INCONTRO CON CONTE A PALAZZO CHIGI

Coronavirus, Confindustria: serve un piano massivo di investimenti per rilanciare l’economia

Tra le soluzioni delineate dall’associazione datoriale in occasione dell’incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Conte il rilancio dei cantieri e misure per assicurare la liquidità delle aziende

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Tra le soluzioni delineate dall’associazione datoriale in occasione dell’incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Conte il rilancio dei cantieri e misure per assicurare la liquidità delle aziende


3' di lettura

«Un grande piano massivo di investimenti che punti a realizzare infrastrutture materiali, sociali e immateriali all’avanguardia». In particolare, «servono investimenti pubblici, serve riattivare rapidamente tutti i cantieri e non solo quelli delle opere considerate prioritarie: la domanda pubblica deve compensare l’arretramento di quella privata». È quanto sottolinea Confindustria in un documento dal titolo: “Assi portanti di azione e reazione all’arretramento dell’economia”.

Il documento è stato divulgato al termine dell’incontro tra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e le associazioni delle imprese (oltre a Confindustria, hanno partecipato i rappresentanti di Rete Imprese, Confapi, Abi, Confprofessioni e Ania).

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Servono risorse congrue e strumenti incisivi
Un testo nel quale l’associazione datoriale sottolinea la necessità che il Governo metta sul tavolo «risorse congrue e strumenti incisivi». Per Confindustria è «il momento per l’economia italiana ed europea di un “whatever it takes” della politica economica», con un «chiaro indirizzo nell’allocazione delle risorse e degli effetti da realizzare»: è la linea che il leader degli industriali, Vincenzo Boccia, ha indicato al Governo.

Il rilancio dei cantieri
Secondo Confindustria, il piano straordinario triennale deve partire dall’avvio di tutti i cantieri e puntare a realizzare tutte le opere programmate, anche attraverso l’introduzione di apposite misure di carattere organizzativo, tra cui la nomina di commissari straordinari e la costituzione di task force multidisciplinari di esperti (che nel Mezzogiorno, area a più bassa efficienza amministrativa, possono trovare il sostegno dei fondi europei e nazionali per la politica di Coesione), che supportino “in loco” le amministrazioni nell’accelerazione delle procedure. Vanno inoltre introdotte misure di sblocco dei procedimenti più complessi, attraverso strumenti adeguati all’entità e alla specificità delle opere da realizzare.

Piano di rilancio a livello europeo
Questo piano triennale - continua l’associazione datoriale - deve inserirsi in un «altrettanto ambizioso piano di rilancio a livello europeo», con una connotazione transnazionale delle opere da realizzare e una massiccia dote finanziaria (a partire da 3mila miliardi di euro), resa possibile dall’emissione di Eurobond a 30 anni garantiti anche dalle infrastrutture oggetto del piano. Considerato il deterioramento delle prospettive macroeconomiche a livello europeo, l’istituzione e l’emissione di Eurobond - si legge ancora nel documento - rappresenta ormai una priorità non rinviabile e, pertanto, dovrebbe essere oggetto di un Consiglio europeo straordinario, chiamato a farne il perno intorno a cui costruire una policy complessiva di sostegno e rilancio dell’economia europea.

Misure per assicurare la liquidità delle imprese
Infrastrutture, ma non solo. Una componente di questo piano di rilancio dovrebbero essere le misure volte a garantire liquidità alle imprese, precondizione essenziale per aiutare le imprese in questa fase di transizione e criticità economica. Come noto, il credito bancario in Italia rimane selettivo se non modesto, in particolare per le Pmi, e il mercato dei capitali è ancora troppo poco sviluppato. Tra le soluzioni delineate da Confindustria, il potenziamento delle attività del Fondo di garanzia per le Pmi e la possibilità per le imprese - che si trovino in condizioni di comprovata e temporanea difficoltà, con cali di fatturato a due cifre e con l’obiettivo di tutelare le prospettive di continuità aziendale - di richiedere una procedura speciale che consenta loro di dilazionare, in un maggior lasso temporale (10 anni) rispetto a quello vigente, il pagamento dei debiti tributari, prima dell’avvio di azioni accertative o esecutive, senza applicazione di sanzioni.

Nuovo programma di semplificazioni
Un altro canale è l’avvio di un nuovo e vasto programma di semplificazioni, su base triennale, per liberare, attrarre e fidelizzare investimenti. In questa sede si indicano due linee prioritarie per le imprese: fisco e ambiente/energia.

Incentivi all’occupazione
La partita si gioca anche sul campo del lavoro. Nel documento Confindustria sottolinea la necessità di un disegno di incentivi all’occupazione giovanile che rafforzino, rispetto a quelli attualmente previsti, la probabilità per i giovani di “imparare lavorando” e poi stabilizzarsi in azienda. Lo strumento fondamentale per realizzare questo obiettivo è l’apprendistato.

Rilanciare gli investimenti privati
Infine, secondo l’associazione datoriale serve un piano di azioni volte ad attrarre, stimolare e rilanciare gli investimenti privati, italiani ed esteri (InvestItalia), che includa misure di carattere fiscale, societario e finanziario. L’idea è, anzitutto, di dare continuità e sistematicità all’impianto agevolativo vigente, attraverso un accurato potenziamento degli incentivi fiscali. Questa azione di rilancio degli investimenti non può poi prescindere da alcune misure dedicate specificamente al Mezzogiorno, a maggior ragione dopo la recente presentazione del Piano Sud 2030. In questa prospettiva, occorre rafforzare il credito d’imposta per gli investimenti nel Sud (orizzonte triennale e aumento fino a 20 milioni di euro del valore degli investimenti agevolabili.

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