l’epidemia

Coronavirus, Conte: un’ordinanza per uniformare i comportamenti delle Regioni. Scontro con Fontana

Il premier spiega che all'origine di uno dei focolai c'è stata la gestione «di un ospedale» non in linea con i protocolli. Chiede alle regioni di non andare più «in ordine sparso». E minaccia «misure che contraggono le prerogative dei governatori». Ma il presidente leghista della Lombardia Attilio Fontana non ci sta: «Parole in libertà». Poi il premier annuncia un’ordinanza per uniformare i comportamenti delle Regioni


Conte: un ospedale non ha seguito i protocolli prudenti

3' di lettura

Basta «iniziative autonome non giustificate», basta andare «in ordine sparso», perché si rischia di far danno: se mancasse il coordinamento tra i servizi sanitari regionali il governo potrebbe intervenire con «misure
che contraggono le prerogative dei governatori». Il premier Giuseppe Conte prova a mettere ordine nel caos generato in tutta Italia dall'allarme per il coronavirus. Spiega che all’origine di uno dei focolai c'è stata la gestione “di un ospedale” non in linea con i protocolli. E, ovviamente si tratta di un ospedale di una regione del nord. Probabilmente si tratta del Codogno in Lombardia. Poi chiede anche ai presidenti delle Regioni fuori dall'area del contagio di non agire da soli, senza indicazioni da Roma.

Fontana: idea premier Conte offensiva
Ma le sue parole scatenano un putiferio e rompono il fair play che c'era stato finora anche con i governatori leghisti. «Irricevibile e, per certi versi, offensiva». Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, giudica l’ipotesi del premier Giuseppe Conte di contrarre le prerogative dei governatori in materia di sanità. «Parole in libertà - aggiunge Fontana - che mi auguro siano dettate dalla stanchezza e dalla tensione di questa emergenza. Riferirò al presidente Conte che la Lombardia sta dimostrando di essere all'altezza della situazione e sta gestendo con competenza ciò che sta accadendo».

Gallera: inaccettabili dichiarazioni Conte
«Una dichiarazione inaccettabile da una persona ignorante, perché ignora assolutamente quali erano e sono i protocolli definiti dall'Istituto Superiore di Sanità. Noi abbiamo seguito pedissequamente ciò che era stato determinato dall'ISS e le linee guide del Ministero». Così Giulio
Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, commenta
le affermazioni del premier Conte sulla gestione “di un ospedale” non in linea con i protocolli.

Il litigio Fontana-Conte
Da segnalare poi la sfuriata di Attilio Fontana alla riunione in corso alla protezione civile con annessa litigata furibonda con il premier Conte davanti a tutti i ministri e agli altri governatori. Fontana avrebbe perso la pazienza e avrebbe detto: «Te ne vai dalla D'Urso mentre l'Italia sta in emergenza e hai pure il coraggio di attaccare medici e infermieri». E poi avrebbe lascia il collegamento. Conte avrebbe reagito cacciando via tutti i tecnici dalla sala.

Conte: ordinanza per uniformare comportamenti Regioni
Diverso il tenore delle comunicazioni ufficiali. «Abbiamo concordato di fare un'ordinanza per uniformare i comportamenti in tutte quelle regioni che non fanno parte della zona focolaio» ha detto il premier Conte alla Protezione Civile al termine della riunione con i ministri e con i presidenti delle Regioni. «C'è un clima di grande collaborazione - ha aggiunto -.Dobbiamo proseguire con il coordinamento che è il metodo più efficace per evitare contagio».

Il primo contagiato da coronavirus: il 38enne di Codogno
Tutto ruota, in questo momento, intorno al primo contagiato da coronavirus, il 38enne di Codogno (Lodi). È andato il 18 febbraio in pronto soccorso, ma è stato rimandato a casa. Quindi è stato ricoverato il 19 febbraio quando la febbre è altissima. Nel momento in cui è arrivato la prima volta in ospedale non ha però dichiarato subito il contatto con il cosiddetto “caso indice”, ovvero il collega tornato dalla Cina il 21 gennaio, semplicemente perchè non ha ‘collegato' l'episodio. Aveva un pò di influenza e di febbre e non era così grave da essere ricoverato. Per questo insieme di fattori non è scattata la procedura che prevedeva da subito un isolamento e il tampone specifico. Ed è iniziato il contagio dal Pronto soccorso dell'ospedale di Codogno. Tra i primi contagiati ci sono persone direttamente a contatto con il 38enne.

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