le precisazioni della ministra

Coronavirus, certificato medico a scuola per assenze superiori a 5 giorni

Fino al 15 marzo sospese anche le gite scolastiche. Per docenti e personale Ata nessuna penalizzazione dello stipendio

di Eugenio Bruno

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Fino al 15 marzo sospese anche le gite scolastiche. Per docenti e personale Ata nessuna penalizzazione dello stipendio


3' di lettura

La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, fa chiarezza sui divieti in vigore nelle aree del contagio e annuncia l'avvio di una task force per la didattica online
Niente gite scolastiche, uscite didattiche e mobilità studentesca fino al 15 marzo. A prevederlo è il decreto del presidente del Consiglio del 25 febbraio scorso che dedica un intero articolo alle misure per fronteggiare l'emergenza coronavirus nelle scuole. Incluso il ripristino - fino alla stessa data - dell'obbligo di presentare il certificato medico per le assenze superiori ai 5 giorni. Dopo si vedrà, ma la speranza della ministra Lucia Azzolina è che dal 16 si possa piano piano tornare alla normalità e limitare la chiusura alle singole province interessate dai focolai del contagio.

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Sospese le gite e le uscite didattiche
Stando al testo del Dpcm sono sospesi fino al 15 marzo 2020 i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche. Tuttavia, per i viaggi di istituto, sarà possibile esercitare il diritto di recesso come previsto dal codice del turismo.
L'articolo 41, comma 4, del decreto legislativo 79/2011 stabilisce infatti che «in caso di circostanze inevitabili e straordinarie verificatesi nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze e che hanno un'incidenza sostanziale sull'esecuzione del pacchetto o sul trasporto di passeggeri verso la destinazione» il viaggiatore può «recedere dal contratto, prima dell'inizio del pacchetto, senza corrispondere spese di recesso»;a l tempo stesso ha diritto «al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto», ma non a «un indennizzo supplementare».

Torna l'obbligo di certificato medico
Fino al prossimo 15 marzo la riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia di durata superiore a cinque giorni avverrà solo dietro presentazione di certificato medico. La norma specifica che ciò avverrà «anche in deroga» alle disposizioni vigenti. E, dunque, anche nelle dieci regioni dove l'obbligo era stato eliminato: in Friuli Venezia Giulia nel 2005, in Liguria nel 2006, in Piemonte nel 2008, in Lombardia nel 2009, in Umbria nel 2011, a Bolzano nel 2012, in Emilia Romagna nel 2015, nel Lazio nel 2018, nelle Marche nel 2019, in Veneto a gennaio 2020.

Didattica online
I dirigenti scolastici delle scuole in cui l'attività didattica è stata sospesa per l'emergenza sanitaria possono attivare, di concerto con gli organi collegiali competenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza, ponendo particolare attenzione alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. A tal proposito, Azzolina fa sapere che il suo ministero, attraverso la propria task force, per supportare le scuole per la didattica a distanza. Si partirà dalle numerose buone pratiche già messe in campo dalle scuole. E si lavorerà anche con realtà pubbliche e private che collaborano da tempo con il dicastero e che metteranno a disposizione contenuti e supporti digitali.

L'intervento della ministra
«Come ministero - sottolinea in una nota la ministra Lucia Azzolina - saremo al fianco delle scuole per ogni possibile chiarimento e supporto. Le istituzioni sono tutte in campo per i cittadini. Siamo impegnati per fare ciò che occorre. Non servono allarmismi e, soprattutto, non bisogna assolutamente credere alle notizie che girano senza fonte o che non sono verificate. Invito tutti a rifarsi esclusivamente alle fonti ufficiali che hanno tutto l'interesse a informare correttamente i cittadini». Poco prima, ai microfoni di Radio 24, lei stessa aveva fornito qualche elemento in più sullo scenario che ci attende. A cominciare dalla speranza che dal 16 marzo si possa passare da una chiusura su base regionale a una su base provinciale nelle zone legate ai focolai.

La precisazione attesa da docenti e studenti
Sempre dai microfoni di Radio24 la ministra ha rassicurato sia i docenti che gli studenti sulle possibili conseguenze scolastiche dell'emergenza. Ai primi ha garantito che gli insegnanti attualmente a casa «lo sono non per malattia ma per causa di forza maggiore» e, dunque, «non avranno una trattenuta» dallo stipendio. Ai secondi ha assicurato che non perderanno l'anno perché «al ricorrere di situazioni imprevedibili è fatta salva la validità dell'anno scolastico».

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