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Coronavirus, controlli con i droni: lo stop di Gabrielli

Il capo della Polizia decide di sospendere il ricorso ai velivoli radiocomandati. Il confronto con Enac per arrivare all’uso corretto

di Marco Ludovico

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La Polizia utilizza un drone in un posto di controllo a Roma (foto Ansa)

Il capo della Polizia decide di sospendere il ricorso ai velivoli radiocomandati. Il confronto con Enac per arrivare all’uso corretto


2' di lettura

Il ricorso ai droni per controllare il rispetto delle norme sul coronavirus è durato pochi giorni, neanche una settimana. Oltre l’effetto scenografico ci sono, infatti, aspetti delicati: di sicurezza, di privacy, di equilibri e ordine nel traffico aereo. Da ieri 27 marzo, dunque, stop a questi mezzi per la vigilanza COVID-19.

L’alt del Dipartimento P.S.
La comunicazione è da poco partita dal Viminale, dipartimento di Pubblica sicurezza guidato da Franco Gabrielli, per le prefetture, i Comandi generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, le altre articolazioni della Polizia di Stato (Stradale, Ferroviaria, Comunicazioni, Reparti speciali, Immigrazione, Anticrimine, Prevenzione). Tutti avvertiti: «Attendere l’esito» scrive in una nota il capo della segreteria del Dipartimento, prefetto Mario Papa, «degli approfondimenti» prima di proseguire. Stop, dunque, ai droni.

Il confronto con l’Enac
La nota del dipartimento di Pubblica sicurezza fa riferimento a «interlocuzioni con l’Enac finalizzata e una condivisa e corretta applicazione» di questi strumenti. Gli aggettivi sono rivelatori: c’è stato più di un caso dove il ricorso ai mini aerei radioguidati non è stato corretto. Con l’Ente nazionale aviazione civile, dunque, l’Interno intende definire dettagli, contorni e tutte le sfumature necessarie a evitare altri utilizzi fuori norma.

Nel mirino le polizie locali
Il Viminale non nasconde dove sta il problema: a qualche agente di polizia locale, forse preda dell’entusiasmo di un mezzo tutto sommato nuovo rispetto alle pratiche tradizionali, è scappata la mano. Con l’Enac, dunque, il Dipartimento Ps intende arrivare a definire un protocollo comune e garantito, in particolare per «l’utilizzo di mezzi aerei a pilotaggio remoto da parte delle polizie locali».

In effetti Polizia di Stato, Carabinieri e Finanza già fanno uso di droni ma finora non risultano problemi particolari. L’allargamento alle polizie municipali, tutte impegnate nei controlli sulle norme COVID-19, ha fatto emergere utilizzi scorretti. Da evitare subito.

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