l’arte che non si ferma

Coronavirus, le case d'aste adottano diverse strategie

Sotheby's punta tutto sull'online, Christie's adotta strategia mista web e nuove date. Bonhams e Phillips chiudono

di Silvia Anna Barrilà


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(AFP)

4' di lettura

Nel mercato dell'arte il Coronavirus ha messo in crisi fiere e gallerie, costringendo alla chiusura temporanea e alla cancellazione degli appuntamenti previsti per la primavera e l'estate. Le case d'aste, invece, stanno rispondendo spostando online le vendite e raccogliendo le offerte secondo altre modalità già in uso da tempo, come le offerte scritte, il telefono e, appunto, il web. Per il momento sembrano, quindi, tenere testa meglio. Strategia percorribile per le aste già preparate e in calendario, più difficile sarà reperire in futuro le opere in assenza di mobilità da mettere in asta successivamente, ma andiamo con ordine.

I numeri del web
Già negli anni passati le case d'aste italiane hanno ampliamente utilizzato il canale online per accogliere le offerte della ricca clientela straniera. A livello globale, le vendite d'arte e antichità avvenute online nel 2019 sono stimate intorno ai 5,9 miliardi di dollari, secondo il report dell'economista Clare McAndrew pubblicato da Art Basel e Ubs . Numeri in linea con quelli del 2018, destinati a salire nel corso di quest'anno visto l’attuale stallo del mercato fisico. Finora il canale web è stato per le case d'aste internazionali soprattutto un modo per l'acquisire nuovi clienti. Tra i collezionisti milionari, i millennials sono chiaramente coloro che utilizzano maggiormente l'online: ben il 92% di loro ha acquistato online nel 2019, il 36% opere da più di 50.000 dollari e il 9% oltre il milione.

La strategia di Christie's
Sicuramente la crisi può stravolgere vecchi modelli di business e accelerare l'avanzata del mercato dell'arte nel regno dell'online. Ne sono convinti Dirk Boll, Christie's president Emea e Bertold Müller, Christie's managing director Emea. Ma quanto i collezionisti hanno veramente voglia in questo momento di vendere e comprare? “In questo momento il mercato è lento, come tutto il resto” rispondono Dirk Boll e Bertold Müller. “Non è facile fare delle previsioni, ma se guardiamo il passato i collezionisti vogliono continuare a collezionare. Per esperienza, quando le crisi finiscono c'è un picco di vendite e della spesa in beni di lusso. Guardiamo all'Asia e anche alla risposta dei collezionisti dopo la crisi finanziaria del 2008, che è stata veloce e positiva”
Per il momento le sedi di Christie's sono chiuse e i lavoratori sono in smart working. Non ci sono stati licenziamenti. Si spera di tornare all'operatività nelle varie sedi a giugno. Le aste di arte australiana, vini e fotografia di marzo e aprile si svolgeranno online, mentre le aste di beni di lusso di Ginevra sono spostate da metà maggio alla fine di giugno-inizio luglio. Le aste di arte del XX secolo di Christie's di metà maggio di New York sono state spostate a partire dal 12 giugno gli Old Master a seguire dal 23 giugno Impressionist & Modern Art Evening Sale al 25 Post-War & Contemporary Art Evening Sale. Del resto anche le fiere di maggio a New York sono state cancellate, Frieze rimandata al 2021 e Tefaf all'autunno, dall'1 al 5 novembre. A causa dello spostamento, le aste di giugno di Londra sono state fuse con quelle di New York, per cui invece di due settimane dell'arte, una a New York e una a Londra, ce ne sarà una sola a New York. L'asta di Milano in programma per aprile è stata rimandata a novembre. In tutto fino al 18 settembre Christie’s ha programmato di battere 16 aste a New York, 11 a Hong Kong, sette a Parigi, quattro a Londra e 15 online.

Sotheby's sposta online
La casa d'aste americana, invece, ha annunciato lo spostamento di tutte le aste di marzo e aprile sul web, sicura del fatto che nel 2019 il totale online di Sotheby's è stato pari a 250 milioni di dollari, di cui 80 milioni derivati da 129 aste solamente online. Un numero che rappresenta il +55% sul 2018 e cinque volte la cifra del 2017 (il lancio delle aste solo online è avvenuto nel 2016). Diverse opere sono state vendute sopra il milione di dollari. Già in questi primi mesi del 2020 l'online ha totalizzato 20 milioni di dollari. Ad aprile, inoltre, lancerà nuovi cataloghi online arricchiti di contenuti interattivi e video.
“Dall'inizio di marzo abbiamo tenuto più di una dozzina di aste, che hanno ottenuto risultati molto forti e dimostrato la capacità di resistenza del mercato dell'arte globale” ha dichiarato Charles Stewart, ceo di Sotheby’s. “Allo stesso modo, la nostra piattaforma per le private sale ha registrato un aumento significativo delle attività. È chiaro che i nostri clienti rimangono concentrati sui nostri mercati e il nostro obiettivo è continuare a supportarli sia nell'acquisto che nella vendita. Sotheby's ha investito molto nella tecnologia per garantirsi i migliori strumenti digitali sul mercato”. L'asta di Milano in programma per aprile è stata spostata all'11 giugno.

Chiuse Bonhams e Phillips
La casa d'aste inglese Bonhams , invece, ha deciso di chiudere tutto, uffici e sale di vendita, fino al 21 aprile. L'annuncio è arrivato il 20 marzo dopo che nei giorni precedenti il sito Artnews.com ha pubblicato un articolo in cui si denunciava che la casa d'aste avesse proseguito le aste e mantenuto aperti gli uffici nonostante le misure di sicurezza crescenti e le lamentele dei dipendenti, soprattutto a seguito di un caso di influenza all'interno dello staff.
Phillips ha annunciato la chiusura il 14 marzo, le aste sono per il momento rimandate.

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