le faq sull’immunizzazione

Coronavirus, dalla celiachia all’allattamento, tutte le risposte dell’Iss alle domande sul vaccino

L’Istituto superiore di sanità ha cercato di rispondere ai quesiti più comuni posti dalle persone: da quelli più generali sull’efficacia e la sicurezza a quelli più specifici posti ad esempio dai celiaci o dalle donne che hanno partorito e stanno allattando il loro bambino

di Mariolina Sesto

Vaccino Pfizer, le dosi arrivano a Ciampino

L’Istituto superiore di sanità ha cercato di rispondere ai quesiti più comuni posti dalle persone: da quelli più generali sull’efficacia e la sicurezza a quelli più specifici posti ad esempio dai celiaci o dalle donne che hanno partorito e stanno allattando il loro bambino


3' di lettura

Partita la campagna di vaccinazione contro il Covid 19, in tanti stanno valutando l’opportunità di sottoporsi al vaccino. E molti sono gli interrogativi che sorgono nel momento in cui si prende in considerazione l’idea di partecipare all’immunizzazione. L’Istituto superiore di sanità ha cercato di rispondere ai quesiti più comuni posti dalle persone: da quelle più generali sull’efficacia e la sicurezza a quelle più specifiche poste ad esempio dai celiaci o dalle donne che hanno partorito e stanno allattando il loro bambino.

I vaccini contro il Sars-CoV-2 sono efficaci?

Per essere approvati dalle autorità regolatorie tutti i vaccini devono aver dato prova di efficacia. Nel caso del vaccino prodotto da Pfizer, il primo ad essere approvato, le sperimentazioni hanno mostrato un'efficacia del 94%. Nel mondo sono in corso test sull'uomo di diverse decine di altri candidati, alcuni dei quali in fase avanzata, che verranno approvati se si riveleranno efficaci e sicuri.

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Sono sicuri visto che sono stati approvati in tempi così rapidi?

I test richiesti dalle autorità ed effettuati sui candidati vaccini contro il Sars-Cov-2 sono gli stessi di tutti gli altri farmaci e vaccini già approvati in precedenza. In Europa si è riusciti a velocizzare l'iter grazie alle maggiori risorse a disposizione e adottando un sistema di revisione della documentazione particolare, che prevede di esaminare i risultati delle varie fasi della sperimentazione man mano che arrivano e non ‘in blocco' alla fine. Nel caso del vaccino Pfizer i test sono stati effettuati su 44mila persone in diversi paesi del mondo.

Per la prima volta verranno usati dei vaccini ‘a Rna'. Che significa?

Di solito nella vaccinazione viene iniettato il virus (o il batterio) “indebolito”, oppure una parte di esso. Il sistema immunitario riconosce l'”intruso” e produce gli anticorpi che utilizzerà quando incontra quello “vero”. Nel caso dei vaccini a Rna invece si inietta l'”istruzione” per produrre una particolare proteina, detta proteina “spike”, che è quella che il virus utilizza per “attaccarsi” alle cellule. La cellula produce quindi da sola la proteina “estranea”, che una volta riconosciuta fa attivare la produzione degli anticorpi.

Questa tecnologia è pericolosa? Rischio modifiche al mio Dna?

Oltre a non avere le “istruzioni” per modificare il Dna, l'Rna messaggero non entra mai nel nucleo della cellula, che è la parte che contiene il genoma, e non può quindi alterarlo in nessun modo. Inoltre l'Rna messaggero si degrada dopo pochi giorni, una volta eseguito il suo “compito”.

Quanto dura la protezione? Fatto il vaccino posso fare la vita di prima?

Le osservazioni fatte nei test finora hanno dimostrato che la protezione dura alcuni mesi, mentre bisognerà aspettare periodi di osservazione più lunghi per capire se una vaccinazione sarà sufficiente per più anni o servirà ripeterla. Non è ancora chiaro, ma sono in corso studi in merito, se il vaccino protegge solo dalla malattia o impedisce anche l'infezione. Almeno in un primo momento anche chi è vaccinato dovrebbe mantenere alcune misure di protezione.

Chi verrà vaccinato? Quando potrò farlo?

In una prima fase verranno vaccinati gli operatori sanitari e i residenti delle Rsa. In seguito, man mano che arriveranno le forniture dei vaccini, si procederà con il resto della popolazione, a partire dai soggetti più fragili, come gli anziani o chi ha malattie pregresse. Il vaccino sarà gratuito e verrà fatto in strutture pubbliche. Al momento sono esclusi dalla vaccinazione i bambini e gli adolescenti, su cui non è stato testato il vaccino, mentre per le donne in gravidanza e allattamento sono in corso valutazioni.

Quali sono gli effetti collaterali?

Come tutti i vaccini anche quelli contro il Sars-Cov-2 possono dare effetti indesiderati. Nel corso della sperimentazione sono state riscontrate le reazioni comuni, già viste in altre vaccinazioni. In tutti i paesi che hanno adottato il vaccino, Italia compresa, c'è comunque un sistema di sorveglianza che raccoglie le segnalazioni.

Il vaccino contro il Sars-CoV-2 è rischioso per i celiaci?

Non ci sono evidenze scientifiche che suggeriscano che le persone affette da celiachia abbiano un rischio superiore alla popolazione generale, di sviluppare effetti indesiderati in seguito alla somministrazione del vaccino contro il SARS-CoV-2. Pertanto, l’Iss raccomanda che le persone affette da celiachia seguano le indicazioni delle Autorità di Sanità Pubblica rivolte alla popolazione generale, riguardo alla vaccinazione contro il Covid 19.

Se sto allattando posso vaccinarmi contro il Sars-CoV-2?

Non sono disponibili dati specifici sulla sicurezza dei vaccini COVID-19 durante l'allattamento al seno, né sugli effetti dei vaccini a mRNA sul bambino allattato o sulla produzione/secrezione del latte materno. Secondo quanto indicato nella scheda tecnica del vaccino Comirnaty (quello prodotto da Pfiser Biontech), non è noto se questo passi nel latte materno. In generale, l'uso del vaccino durante l'allattamento dovrebbe essere deciso dopo aver considerato i benefici e i rischi. Secondo il documento “COVID-19: consenso inter-societario su allattamento e vaccinazione” firmato da SIN (Società Italiana di Neonatologia), SIP (Società Italiana di Pediatria), SIMP (Società Italiana di Medicina Perinatale), SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), AOGOI (Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani), SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), la vaccinazione COVID-19 attualmente va giudicata come compatibile con l'allattamento.

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