la giornata dei mercati

Prove di rimbalzo per le Borse, +1% Piazza Affari. Vola Tesla a Wall Street

Le Borse cinesi stamattina hanno bruciato 420 miliardi di dollari in capitalizzazione, ma nel Vecchio Continente e a Wall Street i listini sono rimbalzati anche se per motivi di natura tecnica. I mercati infatti restano in allerta per il rischio coronavirus, e a farne le spese stavolta e' stato il petrolio, tornato ai minimi da un anno.

di Eleonora Micheli

Che cosa sono i coronavirus

Le Borse cinesi stamattina hanno bruciato 420 miliardi di dollari in capitalizzazione, ma nel Vecchio Continente e a Wall Street i listini sono rimbalzati anche se per motivi di natura tecnica. I mercati infatti restano in allerta per il rischio coronavirus, e a farne le spese stavolta e' stato il petrolio, tornato ai minimi da un anno.


6' di lettura

Le Borse europee hanno rialzato la testa dopo la frenata della scorsa settimana e nonostante i forti cali delle piazze cinesi, che oggi, dopo un lungo stop nei giorni scorsi, hanno mandato in fumo circa 420 miliardi di dollari di capitalizzazione. Anche Wall Street è tonica sulla speranza che nei prossimi giorni arrivino notizie più confortanti, come quella relativa al tasso di guarigioni degli ultimi giorni. Il Nasdaq è trascinato in alto da Tesla, arrivata a guadagnare il 20% , dopo che il broker ARK ha stimato che ll produttore californiano di veicoli elettrici dovrebbe raggiungere una valutazione pari a 7.000 dollari entro il 2024. Un target price stellare (oggi il titolo vale circa 740 dollari) che ha messo il turbo all'azione.

Ad ogni modo la situazione rimane fluida in attesa di novità sulla diffusione del coronavirus, che intanto ha già fatto più vittime della Sars del 2003. Milano ha guadagnato lo 0,96%, anche se lo spread è lievemente salito a 139,1 punti. Il rendimento dei Btp a dieci anni, comunque, continua a rimanere sotto la soglia dell’1%.

Coronavirus, le dieci cose da sapere: come si diffonde e come difendersi

Attività ferma in Cina, in Europa migliora la manifattura
Le Borse europee hanno tentato il recupero sin dalle prime battute, dopo i cali della scorsa settimana tra il 3 e il 4%. Gli investitori hanno mantenuto i nervi saldi davanti alle chiusure in forte ribasso accusate dalle piazze cinesi, anche perché erano ferme da tempo per il Capodanno cinese . La situazione, tuttavia, resta legata a stretto filo all’evoluzione del virus che in Cina sta bloccando l’attività produttiva fino al prossimo 10 febbraio in aree chiave, come quelle di Shanghai, Chongqing e il Guandong. Si tratta di aree geografiche che complessivamente nel 2019 hanno rappresentato l’80% del pil cinese, come riferito dal Quotidiano del Popolo. La nota positiva, per contro, è che negli ultimi giorni sono aumentati i casi di guarigione, anche se va detto che intanto il coronavirus ha già fatto più vittime della Sars del 2003.
Sul fronte macro, in Europa è migliorata l’attività manifatturiera, pur rimanendo in contrazione: l'indice Pmi che la misura si è attestato a gennaio a 47,9 punti, dai 46,3 punti di dicembre. Negli States, invece, i dati sono stati a luci e ombre: mentre l'indice Pmi manifatturiero a gennaio è peggiorato a gennaio a 51,9 punti, l’attività manifatturiera misurata da Ism è migliorata e tornata ad espandersi, con l’indice salito a 50,9 punti dai 47,2 punti del mese precedente.

A Milano in evidenza Nexi, sulla scia della volata del 17% di Ingienico
A Piazza Affari si sono distinte le Nexi (+4,9), nel giorno in cui è emerso che il settore dei pagamenti è in fase di consolidamento in Europa, dopo che in Francia è stata annunciata la fusione tra Worldline e Ingenico. L'operazione darà origine al quarto gruppo al mondo attivo nel settore dei pagamenti, con un fatturato di circa 5,3 miliardi di euro. Ingienico, che alla Borsa di Parigi è volata del 17%, verrà acquistata per una valutazione attorno a 7,8 miliardi . L’aggregazione transalpina ha rafforzato l'ipotesi che anche in Italia avvenga un consolidamento del business dei pagamenti, magari con l’aggregazione tra Nexi e Sia, di cui gli esperti già parlano da tempo. Oggi hanno inoltre rialzato la testa le Stmicroelectronics (+1,9%), dopo la frenata dei giorni scorsi e le Prysmian (+3,98%), quest'ultime sulla notizia che l’azienda ha annunciato il lancio della gamma di minicavi Sirocco High Density che fornisce diametri e densità di fibra da record per i minicavi soffiati.

Banche in attesa dei conti del 2019, domani apre le danze Intesa
Le banche hanno registrato un andamento contrastato a poche ore dal via delle trimestrali. Domani pubblicherà i conti dell’ultimo scorcio del 2019 Intesa Sanpaolo (+1,7%). Kepler Cheuvreux prevede un utile netto dell’intero anno passato pari a 4,1 miliardi, in rialzo dai 4,05 miliardi del 2018. Nel solo quarto trimestre gli analisti della sim prevedono un risultato netto di 825 milioni, in calo rispetto al miliardi di un anno fa. Dopodomani comunicherà i dati del bilancio 2019 anche Banca Pop Er (-0,8%), mentre seguiranno giovedì Unicredit (+1%), Mediobanca (+2,2%) e Banco Bpm (+1,3%). I numeri diUbi Bancai (inv), invece, verranno svelati la prossima settimana.

Fca ben impostata in attesa dei dati auto italiani
Fiat Chrysler Automobilesha registrato un progresso dello 0,77% nell'attesa della diffusione dei dati sulle immatricolazioni italiane, rese note a mercato chiuso. La casa auto a gennaio ha registrato un incremento delle vendite dello 0,2%, mentre le immatricolazioni complessive sono calate del 5,9%. Della galassia Agnelli, hanno rialzato la testa le Ferrari (+1,15%), mentre hanno perso quota le Juventus Fc nonostante la vittoria sulla Fiorentina.

Telecom ai minimi da agosto dopo le multe per 143mln
Sono andate in controtendenza le azioni di Telecom Italia(-0,99%), piombando ai livelli dello scorso agosto. Le azioni hanno risentito della notizia delle multe comminate all’azienda per un totale complessivo di quasi 143 milioni. Nel dettaglio nei giorni scorsi è emerso che l'Autorità garante per la concorrenza ha irrogato una sanzione per complessivi 228 milioni di euro a Fastweb, Tim, Vodafone e Wind Tre accertando un'intesa anticoncorrenziale relativa al repricing effettuato nel ritorno alla fatturazione mensile. Le indagini svolte hanno permesso di accertare che i quattro operatori telefonici hanno coordinato le proprie strategie commerciali relative al passaggio dalla fatturazione quadrisettimanale (28 giorni) a quella mensile, con il mantenimento dell'aumento percentuale dell'8,6 per cento. Tim è stata multata per 114,4 milioni. La partita, tuttavia, non è chiusa visto che gli operatori presenteranno ricorso al Tar. In più nei giorni scorsi Tim ha ricevuto anche una multa da 27,8 milioni dal Garante per la privacy per numerosi trattamenti illeciti di dati legati all'attività di marketing. Come se non bastasse, sembra essere in una situazione di stallo l’operazione di eventuale aggregazione della rete Telecom con quella di OpenFiber.
Hanno inoltre perso quota le azioni legate al greggio, risentendo della debolezza dell'oro nero. Saipem ha lasciato sul parterre l'1,6%, Tenaris l'1,16% ed Eni lo 0,38%.

Bene la Lazio, Mediaset sotto la lente
Fra i titoli minori, quelli della Lazio hanno guadagnato il 4,5%, dopo la vittoria 5 a 1 di ieri sulla Sampdoria. Mediaset è salita dello 0,88%, nel giorno in cui il Tribunale di Milano ha rigettato i ricorsi presentati da Vivendi e Simon su Mfe (Mediaset For Europe), finalizzati a sospendere il progetto europeo di Mediaset che in Italia, a questo punto, può proseguire, anche se Vivendi ha già preannunciato ricorso in appello.

Thyssenkrupp perde oltre il 5%, timori per la situazione finanziaria
Nel resto d'Europa Parigi è salita dello 0,45%, Francoforte dello 0,49% e Madrid dello 0,39%. Londra, nella sua prima seduta con la Gran Bretagna fuori dall'Unione europea, ha guadagnato lo 0,55%. A Francoforte Thissenkrupp ha perso oltre il 5%, risentendo delle dichiarazioni del presidente, Martina Merz, che nel corso dell'assemblea dei soci ha parlato di situazione finanziaria particolarmente tesa.

Emergenza Coronavirus, le immagini dal mondo

Emergenza Coronavirus, le immagini dal mondo

Photogallery22 foto

Visualizza

Petrolio giù: scende la domanda di Pechino, Opec in campo
Il petrolio è stato debole per tutto il giorno e poi sul finale ha accusato un tracollo, con il Brent arrivato a perdere oltre il 3%, nonostante la debolezza delle ultime sedute. A pesare sulle quotazioni dell'oro nero sono sempre i timori legati al coronavirus, che frenando la produzione cinese di fatto va a ridurre la domanda di greggio. Hanno pesato anche le indiscrezioni sull'eventualità che l'Opec decida di tagliare la produzione (mossa che in tempi normali innescherebbe un rialzo dei prezzi). Secondo quanto rivelato dall'agenzia France Press i paesi Opec e la Russia hanno convocato per domani e mercoledì a Vienna una riunione del comitato tecnico, l'organo che tradizionalmente analizza la congiuntura di mercato per aiutare i membri del cartello a correggere le proprie quote di produzione e condizionare i prezzi. Secondo fonti del settore energetico cinese citate dal Bloomberg, intanto, la domanda di greggio della Repubblica Popolare sarebbe già scesa di circa 3 milioni di barili al giorno, vale a dire il 20% del totale, a causa dell'impatto dell'epidemia di coronavirus sull'economia. Sul fronte dei cambi, anche l'euro è in lieve flessione sul biglietto verde.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti