Il dato emerge dalle prime indiscrezioni trapelate dall'ultimo monitoraggio settimanale del ministero della Salute-Iss, che illustra l'andamento dell'epidemia per il periodo 12-18 aprile.

Brusaferro: quadro resta impegnativo, cautela e gradualità

«L’età mediana delle persone al primo ricovero nell’ultima settimana è pari a 66 anni, mentre 43 anni è l’età media della diagnosi», ha sottolineato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in occasione della conferenza stampa organizzata per la presentazione dell’indagine. Un elemento, ha spiegato, che mette in evidenza i primi effetti della campagna vaccinale sulle persone più anziane. «I contagi tra gli over 80 sono in netta e veloce decrescita - ha aggiunto -. In Europa vediamo una situazione del virus presente in maniera significativa. Il dato italiano sta decrescendo come accade in altri Paesi Ue. Nell'ultimo periodo nel nostro Paese c'è una decrescita lenta, ma progressiva. Le terapie intensive sono ancora in sovraccarico». «L'incidenza - ha spiegato ancora Brusaferro - è pari a 159 casi su 100mila abitanti, la scorsa settimana era a 182. Un dato che pone l'incidenza sopra la quota di 150 per 100mila». Insomma, «il quadro rimane impegnativo perchè l'incidenza rimane elevata e le terapie intensive sono ancora in sovraccarico. Quindi ridurre i casi e progredire con la campagna di vaccinazione sono i due assi su cui ci si deve muovere. È fondamentale la cautela e la gradualità nella gestione dell'epidemia».

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Coronavirus, i contagi nelle regioni ogni 100mila abitanti: Valle d’Aosta a 263, Bolzano a 70

Pronti per riaprire? «Rispetto regole e monitoraggio decisivi»

Alla domanda se l'Italia sia pronta per le riaperture previste per il 26 aprile, Brusaferro ha ricordato che «oggi abbiamo un tesoretto, il valore dell'Rt e il nostro obiettivo è contenere la trasmissibilità sotto 1. Siamo in una fase di decrescita in un po' tutti i settori, ma serve la qualità del rispetto delle misure nei comportamenti individuali con l'attenzione alle aggregazioni e poi l'aumento delle vaccinazioni. E man mano che cresceremo con le immunizzazione saranno anche sostenibili altre aperture. Poi occorre avere strumenti di monitoraggio per intervenire dove ci sono fenomeni di ricrescita dei casi».

Rezza, «situazione migliora, ma decessi restano troppo elevati»

Secondo Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, «l’incidenza migliora ma i decessi restano ancora elevati, che oggi sono stati 342. C'è ancora un'incidenza elevata sopra 150 casi su 100mila abitanti e rispetto alla scorsa settimana l'Rt è sceso poco e anche l'incidenza. Abbiamo ancora una congestione delle terapie intensive, i casi si sono accumulati lo scorso mese e questo ha conseguenze a lungo termine».

In sedici fra regioni e province verso la zona gialla

Potrebbero essere 14 le regioni e 2 le province autonome ad andare in zona gialla come previsto dal decreto riaperture a partire dal 26 aprile. Nessun regione dovrebbe restare rossa e cinque sarebbero arancioni. L’arancione riguarda Basilicata, Calabria, Sicilia, Valle d'Aosta e Sardegna per la quale ci sono però restano ancora alcuni dubbi. Diventerebbero gialle: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Marche, Piemonte, Pa Bolzano, Pa Trento, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto. Lo spostamento delle zone da una fascia all’altra sarà deciso sulla base del monitoraggio all'esame della cabina di Regia.

Calabria e Sardegna ad alto rischio, Rt sopra 1 in 4 regioni

Il report segnala un lieve miglioramento generale del rischio, con due regioni - Calabria e Sardegna - che hanno un livello di rischio alto. Quattro regioni hanno un Rt puntuale sopra 1 (erano cinque la scorsa settimana): sono Basilicata, Sicilia, Calabria e Molise. Tra queste due regioni - la Basilicata e la Sicilia - hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 1.

Ampia diffusione di varianti

Il report segnala un’ampia diffusione delle varianti più trasmissibili. «L'ampia diffusione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità - si legge nel monitoraggio settimanale - richiede l'applicazione delle misure utili al contenimento del contagio».

Incidenza ogni 100mila abitanti a 157, in lieve calo

In lieve calo l’incidenza settimanale del contagio ogni 100mila abitanti: 157,4 per 100mila abitanti rispetto 160,5 per 100mila abitanti rregistrata la scorsa settimana. Ancora troppi casi per il tracciamento. L’incidenza resta infatti elevata e ancora ben lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti.

Occupazione terapie intensive in calo, ma ancora sopra la soglia critica

Dalla bozza del monitoraggio risulta che il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sopra la soglia critica (35%), anche se il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in calo da 3.526 a 3.151.

Figliuolo e Curcio a Bari

Intanto il commissario per l'emergenza Francesco Paolo Figliuolo e il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio sono a Bari per una serie di incontri nell'ambito del giro tra le regioni che il commissario sta facendo per verificare l'andamento della campagna vaccinale. Oltre a incontrare i vertici delle istituzioni locali e, in videoconferenza, i prefetti delle sei province, Figliuolo visiterà l'hub vaccinale e l'ospedale covid realizzati nella sede della fiera del Levante. Successivamente, il generale Figliuolo visiterà la fabbrica regionale di mascherine della Protezione civile nella zona industriale di Bari.

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