lotta al coronavirus

Coronavirus, il Cnf: sanzioni per gli avvocati che offrono assistenza contro i medici

Con una delibera l’istituzione che rappresenta l’avvocatura, condanna gli iscritti che tentano il business della pandemia

di Patrizia Maciocchi

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Con una delibera l’istituzione che rappresenta l’avvocatura, condanna gli iscritti che tentano il business della pandemia


2' di lettura

Via libera del Consiglio nazionale forense alle sanzioni disciplinari per gli avvocati che offrono assistenza per azioni legali contro i medici impegnati nella cura dei pazienti affetti da Covid-19. Dal plenum del Cnf è arrivata una netta condanna per gli iscritti che speculano sul dolore violando i principi etici dell’avvocatura.

Il Consiglio nazionale forense assicura - si legge in una nota - alla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri «l’attenta e forte vigilanza di tutte le istituzioni forensi nell’individuare e sanzionare i comportamenti di quei pochi avvocati che intendono, speculare sul dolore e le difficoltà altrui, nel difficile momento che vive il nostro Paese».

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No al business pandemia
Il monito è per quei legali che su internet fanno balenare la possibilità di sostanziosi risarcimenti in caso di danno alla salute dovuto ad eventuali errori nel gestire la pandemia. Non mancano anche suggerimenti per eventuali cause di divorzio nel caso il matrimonio si dovesse rompere a causa di una intollerabile convivenza forzata, o offerte di ricorso per chi dovesse restare fuori dai sostegni previsti dal Cura Italia. Ma cercare di trasformare in business la drammatica emergenza sanitaria è un’azione di sciacallaggio non tollerabile.

E sul punto la presa di posizione del Cnf è chiara. Dall’istituzione, che rappresenta l’avvocatura italiana, nel corso di un plenum straordinario, è arrivata la forte condanna «Per le iniziative, per fortuna limitate e marginali emerse in questi giorni, di alcuni avvocati e studi legali che offrono prestazioni volte a incoraggiare azioni giudiziarie nei confronti dei medici e dei professionisti sanitari impegnati in prima linea sul fronte dell’emergenza Covid-19 per tutelare e salvare la vita ai tanti cittadini coinvolti, anche a costo di mettere in pericolo la propria e quella dei loro familiari». Per il Cnf i comportamenti di alcuni iscritti stanno incrinando l’immagine dell’avvocatura «che invece, anche e soprattutto in queste circostanze, ancora una volta, sta dimostrando piena consapevolezza del ruolo sociale a cui è chiamata e a cui non intende sottrarsi».

La delibera del Cnf
Con una delibera, assunta dopo la segnalazione pervenuta nei giorni scorsi dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, il Cnf censura con convinzione i comportamenti che entrano in rotta di collisione con il ruolo che l’avvocato è chiamato a svolgere.

Il patto toghe e camici bianchi
Il Consiglio nazionale forense «esprime in maniera forte e incondizionata la propria gratitudine a tutti i medici, ai professionisti sanitari e ai tanti volontari quotidianamente impegnati nella cura e nell'assistenza dei cittadini colpiti dal contagio e la propria vicinanza a tutti i dottori, operatori, volontari, che sono stati contagiati dal Covid-19 nell’esercizio della loro opera di cura». La presidente del Cnf Maria Masi, da giorni in contatto con il vertice dell’Ordine dei medici Filippo Anelli, rinnova un patto di collaborazione e alleanza tra toghe e camici bianchi. Con l’impegno di punire chi non lo rispetta.

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