la storia del ragazzo di San Venanzio

Coronavirus: il caso di Mirko, il 23enne umbro positivo per 37 giorni

Il giovane ha contratto il virus durante una vacanza in Sardegna e ci sono voluti una decina di test per arrivare al doppio negativo e uscire dall’isolamento

Coronavirus, la quarantena scende a 10 giorni: le nuove regole

Il giovane ha contratto il virus durante una vacanza in Sardegna e ci sono voluti una decina di test per arrivare al doppio negativo e uscire dall’isolamento


2' di lettura

Mirko, 23 anni, di San Venanzio, comune di 2mila anime in provincia di Terni, ha chiuso la sua storia con Covid-19 dopo 37 giorni di positività. E una decina di tamponi per arrivare al doppio test negativo per poter uscire dall’isolamento. «Piano piano ce l’ho fatta. Ora spero sia tutto solo un ricordo. Se le nuove regole che accorciano la quarantena - ha detto Mirko all’Ansa - fossero state introdotte prima, di certo avrei risparmiato un bel po’ di tempo. Meglio così per i positivi attuali, ma questi cambiamenti così repentini di norme mi lasciano un po' scettico, li trovo confusionari. E poi è altrettanto importante ridurre i tempi di notifica dei risultati dei tamponi, sono anche quelli che allungano l’isolamento». Dal 27 settembre scorso è ufficialmente guarito dal Covid-19.

Una storia iniziata con una vacanza in Sardegna

Tutto inizia il 17 agosto, appena tornato dalla Sardegna. Uno degli amici con cui aveva trascorso la vacanza sull’isola ha febbre e tosse e risulta positivo al coronavirus. Due giorni dopo Mirko riesce a fare il tampone: negativo. Il 22 agosto lo rifà ed è positivo. É asintomatico, ha solo perdita dell’olfatto e del gusto a intermittenza. «L'olfatto va e viene anche ora, ma mi hanno detto che è normale», ha spiegato Mirko. «Il fisico ne è uscito un po' debilitato, ho perso quattro chili per lo stress pur continuando a mangiare, ma poi piano piano mi sono ripreso, ho ricominciato a lavorare nella mia attività di famiglia, a fare attività fisica. Ora vorrei andare anche in palestra. L’unica cosa che non ho ancora fatto è uscire con gli amici, perché la situazione non lo consente. Ho paura più di prima di ammalarmi e di dover fare un'altra quarantena».

Ha convissuto col virus per oltre un mese

Anche se Mirko ha convissuto con il virus per più di un mese con il virus, il giovane ha detto di «non avere capito questa malattia». Invita tutti alla massima prudenza e guarda con disappunto i “no mask”. «Fino a che non ci passi non puoi comprendere cosa vuol dire - ha spiegato -, nel mio caso soprattutto dal punto di vista psicologico. Anche io prima di contrarre il virus facevo le battutine e minimizzavo, ora la mascherina ce l’ho sempre addosso, ci faccio tutto. Chi non la vuole portare si accorgerà da sé delle conseguenze».

Lunga l’attesa dei tamponi

Curato e incoraggiato da una dottoressa della Asl ne è uscito, ma la sua speranza è che l'organizzazione della sanità pubblica migliori sempre di più. «Perché - ha spiegato il ragazzo - è stata l’attesa dei risultati dei tamponi, arrivati anche dopo quattro giorni dal test, ad allungare di molto la mia quarantena».

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